Pietrafredda
by Stefano Di Marino
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In una Parigi livida, notturna, popolata da vecchi sbirri e malavitosi spietati, un uomo è in cerca dell'assassino della sua Lana. Il dolore gli ha indurito il cuore come una pietra fredda e il suo livore sembra inarrestabile. Intanto, per le vie della città, un killer leggendario è già sulle sue tr... More

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Old_GloryOld_Glory wrote a review
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SugarpulpSugarpulp wrote a review
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Il Recensore.comIl Recensore.com wrote a review
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Pietrafredda, l’ultima scommessa del Professionista
ilrecensore.com/wp2/2009/06/pietrafredda-lultima-scommessa-del-professionista

“Pietrafredda” (Perdisa editore, 2009) di Stefano Di Marino è una sceneggiatura. Il passaggio dalla narrazione al visivo è immediato. Lo scrittore, oltre che un pluridecorato autore di noir e thriller, è un esperto cinefilo. Chance Renard, personaggio del libro, parla in prima persona, in totale sintonia - di modi e di intenti - con l’autore stesso. Di Marino scrive la storia de Il professionista (nom de plume di Chance Renard) da circa quindici anni, e Pietrafredda è la chiave di volta, il fulcro di un’opera, il senso di questo lavoro.
MiciaRiccMiciaRicc wrote a review
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Luca GiudiciLuca Giudici wrote a review
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Il professionista si reinventa
Pietrafredda è l'ultimo lavoro di uno dei più acclamati autori di spy- story in Italia, ovvero Stefano di Marino, alias Stephen Gunn. Questo scritto però, a differenza di altri, è un punto di non ritorno. Nella realtà di Chance Renard, detto 'Il professionista', protagonista principale della maggior parte delle sue opere, Pietrafredda rappresenta il primo atto di una nuova vita. Di Marino è un esperto cinefilo, e questo breve e tagliente thriller, viene scritto come se fosse una sceneggiatura: in prima persona, e con un taglio da camera a mano. Di Marino scrive la storia de Il professionista da circa quindici anni, e Pietrafredda è la chiave di volta, il fulcro di un’opera, il senso di questo lavoro. In poco più di cento pagine Di Marino ripercorre il filo di tutta la vita del suo personaggio, attraverso flashback, dialoghi e incontri con vecchi amici, e, ritessendo la sua storia, lo prepara ad un salto di qualità, a diventare un vero eroe. Una sorta di padre spirituale di Chance Renard, in Italia lo possiamo ritrovare in un vecchio fumetto di Magnus, ovvero Unknown, Lo Sconosciuto. Negli anni settanta Lo sconosciuto si è presentato come il lato oscuro dei vari James Bond e di tutti gli agenti segreti in giacca e cravatta, anticomunisti e figli del dio denaro (con in più quantitativi industriali di alcool, droga e sesso). Unknown è un discendente di quella tradizione di ladri e pirati gentiluomini che – a partire da Arsenio Lupin - si ritrovano in Sandokan e Corto Maltese: uomini ormai senza ideali, ma che a fatica sopportano le ingiustizie, quando queste sono figlie di scorrettezze, del mancato rispetto di certe regole che comunque, anche tra uomini senza dio, bisogna rispettare. Chance Renard è un’erede di questa stirpe. La sua Parigi è la Malesia di Sandokan, ed anche lui si circonda di uomini in fuga, a volte inseguiti, persone il cui passato sarebbe meglio non conoscere, perdenti insomma ! Chance Renard insegue la sua vendetta, nei confronti di chi ha ucciso la sua amante, o almeno, la donna di cui lui si era perdutamente innamorato, poiché ogni volta è per sempre. Storia certamente non nuova, vissuta in mille film, ma Di Marino la svolge con una particolare essenzialità. Riduce al minimo il testo, ed ogni parola è essenziale, al posto giusto, ed in questo modo rende evidente il vuoto interiore, il dramma che si innesta nella vita di ognuno dei suoi personaggi, dove anche la vendetta è solamente una scusa, una scusa per continuare ad andare avanti, una scusa per continuare a vivere.

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