Proprietà privata
by Richard Yates
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La riscoperta di Richard Yates, magistrale autore americano antesignano del realismo di Raymond Carver, è stata una delle operazioni di maggior successo nella storia editoriale di minimum fax: il pubblico e la critica l’hanno accolta con enorme favore e le opere di Yates hanno venduto più di 150.000... More

MARGHE's Review

MARGHEMARGHE wrote a review
1329
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La sofferenza umana
Ogni volta che leggo Yates è come se mi immergessi in un quadro di Hopper, pittore statunitense che amo, così bravo nel rappresentare la solitudine dell’uomo nella società moderna.
In questi racconti i protagonisti sono alle prese con la noia della vita quotidiana, una vita fatta di futili conversazioni, martini bevuti a fiumi per stordirsi e fare finta di divertirsi alle feste obbligate (cene di lavoro o cene con i vicini di casa), incomunicabilità, divorzi, tradimenti, fallimenti e alla fine una sensazione di sconfitta, un senso di spossatezza e la voglia di non lottare più contro un destino segnato.
Leggendo Yates ti chiedi: “Ma siamo davvero tutti così sempliciotti e banali? Stiamo riempiendo le nostre esistenze di cose poco importanti e stiamo investendo tutte le nostre energie per conquistarle (avanzamenti di carriera, conquista di una nuova amante,..) e perdiamo di vista le cose veramente importanti, quelle che davvero ci renderebbero felici?”
Quando leggi i suoi racconti e ti proietti nelle vite dei suoi protagonisti, sempre così vuote e desolate, ti illudi di essere diverso, speri che tutto questo non ti riguardi direttamente, ma in realtà, chi più e chi meno, siamo tutti dei criceti che girano nella gabbia delle abitudini quotidiane!!!
Non posso che straconsigliare Yates, sempre e comunque, perché se è vero che è spesso deprimente, è anche vero che toglie quella patina di ipocrisia che investe le nostre vite e ci porta a riflettere su cosa si celi effettivamente sotto la superficie dorata e perfetta..
MARGHEMARGHE wrote a review
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La sofferenza umana
Ogni volta che leggo Yates è come se mi immergessi in un quadro di Hopper, pittore statunitense che amo, così bravo nel rappresentare la solitudine dell’uomo nella società moderna.
In questi racconti i protagonisti sono alle prese con la noia della vita quotidiana, una vita fatta di futili conversazioni, martini bevuti a fiumi per stordirsi e fare finta di divertirsi alle feste obbligate (cene di lavoro o cene con i vicini di casa), incomunicabilità, divorzi, tradimenti, fallimenti e alla fine una sensazione di sconfitta, un senso di spossatezza e la voglia di non lottare più contro un destino segnato.
Leggendo Yates ti chiedi: “Ma siamo davvero tutti così sempliciotti e banali? Stiamo riempiendo le nostre esistenze di cose poco importanti e stiamo investendo tutte le nostre energie per conquistarle (avanzamenti di carriera, conquista di una nuova amante,..) e perdiamo di vista le cose veramente importanti, quelle che davvero ci renderebbero felici?”
Quando leggi i suoi racconti e ti proietti nelle vite dei suoi protagonisti, sempre così vuote e desolate, ti illudi di essere diverso, speri che tutto questo non ti riguardi direttamente, ma in realtà, chi più e chi meno, siamo tutti dei criceti che girano nella gabbia delle abitudini quotidiane!!!
Non posso che straconsigliare Yates, sempre e comunque, perché se è vero che è spesso deprimente, è anche vero che toglie quella patina di ipocrisia che investe le nostre vite e ci porta a riflettere su cosa si celi effettivamente sotto la superficie dorata e perfetta..

Comments

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Sono assolutamente d'accordo con te, è la stessa conclusione a cui sono arrivata leggendo Revolutionary road. Leggerò anche questo. Grazie :)
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Sono assolutamente d'accordo con te, è la stessa conclusione a cui sono arrivata leggendo Revolutionary road. Leggerò anche questo. Grazie :)
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Marghe... commento bellissimo, intenso.
Sei riuscita ad esprimere tantissime cose in poche righe...
non ho mai letto Yates, ma prima o poi (visti i miei ritmi attuali) lo faro!
grazie...:))
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Marghe... commento bellissimo, intenso.
Sei riuscita ad esprimere tantissime cose in poche righe...
non ho mai letto Yates, ma prima o poi (visti i miei ritmi attuali) lo faro!
grazie...:))
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Marghe, non ho letto niente di Yates, ma le tue riflessioni che condivido pienamente e l' accostamento a Hopper me ne fa venire voglia. Spero di triplicare lo spazio temporale per la lettura! Grazie :)
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Marghe, non ho letto niente di Yates, ma le tue riflessioni che condivido pienamente e l' accostamento a Hopper me ne fa venire voglia. Spero di triplicare lo spazio temporale per la lettura! Grazie :)
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Che posso dire? Sono stra-d'accordo con te!
Grandissimo Yates, e grandissimo Hopper (c'è stata una mostra bellissima a Milano un paio d'anni fa, che ovviamente non mi sono persa), e molto azzeccata la tua idea di associarli!
Ancora una volta, il tuo commento l'ho trovato interessante, anche se rifer
... More
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Che posso dire? Sono stra-d'accordo con te!
Grandissimo Yates, e grandissimo Hopper (c'è stata una mostra bellissima a Milano un paio d'anni fa, che ovviamente non mi sono persa), e molto azzeccata la tua idea di associarli!
Ancora una volta, il tuo commento l'ho trovato interessante, anche se rifer
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Mi aggiungo ai sopra, bel incipit con Hopper e bella chiusura.
Commento pregevole, come sempre.
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Mi aggiungo ai sopra, bel incipit con Hopper e bella chiusura.
Commento pregevole, come sempre.
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Anche io sono completamente d'accordo con te ... sarà il caso di fondare un partito? :)
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Anche io sono completamente d'accordo con te ... sarà il caso di fondare un partito? :)
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Ma è vero! I personaggi e l'ambientazione di Yates ricordano la vita nei quadri di Hopper. Bel commento! :)
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Ma è vero! I personaggi e l'ambientazione di Yates ricordano la vita nei quadri di Hopper. Bel commento! :)
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Hopper no, ti prego, che è più inflazionato della Golf negli anni Ottanta! Però su Yates sono d'accordo, condivido :-)
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Hopper no, ti prego, che è più inflazionato della Golf negli anni Ottanta! Però su Yates sono d'accordo, condivido :-)
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Yates non è deprimente. La sua letteratura costringe a pensare. Vi sono tanti modi per operare questa "magica" immedesimazione. Lui lo fa con quello sguardo particolare che tu associ ai quadri di Hopper.
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Yates non è deprimente. La sua letteratura costringe a pensare. Vi sono tanti modi per operare questa "magica" immedesimazione. Lui lo fa con quello sguardo particolare che tu associ ai quadri di Hopper.
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bel commento, Marghe, per un libro che sembra molto interessante.
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bel commento, Marghe, per un libro che sembra molto interessante.