Quel che si vede da qui
by Mariana Leky
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Selma vive in un paesino del verde Westerwald e può prevedere la morte. Ogni volta che in sogno le appare un okapi, qualcuno lì intorno muore nel giro di ventiquattr'ore, minuto più minuto meno. Tuttavia, i sogni non rivelano mai chi stia per morire. E come si può immaginare, nel lasso di tempo tra il sogno e il compimento del triste fato tutti vivono in uno stato di agitazione... "Quel che si vede da qui" è il ritratto originalissimo di un paese e della sua bizzarra comunità così come ce li racconta la piccola Luise, ormai di casa dalla nonna Selma visto che i genitori sono alle prese con un matrimonio che non funziona. Poetico, divertente, toccante, mai sdolcinato o superficiale, questo romanzo è una fiaba dei nostri tempi e affronta i grandi temi dell'esistenza, l'amicizia, la perdita, l'amore inconfessato e quello che di fronte alle mareggiate della vita si muove per sentieri tortuosi. Come capita a Luise che, ormai cresciuta, si innamora del bel Frederik, il quale ha lasciato l'università per trasferirsi in Giappone in un monastero buddista... Con Mariana Leky veniamo catapultati in un universo insolito e meraviglioso, dove si vive a contatto con la natura in "una sinfonia di verde, azzurro e oro", dove ogni gesto, ogni parola ripetuti dai protagonisti sono rituali che finiamo per attendere, pagina dopo pagina.

All Reviews

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Una bellissima fiaba nera per adulti
Amo follemente Tiffany McDaniel, e quest'anno ho scoperto Jesmine Ward. Ed ecco che arriva anche lei , Mariana Leky e queste tre lady mi hanno catturato il cuore. La loro scrittura creativa è un qualcosa che davvero non si può spiegare in nessuna recensione del mondo. Le loro storie e i loro libri sono qualcosa di tremendamente bello e quando gli occhi scorrono sulle parole, i miei occhi si trasformano in due cuorini. Certamente c'è Amore ma per lo più sono storie sofferte, sempre al limite. Favole nere e racconti surreali sono l'anima delle loro voci. Dove la maggior parte delle volte la voce narrante è quella di una bambina/o e così la fantasia si trasforma in magia e parole e storie e fiabe da raccontare......
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La piccola Luise è la voce narrante ma
Selma la nonna è la vera protagonista del libro. Selma può prevedere la morte e quando sogna un opaki, qualcuno del villaggio muore entro ventiquattr'ore. E così inizia questa bellissima fiaba, che subito mette addosso quella curiosità famelica che ti fa divorare in libro, fatto di belle parole e storie straordinarie. La bizzarra comunità di Westerward è in subbuglio, succedono le cose più strane, chi lascia lettere d'addio, chi svela segreti , chi confessa verità nascoste, chi dichiara il proprio amore inconfessato ... chiunque è pronto a compiere le ultime volontà ed ad aspettare l'angelo nero che bussa alla loro porta.
Selma saggia e forte si occupa della nipote visto che i genitori sono praticamente assenti. Assieme a loro l'ottico, il bottegaio, Palm, Martin, Frederick, Elsbeth, Marlies formano un stramba famiglia allargata che ci faranno sorridere e sognare tra Mon Cherì, parole rivolte al vento, lettere incompiute, consigli che fanno cacare, passeggiate nel bosco alle sei e mezza di sera, meditazioni ambulanti e sogni premonitori ....
Questo libro è sicuramente tra i libri più belli letti quest'anno e non solo. Tra poco uscirà anche nel grande schermo....
Non perdetevi questa gioia.
Se anche voi volete far "entrare un pò di mondo nella vostra vita" *, dovete assoltamente leggere questo prezioso libro. Vi do la mia parola, non ve ne pentirete.
