Quando Hitler rubò il coniglio rosa
by Judith Kerr
(*)(*)(*)(*)( )(1,215)
Si può essere felici lontani da casa?
Anna e la sua famiglia, braccate dai nazisti, hanno dovuto lasciare Berlino e cambiare città più volte.
Adattarsi non è facile, ma la cosa più importante è restare insieme.

All Reviews

114 + 20 in other languages
ThalitaThalita wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Emanuela - per RFS
.
Si può essere felici lontani da casa? Anna e la sua famiglia, braccate dai nazisti, hanno dovuto lasciare Berlino e cambiare città più volte. Adattarsi non è facile, ma la cosa più importante è restare insieme.

Un romanzo vero, una lettura quasi d’obbligo per i giovani a partire dalla scuola media, che racconta l’orrore della persecuzione nazista con gli occhi di una bambina. Più spensierato del diario di Anna Frank ma non meno profondo perché tratta temi che sono ancora esistenti nei nostri giorni: l’essere profugo,un senza patria,abbandonare la propria casa,gli amici gli affetti per sfuggire all’odio.

Anna, Max ed i loro genitori si spostano in Europa per sfuggire all’odio razziale contro gli ebrei; in Svizzera, poi a Parigi ed infine in Inghilterra dove resteranno definitivamente; una storia bella perché vera scritta dalla piccola Anna in persona che racconterà con gli occhi dell’infanzia la sofferenza di perdere tutto persino il suo coniglio rosa strappatole da quel mostro di Hitler che uccide deporta e ruba l’infanzia a tanti bambini come lei. Leggeremo attraverso i suoi occhi uno spaccato del 1933 ,conosceremo la mamma ed il papà di Anna, il fratello Max, la nonna Omama, il cugino Otto e tante persone che aiuteranno la famiglia di Anna, parteciperemo al oro dolore quando verranno sapere del suicidio dello zio Julius che ha perso il suo lavoro allo zoo perché nipote di un’ebrea; odieremo la portinaia che chiederà l’affitto un giorno prima perché non si fida degli ebrei.

Saliremo con lei sul battello che la porterà in salvo nella sua futura patria, l’Inghilterra e ci riempirà il cuore pensarla finalmente al sicuro.

La storia di Anna proseguirà nel seguito “La stagione delle bombe”.

“..io penso che dobbiamo stare insieme-disse-Non importa dove e come. Non mi importa se è difficile, se non ci sono i soldi, e non mi importa di quella stupida portinaia che stamattina….Insomma purchè restiamo tutti e quattro insieme.”
aSAleaSAle wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Ctr bibliotecaCtr biblioteca wrote a review
00
POSIZIONE LIBRERIA
NA130
ChocolateandbooksChocolateandbooks wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
Questo libro è la storia di un viaggio, la storia di Anna e della sua famiglia, la storia di una famiglia ebrea, la storia degli ebrei, un'intera comunità costretta a fuggire dal proprio paese per scampare i nazisti, fuggire per sopravvivere. Questa storia è basata sulla vita dell'autrice, che prendendo spunto dai suoi ricordi d'infanzia, un'infanzia difficile, come quella di molti scrittori famosi (che secondo la nostra protagonista Anna, sono diventanti famosi proprio perchè hanno avuto un'infanzia difficile), ci racconta degli eventi che hanno colpito la famiglia di Anna, a dieci giorni dalle elezioni che vedranno i nazisti vincitori, salire al potere e distruggere una nazione.
Il padre di Anna è un famoso scrittore antinazista e tutto ciò che esce dalla sua penna non trova più spazio in Germania, i suoi libri verranno tutti sequestrati e bruciati e l'unica cosa che rimane da fare è scappare prima che sia troppo tardi. E così inizia il viaggio di questa famiglia, un viaggio non semplice, un viaggio che metterà a dura prova le loro condizioni economiche. Da benestanti, quali erano in Germania, si ritroveranno a dover contare letteralmente i soldi in tasca, ovunque il padre cerchi di pubblicare articoli, non troverà fortuna, la Svizzera, per la sua neutralità non vuole accettare le idee antinaziste del padre di Anna e così dopo una anno di permanenza alla locanda Zwirn, la famiglia continua il suo viaggio, questa volta in direzione Parigi, dove il padre di Anna trova lavoro in un nuovo giornale, ma anche qua le condizioni della famiglia sono al limite della sopravvivenza, mentre i nazisti in Germania fanno razie dei loro averi e di tutto ciò che avevano lasciato nel loro paese. La speranza era quella di rientrare a Berlino nel giro di sei mesi, ma questo non accadrà e l'ultimo viaggio che la famiglia compirà sarà alla volta di Londra, dove finalmente il lavoro del padre di Anna, troverà i suoi frutti, qui infatti uno sceneggiatore deciderà di scritturare un suo lavoro e farne un film, così la famiglia tornerà a respirare ma la loro vita non sarà mai uguale a prima, loro non saranno mai più uguali a come li abbiamo conosciuti. La loro vita sarà sempre una vita da profughi, costretti a scappare continuamente per sfuggire alla follia di un uomo megalomane, convinta della supremazia della sua razza. Costretti alla fuga, solo perchè ebrei.
Una storia che, purtroppo, conosciamo tutti molto bene ma che per la prima volta, almeno per quanto mi riguarda, ci viene presentata con gli occhi di una bambina. Una bambina che non conosce il significato del termine "profughi" e che vive questa esperienza con la gioia e l'eccitazione che una nuova avventura comporta, perchè per Anna ciò che l'aspetta all'idea di ogni nuovo viaggio, non è il timore di abbandonare la propria casa, i propri amici, i propri affetti, ma è la gioia di scoprire il nuovo, di conoscere nuove persone, nuovi luoghi, nuove lingue ed è proprio questo che aspetterà la piccola Anna. Con l'incoscienza che caratterizza i bambini accompagneremo la nostra protagonista lungo le tappe di questo viaggio che durerà diversi anni, l'accompagneremo alla scoperta di nuove culture, abitudini diverse da quelle da lei conosciute, nuove lingue da imparare e nuovi amici da incontrare. E se le difficoltà non mancheranno, sicuramente non saranno da meno le gioie e le sorprese e soprattutto le conquiste e i successi.
Una storia che ci insegna a non mollare mai, a non perdersi d'animo, a non perdere mai la speranza, perchè anche dai momenti peggiori, dalle persecuzioni, dai momenti più cupi e grigi della storia, si può uscire vivi, si può sopravvivere e in alcuni casi, si può trarre anche una grande fortuna. Tutto ciò è possibile solo ad una condizione, per come la vede Anna, ovvero se si rimane accanto alla propria famiglia.