Quel che sa la notte
by Arnaldur Indriðason
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Tra gli effetti del riscaldamento globale c’è anche lo scioglimento dei ghiacciai, come spiega una guida islandese a un gruppo di turisti tedeschi durante un’escursione sul gigantesco Langjökull. Tra la sorpresa e l’orrore, i turisti vedono emergere un corpo congelato e perfettamente conservato, che... More

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zombie49zombie49 wrote a review
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Quando la giustizia arriva tardi
In Islanda, durante un’escursione su un ghiacciaio, un gruppo di turisti scopre il cadavere di un uomo imprigionato nel ghiaccio e perfettamente conservato. La dottoressa legale lo riconosce: è Sigurvin, un imprenditore scomparso trent’anni prima, e avvisa il detective Konràđ, ormai in pensione, che si era occupato del caso. Il primo sospettato era stato Hjaltalìn, un socio con cui Sigurvin aveva litigato, ma l’indagine si era arenata per la mancanza di prove certe e del cadavere. La polizia chiede la collaborazione di Konràđ, perché il sospettato, in custodia cautelare, sembra disposto a parlare solo con lui, che aveva avuto dubbi sulla sua colpevolezza. Hjaltalìn è gravemente ammalato, e poco prima di morire chiede a Konràđ di scoprire il vero colpevole, per essere riabilitato dai sospetti di una vita. Per quella lontana vicenda ci sono dei testimoni, ma sono ormai deceduti, e forse ci sono circostanze poco chiare. Steinar è stato forzato da un poliziotto a dire che Hjaltalìn aveva minacciato Sigurvin; Villi, che da bambino aveva visto uno sconosciuto sul luogo del delitto, è stato investito e ucciso da un pirata della strada. Ora la sorella chiede a Konràd di rendergli giustizia. Come in tutti i gialli di Indriđason, la storia è molto lenta, priva di colpi di scena e avventure adrenaliniche; si basa piuttosto sull’indagine psicologica. La vicenda è ambientata nel cupo paesaggio islandese e anche il carattere dei personaggi sembra risentirne. Tutti i protagonisti sono depressi e tormentati da sensi di colpa, e cercano consolazione nell’alcol. Non capisco perché, nei libri di Indriđason, gli investigatori si accaniscano sempre su un cold case, in cui vittime e colpevoli sono ormai morti o molto anziani. Rivangare una vecchia vicenda riapre antiche ferite, non cambia ciò che è stato, ma porta solo a nuove inutili morti. Provo però più simpatia x il depresso Konràd che x i fanatici investigatori americani o gli sgangherati poliziotti italiani.
lunatica "minoritaria"lunatica "minoritaria" wrote a review
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KinKin wrote a review
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