Poirot a Styles Court
by Agatha Christie
(*)(*)(*)(*)( )(3,194)

Mayakella's Review

MayakellaMayakella wrote a review
11
(*)(*)(*)(*)( )
Questo è il mio terzo libro della Christie, con i primi due non era andata benissimo ma siccome sono una persona schematica e tignosa, ci ho riprovato partendo dall’inizio.

Questa infatti, è la prima storia, scritta per scommessa con la sorella e primo libro pubblicato dopo aver ricevuto molte porte chiuse in faccia dagli editori.
Ed ecco la prima scoperta di un’ignorante agatachristiana: Poirot è belga, non francese come pensavo!

In questo libro compare anche il suo assistente, che serve al puro scopo di esaltare le doti investigative del nostro detective dalla testa a uovo.
Protagonisti sono una vecchia ricca con il marito Toy-boy ante-litteram, e famiglia non proprio felice della cosa. E’ tutto un prendere il the all’ora del the, bere caffè all’ora del caffè, ma sempre col mignolino alzato, finché non ci scappa il morto.

E a questo punto entra in scena Poirot, introdotto dal suo Watson che in questo caso si chiama Hasting e non azzecca mai nulla, anche perché il poveretto è tenuto all’oscuro dalle elucubrazioni del Nostro macrogamete coi baffi e svirgola, sospettando di qua e di là come una piuma di piccione sbattuta dal vento. E noi con lui.

Questa volta però avevo rinunciato a ragionare sugli eventi e su chi fosse l’assassino, ma, incredibilmente, ho battuto Agata e ci ho azzeccato. Quasi.

Per me è il libro della svolta. MI è piaciuto! Mi sono proprio goduta il viaggio.
Non mi ha annoiato, forse alla fine avrei preferito arrivasse prima il momento della rivelazione ma stavolta ho apprezzato tantissimo tutta la storia e soprattutto il solito doppio carpiato finale. Perché c’è sempre un doppio carpiato finale!
Pertanto posso dire che sono stata conquistata, odio Poirot , ma comincio ad amare davvero Agatha Christie!
MayakellaMayakella wrote a review
11
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Questo è il mio terzo libro della Christie, con i primi due non era andata benissimo ma siccome sono una persona schematica e tignosa, ci ho riprovato partendo dall’inizio.

Questa infatti, è la prima storia, scritta per scommessa con la sorella e primo libro pubblicato dopo aver ricevuto molte porte chiuse in faccia dagli editori.
Ed ecco la prima scoperta di un’ignorante agatachristiana: Poirot è belga, non francese come pensavo!

In questo libro compare anche il suo assistente, che serve al puro scopo di esaltare le doti investigative del nostro detective dalla testa a uovo.
Protagonisti sono una vecchia ricca con il marito Toy-boy ante-litteram, e famiglia non proprio felice della cosa. E’ tutto un prendere il the all’ora del the, bere caffè all’ora del caffè, ma sempre col mignolino alzato, finché non ci scappa il morto.

E a questo punto entra in scena Poirot, introdotto dal suo Watson che in questo caso si chiama Hasting e non azzecca mai nulla, anche perché il poveretto è tenuto all’oscuro dalle elucubrazioni del Nostro macrogamete coi baffi e svirgola, sospettando di qua e di là come una piuma di piccione sbattuta dal vento. E noi con lui.

Questa volta però avevo rinunciato a ragionare sugli eventi e su chi fosse l’assassino, ma, incredibilmente, ho battuto Agata e ci ho azzeccato. Quasi.

Per me è il libro della svolta. MI è piaciuto! Mi sono proprio goduta il viaggio.
Non mi ha annoiato, forse alla fine avrei preferito arrivasse prima il momento della rivelazione ma stavolta ho apprezzato tantissimo tutta la storia e soprattutto il solito doppio carpiato finale. Perché c’è sempre un doppio carpiato finale!
Pertanto posso dire che sono stata conquistata, odio Poirot , ma comincio ad amare davvero Agatha Christie!

Comments

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Bello il tuo commento, con tante illustrazioni a colori. Sublime l'immagine col mignolino alzato.
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Bello il tuo commento, con tante illustrazioni a colori. Sublime l'immagine col mignolino alzato.