Proprietà privata
by Richard Yates
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La riscoperta di Richard Yates, magistrale autore americano antesignano del realismo di Raymond Carver, è stata una delle operazioni di maggior successo nella storia editoriale di minimum fax: il pubblico e la critica l’hanno accolta con enorme favore e le opere di Yates hanno venduto più di 150.000... More

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Cristina72Cristina72 wrote a review
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Polli che non diventano aquile
Quello che accomuna i personaggi di Richard Yates in questa raccolta postuma di racconti è l’aura di fallimento, mediocrità, disagio che, per quanto si impegnino, non riescono mai a scrollarsi del tutto di dosso. Lo stesso scrittore, del resto, non si fa scrupolo di ridicolizzarli con ironia sottile, mostrando di conoscere bene i suoi polli, volatili che non potranno mai diventare aquile.
Svariati i casi presi in esame: soldati, uomini d’affari, mogli di ufficiali, donnette, tutti frustrati nelle loro aspirazioni sullo sfondo di una quotidianità squallida, a cui restano nonostante tutto saldamente ancorati.
C'è, per esempio, l'esistenza piatta e oziosa di alcuni reduci di guerra ricoverati per mesi in ospedali militari, che passano il tempo raccontando spacconerie più o meno inventate, scaracchiando e bevendo di nascosto birra nei bagni. Antieroi per eccellenza, che poco hanno a che vedere con l'orgoglio patriottico che ci si aspetterebbe da veterani.
E poi spaccati impietosi di vita coniugale, rancori, frustrazioni, incomprensioni che lo scrittore americano tratteggia con implacabile precisione. "Non ho mai avuto l'impressione di tradirti, George, non capisci? Cosa c'era da tradire?" Frase al vetriolo pronunciata "a voce bassissima" da una moglie che si congeda da un marito attonito, dopo anni di apatica convivenza.
“Proprietà privata”, racconto che dà il titolo alla raccolta, si differenzia dagli altri perché privo di sarcasmo, ma amaro quanto può esserlo la storia di una bambina umiliata e avvelenata dal perbenismo ottuso degli adulti. Il suo malessere arriva al lettore in maniera acuta, e la sua piccola figura, bruttina e consapevole di esserlo, non si dimentica. Eileen, che si nasconde come un animale ferito nel capanno degli attrezzi, dopo aver imparato a sue spese quanta poca importanza abbiano le sue ragioni in un mondo di verità posticce.
MARGHEMARGHE wrote a review
1329
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La sofferenza umana
Ogni volta che leggo Yates è come se mi immergessi in un quadro di Hopper, pittore statunitense che amo, così bravo nel rappresentare la solitudine dell’uomo nella società moderna.
In questi racconti i protagonisti sono alle prese con la noia della vita quotidiana, una vita fatta di futili conversazioni, martini bevuti a fiumi per stordirsi e fare finta di divertirsi alle feste obbligate (cene di lavoro o cene con i vicini di casa), incomunicabilità, divorzi, tradimenti, fallimenti e alla fine una sensazione di sconfitta, un senso di spossatezza e la voglia di non lottare più contro un destino segnato.
Leggendo Yates ti chiedi: “Ma siamo davvero tutti così sempliciotti e banali? Stiamo riempiendo le nostre esistenze di cose poco importanti e stiamo investendo tutte le nostre energie per conquistarle (avanzamenti di carriera, conquista di una nuova amante,..) e perdiamo di vista le cose veramente importanti, quelle che davvero ci renderebbero felici?”
Quando leggi i suoi racconti e ti proietti nelle vite dei suoi protagonisti, sempre così vuote e desolate, ti illudi di essere diverso, speri che tutto questo non ti riguardi direttamente, ma in realtà, chi più e chi meno, siamo tutti dei criceti che girano nella gabbia delle abitudini quotidiane!!!
Non posso che straconsigliare Yates, sempre e comunque, perché se è vero che è spesso deprimente, è anche vero che toglie quella patina di ipocrisia che investe le nostre vite e ci porta a riflettere su cosa si celi effettivamente sotto la superficie dorata e perfetta..