Quaderni giapponesi
by Igort
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Un disegnatore occidentale nell’impero dei Manga: il nuovo documentario a fumetti di Igort

Viaggio alla scoperta della cultura e dell’anima giapponese: un saggio disegnato per le giovani generazioni dei fan di fumetti e cartoons. E per i genitori curiosi di sapere perché l’immaginario del Sol Levante affascina tanto i loro figli.
"Il Giappone era diventato per me lo scrigno dei desideri e soprattutto il paradiso dei disegnatori. Inebriato dalle vecchie stampe giapponesi, mi ero addormentato in quel mondo di segni apparentemente semplici che celavano una sapienza misteriosa. Avevo convinto me stesso e i miei editor della Kodansha che nella mia vita precedente ero stato giapponese. Loro, cerimoniosi, mi avevano accolto con un inchino: "Noi giapponesi siamo lieti di lavorare con Lei, che a sua volta, nella vita precedente, è stato giapponese". Adoravo quelle persone ironiche e lievi, ma dedite al lavoro con un rigore che non avevo mai visto prima. In quel soggiorno il mal di Giappone prese ad avvolgermi, sotto la sembianza di una dolce malinconia. Mi rattristava la bellezza antica di questa o quella casa di legno e carta di riso, che scorgevo di tanto in tanto nel mio quartiere. Evocava un passato perduto".

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SfrisoloSfrisolo wrote a review
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GiglineriGiglineri wrote a review
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Non credo di essere il tipo giusto per commentare questo racconto grafico. Il fumetto è una forma espressiva che non mi si confà, ho sempre avuto problemi a seguire contemporaneamente l'aspetto grafico e quello narrativo. Ci provo ugualmente, senza la pretesa di essere particolarmente utile alla causa.
Questa opera di Igort ha indubbi pregi. In primo luogo ha una grafica meravigliosa e non commette l'errore di scimmiottare a tutti i costi l'iconografia orientale. La trama è sostanzialmente inesistente, trattandosi di un racconto autobiografico per di più parziale e limitato all'esperienza lavorativa dell'autore in terra giapponese (questo ha limitato il mio problema, oltre al fatto che della trama a me importa sempre il giusto). Offre notevoli spunti per approfondimenti culturali su cinema, arte, letteratura giapponese. Aggiungo che per me è stato molto piacevole ritrovare elementi ambientali e socio antropologici rilevati in un mio vecchio viaggio in Giappone e che condivido ampiamente. Ha però un limite che ho trovato un po' fastidioso. C'è un po' un'ansia dell'autore di dimostrare a tutti i costi la sua cultura in termini quantitativi. Se alcuni approfondimenti sono opportuni e ben trattati (su tutti la storia bellissima di Abe Sada, già vista nell'impero dei sensi di Oshima), altri mi sono sembrati forzati e superficiali (Kurosawa in tre righe buttate lì per favore no, non è accettabile, meglio tacere).
In conclusione un'esperienza comunque positiva e ringrazio la cara amica che me lo ha indicato.
SfrisoloSfrisolo wrote a review
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