Quale verità
by Anne Holt
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Stavano per festeggiare qualcosa. Lo champagne era appena stato stappato. I calici erano stati riempiti. Nessuno però ha fatto in tempo a portare il bicchiere alle labbra... Qualche giorno prima di Natale, in un elegante appartamento di Oslo, Hermann Stahlberg, patriarca di una famiglia di armatori,... More

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lunatica "minoritaria"lunatica "minoritaria" wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Ritorno - 11 feb 18
Sempre un po’ troppa carne al fuoco dei libri dell’ex-ministro della Giustizia norvegese. Ed alcune parti vengono un po’ troppo bruciacchiate, ed altre, forse, rimangono un po’ crude. Ma dato che io mangio tutto, dal crudo allo stracotto, devo dire che ho gradito questa lettura rilassante e pensierosa. Come spesso nei libri di Anne Holt, anche se, comunque, sono dei polizieschi. Questo è il filone dedicato ad Hanne Wilhelmsen, ispettore di polizia, capace e solitaria, con abbastanza guai alle spalle, in una vita dedita al lavoro, ma con un carattere diremmo leggermente difficile. Lesbica dichiarata, come la sua autrice del resto, questo fatto (comunque accettato dalla società norvegese) non le facilita certo i rapporti umani, soprattutto in un ambiente che, in tutto il mondo, è noto per il suo “machismo”. Inoltre è abile, capace di elaborare i dati del crimine che sta affrontando senza fermarsi alle solite apparenze, come dovrebbero fare tutti i buoni detective. Anche qui, il romanzo corre sui due binari, della vita sociale e della vita privata. La seconda sembra procedere alla grande, con un ottimo rapporto con la ricca Nefis che tra l’altro è di origini mussulmane, mettendo sul piatto tutta una serie di ulteriori problemi, oltre quelli sessuali. Comportamentali, integrazione, non ultimo la sperequazione economica. Hanne ha anche due grossi colpi privati durante lo scorrere delle quasi quattrocento pagine: muore l’odiato padre, che l’aveva scacciata di casa in gioventù e con il quale non si era mai riappacificata ed accoglie in casa il nipote Alexander, forse anche lui gay, forse anche lui osteggiato dalla famiglia. Il tutto condito dai non facili rapporti con i colleghi: con Billy T., suo sodale ma conflittuale, che troverà alcuni fili della trama per arrivare alla soluzione, ma che non ha dimenticato una isolata notte di sesso e consolazione con Hanne (Billy è un tipo che non si tira indietro con le donne, avendo cinque figli da cinque donne diverse), con Silje, la giovane collega, anche lei capace di annodare dei fili verso la soluzione, ma con un fondo di razzismo (più economico che altro in realtà), e via elencando. Questo ci porta alla storia, alla trama poliziesca, che si apre con la scoperta di quattro morti ammazzati in una casa bene di Oslo. Sono i coniugi Stahlberg, detentori di un piccolo regno nell’ambito navale, del figlio maggiore Perben e di un intruso, tal Knut Sidensvans, un consulente editoriale che stava collaborando alla scrittura di un libro sulla polizia norvegese. Tutti, meno Hanne ovvio, si buttano sulla pista della faida familiare. Perché Hermann Stahlberg era in causa con il secondo figlio, Carl-Christian detto CC, e la di lui mogli Mabelle, che aveva allontanato dalla gestione dell’impero familiare quando Perben era ritornato all’ovile dopo un periodo, lungo, in Australia. Lotta senza quartiere, a colpi di carte bollate, e di documenti tra il falso ed il falsabile. Perché Hermann ricattava CC per alcune foto porno di Mabelle, e CC con Mabelle cercava tutti i modi, legali o meno, per escludere Perben dalla ditta. Il tutto condito dalle vicende della sorella minore Hermine, molto ricca, molto drogata, molto succube dello zio, ed altre “molto” vicende. Il tutto complicato dalla vicinanza con il Natale (si comincia il 20 dicembre infatti) e dalla fretta che a tutti mette Jens Puntvold, il nuovo e rampante capo dell’anticrimine. Fretta sostenuta da Annmari, il pubblico ministero interno alla polizia (una figura non presente nella giurisprudenza italiana e di non facile collocazione). Indagando su tutte le figure della famiglia Stahlberg, si scopre una neanche tanto velata trama di possibile coinvolgimento in fatti classificabili in omicidio di CC, di Mabelle e di Hermine. Ma Knut? Come entra nel quadro? Questo è l’elemento che porta Hanne a farsi domande su domande. Scoprendo su cosa Knut stava indagando, scoprendo che il vicino di casa di Stahlberg è un ex-agente di polizia che forse ha coperto dei crimini di qualche poliziotto di grosso calibro. Scoprendo una serie di incongruenze sulle pistole del delitto, sulle telefonate di Knut poco prima della morte, sulla morte, per infarto, di un giudice che aveva un appuntamento con Hermann. Arriveremo così a scopre cosa c’è al di là della verità, oltre la verità stessa, come recita meglio il titolo originale (che non è comunque di facile traduzione). Scopriremo chi ha fatto cosa e come, ma ci sarà anche un finale al solito ambiguo, come succede speso in alcuni gialli seriali in cui non si sa bene se il personaggio abbia ancora delle frecce al proprio arco. Allora lo si mette in una situazione tale che potrebbe, sottolineato, prevedere un abbandono. Come fu con il commissario Igor Attila di Paolo Foschi dopo “Il killer delle maratone”. Come fu con Harry Hole di Jo Nesbø dopo “Lo spettro”. Chi li ha letti sa di cosa parlo, per cui non spiego di più. Ma io ho già letto i libri di Anne Holt dedicata ai detective Vik e Stubø, e so come procederà. Per cui, l’unico consiglio è, leggetene di questa autrice, che è sempre interessante. Anche perché continua a darci una visione interessante del “mondo Norvegia”, magari per capire come poi si possa arrivare a Breivik e la strage di Utøya.
elenaelena wrote a review
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MiriamMiriam wrote a review
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KinKin wrote a review
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tatirttatirt wrote a review
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MigliusMiglius wrote a review
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