Queenie
by Candice Carty-Williams
(*)(*)(*)(*)( )(38)
Travolgente, tenera e un pizzico amara, "Queenie" è la commedia inglese più cool del momento. Queenie è l'unica ragazza di colore in un giornale londinese zeppo di gente con la puzza sotto il naso. Così, quando il fidanzato bianco la scarica in malo modo, la sua autostima già precaria tracolla del tutto. Per capire che senso dare alla propria vita, dovrà infilarsi in una sfilza di guai e in una relazione più sballata dell'altra. Ma alla fine, tra gruppi WhatsApp di sole donne, liste di irrealizzabili buoni propositi e illuminanti sedute di psicanalisi, persino lei, incasinatissima, esuberante e irresistibile, riuscirà a farcela. Libro dell'anno e debutto dell'anno ai British Book Awards, finalista al Women's Prize For Fiction e al Costa First Novel Award. «Freschissimo, autentico, Queenie è davvero speciale». (Jojo Moyes)

All Reviews

6
Alicia MartiniAlicia Martini wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
CiccioenriCiccioenri wrote a review
12
(*)(*)(*)(*)( )
E' un po' il libro del momento. Forse l'autrice lo ha pubblicato anche cavalcando un'onda un po' facile anche se poi nella sua realizzazione, l'impianto presenta qualche interessante #perché.
E' sempre opportuno leggere testi di cultura 'black' scritti dal di dentro. Di certo, in essi, ci sarà anche un po' di fiction, ma riportano sicuramente situazioni che il mondo 'white' conosce poco o tende a minimizzare.
Un altro aspetto non trascurabile è che il tutto venga ambientato in una Londra di oggi, con quelle suggestioni che ne fanno una città che attira sia per le opportunità di lavoro, sia per l'offerta relativa al tempo libero. Rimane comunque una Londra che si fa bella con il 'politically correct' ma che alla prima occasione si lascia andare al pregiudizio o allo stereotipo.
Queenie è una ragazza di ventisei anni che ha saputo emanciparsi dalla sua estrazione sociale senza per questo tradirla. Si è costruita una vita e un giro di amicizie anche appaganti.
Eppure, sconta sulla sua pelle il fatto di non appartenere all'etnia dominante con i conseguenti soprusi che ne possono derivare.
Colpisce un dettaglio, cioè che nonostante i particolari fisici e caratteriali forniti in merito ai personaggi, in alcuni passaggi ci si dimentica delle differenze e sembra di vivere un piccolo spaccato di vita nel migliore dei mondi possibili. Questo sogno svanisce a intervalli regolari perché è la trama stessa, con innesti appropriati (ma con un vago retrogusto moraleggiante), a ricordare che non solo la società odierna è sicuramente white-oriented ma che è decisamente man-oriented.
Per due terzi abbondanti, la vicenda narrata presenta risvolti assolutamente verosimili e coinvolgenti, molto utili per capire quale sia la reale quotidianità di certi gruppi di persone.
Nell'ultima parte, il plot prende una piega tra il didascalico e lo stucchevole che finisce per smorzare di molto l'effetto scaturito in precedenza.
Per concludere, una nota relativa alla traduzione. Queenie, ma non soltanto lei, viene spesso descritta mentre 'si succhia i denti'. Al di là del gesto che viene ripetuto ossessivamente da lei e da altri, mi sarebbe piaciuto capire anche quale fosse l'espressione di partenza nella lingua inglese, idioma che conosco ma non tanto da risalire a monte di questa locuzione.
Una piccola nota in merito poteva risultare curiosa.
Bello, ma con qualche riserva.