Punto pieno
by Simonetta Agnello Hornby
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Dopo Caffè amaro e Piano nobile esce Punto pieno, il terzo capitolo di una saga famigliare tutta siciliana firmata da Simonetta Agnello Hornby. Dal 1955 al 1992, la scrittrice siculo inglese ci porta nei meandri di una storia al femminile di sorellanza e di resistenza. Dal secondo dopoguerra fino alla morte di Giovanni Falcone, i cambiamenti di un’epoca sono sullo sfondo ed entrano piano piano nelle vite di un gruppo di donne che vivono nello stesso scorcio di Sicilia. Dalla nobildonna alla prostituta, dalla monaca alla ragazza avvenente e piena di desideri, tutte si ritrovano al circolo del Punto Pieno, dove ricamano tovaglie, coperte, asciugamani e condividono storie, tradimenti, delusioni e amarezze. In quel rammendare c’è però un metaforico ricucire le proprie esistenze frammentate e disordinate, spezzate da uomini troppo egoisti o troppo ambiziosi per riuscire a guardare dalla loro parte. Fuori da quella sagrestia, dove si ritrovano due volte a settimana, il mondo sta cambiando radicalmente ed è pronto ad aprire la loro porta con forza e con violenza. Che ne sarà allora delle donne di Punto pieno? Simonetta Agnello Hornby ricostruisce vite e piccole speranze in una storia al femminile piena di tensioni e di speranza.

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MaristellaMaristella wrote a review
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PUNTO PIENO
Dopo “Caffè Amaro” (Feltrinelli 2016) e “Piano nobile” (Feltrinelli 2020) con “Punto Pieno” ( Feltrinelli 2021) si dovrebbe concludere la trilogia della nobile famiglia palermitana dei Sorci di Simonetta Agnello Hornby che qui copre il periodo che va dalla seconda metà degli anni cinquanta al 1992, data in cui il magistrato Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, perì in un attentato dinamitardo a Capaci, ad opera della Mafia.
Il libro inizia con la morte di Andrea Sorci, figlio di Enrico, che dopo un accesso di rabbia uccide la domestica, esce di casa e viene trovato senza vita su una panchina del lungomare. Da questo increscioso episodio, che viene messo a tacere da Peppe Vallo, il figlio americano del barone Enrico, mai riconosciuto anche se tutti sanno chi è (l’unico davvero ricco della famiglia che si trova al momento in gravi difficoltà finanziarie), si dipanano le storie dei numerosissimi componenti dei nobili Sorci, figli e nipoti, fratelli e sorelle del barone, che si intrecciano di nuovo in una serie di storie private, all’ombra della grande Storia che continua a correre e ad andare avanti con i suoi importanti avvenimenti.
In particolare l’attenzione iniziale è stavolta diretta verso tre donne, “Le Tre sagge” (Rachele e Sara, sorelle di Enrico e la loro cugina Beatrice) che decidono di mettere su una scuola di ricamo che possa fungere anche da piccola impresa tutta femminile, fondando il “Circolo del Punto Pieno”, con sede nella grande e luminosa sagrestia della Chiesa palermitana dei Santi Scalzi. Scopo del Circolo sarà quello di riunire donne che vogliono dedicarsi insieme al ricamo, così come si faceva nei monasteri, per ricreare sulla tela “la magia della bellezza” tramandata da madri e nonne. Donne giovani e meno giovani, nobili o reiette, verranno accolte come sorelle e come tali potranno condividere non già il pettegolezzo inutile ma tutto ciò che nella vita può essere un peso che è molto difficile reggere da sole. Un consesso di donne che si sosterranno reciprocamente, accettando il loro destino e mai rassegnandosi ad esso, grazie a questa antica arte che ha un grande valore terapeutico e che “richiede concentrazione e silenzio” ma “garantisce la possibilità di preservare gli affetti famigliari, favorisce l'intimità senza debordare nel chiacchiericcio sterile, si trasforma in un collante invisibile ma necessario di destini”. La penna di Simonetta Agnello Hornby è sempre fantasticamente vivida e di rara potenza narrativa, nel descrivere una Sicilia piena di contraddizioni nel suo eccesso di identità descritto da Gesualdo Bufalino dal cui saggio è tratto l’incipit del libro. Questo gruppo di donne solo apparentemente rinchiuse in una bolla da loro creata per sopravvivere, si proteggono e resistono a tutti i cambiamenti radicali del mondo esterno così come alle loro tempeste emozionali private, cariche di amore e morte, tradimenti e ritorni, situazioni familiari confuse e difficili, contrarietà sociali e malevolenze.
La lettura è resa però problematica dall’abbondanza dei nomi e dei personaggi implicati, difficili da ricordare, quasi impossibili da tenere totalmente nella memoria perché il percorso sia più agevole e il lungo elenco alla fine del libro offre un aiuto abbastanza relativo. Restano allora da seguire quelli principali che danno voce, a capitoli alterni, alle vicende salienti della famiglia, in questo libro risaputo da tutti come l’ultimo di una trilogia. Ma la sua frase finale, un “Io torno” pronunciato da uno dei protagonisti, può far presumere che la famiglia Sorci potrebbe ancora ricomparire, attraversando magari le vicissitudini della sua generazione più giovane.