Pulp
by Charles Bukowski
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Depresso, appesantito da una pancia ingombrante, il conto in rosso, i creditori sempre alle porte, tre matrimoni alle spalle, Nick Belane è un detective, "il più dritto detective di Los Angeles". Bukowski gioca con un vecchio stereotipo e vi aggiunge la sua filosofia di lucido beone, il suo esistenzialismo da taverna e un pizzico di cupa, autentica disperazione. I bar, le episodiche considerazioni sul destino, il cinismo, l'ormai sbiadito demone del sesso, il fallimento preofessionale ed esistenziale, insieme alle mere invenzioni narrative, diventano il "pulp" del titolo. Lontano dalle atmosfere tenebrose delle ordinarie follie, il testamento spirituale di uno scrittore che non ha mai esitato a immergersi nel degrado della società contemporanea.

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CymonCymon wrote a review
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Continuo a prendere Bukowski dalla parte sbagliata. Questo infatti è il suo ultimo libro e io non ho ancora letto molto dei primi. Tecnicamente non si fa così.

Pulp, comunque, non è uno di quei "ultimo libro" che significano "ecco che l'autore stira le sue idee riuscite per l'ennesima volta". Pulp è il viaggio lisergico di uno scrittore che ormai sa di morire e che affronta il fatto spremendo ogni goccia della sua poetica un'ultima volta, intrecciandola con una cultura e una sensibilità letteraria che spaventa, se pensate all'immagine che un po' tutti hanno di Bukowski, ovvero quella di un ubriacone buono a nulla perso tra puttane e cavalli.
Esplicita parodia dell'hard boiled, esplicita parodia dell'autore stesso, fulminante sequenza di dialoghi e situazioni spietate, con una strizzata d'occhio (non nuova) alla fantascienza (quella più pulp possibile, per essere in tema) e diverse derive nella filosofia, Pulp è un romanzo fiume, incredibilmente coerente, eppure anche un mosaico di racconti brevi o sketch o perle di saggezza.

Ma voglio essere più ardito, mi sono venute in mente tante cose, leggendo Pulp, e anche se certe di certo non sono state volute dall'autore voglio riportarle qui. C'è una versione alternativa, eppure splendidamente coerente a quella, della Morte di Pratchett. C'è la versione americana e decadente dei Bar di Benni. C'è la sconnessione dalla realtà del migliore Dick.

Pulp è, sostanzialmente, un compendio di cose belle, anche se forse la più bella è pensare a come l'autore sia riuscito comunque ad arrivare a 74 anni, con tutta questa lucidità, nonostante tutto quello che ha fatto e provato nella sua di certo non lineare vita.
DomenicoDomenico wrote a review
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MICRONAZIONEMICRONAZIONE wrote a review
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