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leggere.con.leggerezza
TowandaaaTowandaaa wrote a review
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Come in tutte le favole (perché proprio questo è) ci sono personaggi identificati in modo generico pur avendo un ruolo fondamentale (avete presente il cacciatore di Cappuccetto Rosso ? Ecco cosa intendo quando penso all’ottico di questo romanzo); ci sono situazioni in cui ogni lettore sarà tentato di vedere qualcosa che lo riguarda, e lo riguarda in modo diverso da quello che vale per qualsiasi altro lettore; ci sono momenti di tristezza edulcorati e momenti di allegria smorzati, perché così sono le favole, o almeno, le favole che piacciono a me; ci sono metafore più o meno nascoste, e sta alla sensibilità del lettore scoprirle, o evitarle (perché anche questo accade con le favole che possono far male al cuore) o cercare di decrittarle, con i risultati che si immaginano i più diversi non solo tra lettore e lettore, ma anche per lo stesso lettore in momenti diversi della propria vita. Già, perché questo è anche un libro che si presta ad essere riletto, che promette di avere da dare qualcosa anche quando non è più una scoperta.
Una famiglia un po’ sui generis (ma neanche poi tanto): una ragazzina-donna in divenire, una nonna con poteri soprannaturali (la facoltà di prevedere la morte di qualche compaesano a seguito di un sogno particolare che la vede insieme a un okapi), un padre che ha un solo suggerimento da dispensare (quello di far entrare un po’ di mondo nella vita di ognuno) e lo mette in pratica andandosene in giro per il mondo a cercare se stesso, una madre innamorata di un altro. E attorno a loro un paese-famiglia di cui fanno parte l’amico del cuore Martin, l’ottico, il bottegaio, una prozia, e altri ancora. Ognuno al tempo stesso sponda di appoggio per altri, pupillo da amare, seguire, proteggere, nelle alterne vicende comuni, come sono sempre le vicende umane fatte di amore, crescita, cambiamento, delusione, felicità, morte.
E ti sorprendi a intravedere, in mezzo a queste vicende, alcuni simboli, a ricercarli anche nella tua vita, a pensare e riconoscere che sì, oppure no, anche a te è successo qualcosa del genere. Uno su tutti: la casa di nonna Selma. Costruita storta dal marito di lei (al punto che piccoli oggetti rotondi rotolano sul pavimento, e che la libreria risulta troppo disallineata per essere accettata dal ragazzo che si innamora della giovane protagonista) e addirittura con la zona centrale della cucina, cuore e fulcro dell’intera abitazione, delimitata da segnali rossi di invalicabilità in quanto pericolante. Eppure nessuno, in anni e anni, ha mai messo mano alla riparazione: tutti si attengono all’imperativo di non oltrepassare la linea, ma accettano al tempo stesso l’ineluttabilità del pericolo. Se non è una metafora potente di quanto ci sia di inevitabile nella vita, contro cui l’unica strada da intraprendere è quella dell’accettazione e della modifica del proprio modo di agire per conformarsi a ciò che non si può cambiare, ditemi voi … Ma forse ciò è solo quello che ci ho visto io. E il confronto con altri lettori porterebbe ad altre analisi.
Un romanzo insomma da smontare e rimontare, per chi cerca significati nascosti, ma anche da leggere lasciandosi portare dalla corrente fatta ora di allegria ora di malinconia, ora di tristezza. Tra la commozione e il sorriso.
Tra le pagine che più mi hanno colpita annovero quelle dedicate alle molte lettere solo iniziate dall’ottico, innamorato di Selma e mai prima dichiaratosi a lei (che le accoglie così: “Grazie di avermi portato così tanti inizi proprio alla fine […] e grazie di non avermi detto niente per tutta la vita. Forse se l’avessi fatto non avremmo potuto trascorrerla insieme”); quelle in cui le parole “sempre” e “mai” vengono riconosciute come indici della straordinarietà della situazione, in base all’uso generoso o parco che se ne faccia; e tutte quelle brevi espressioni che fulminano il pensiero di chi legge una storia non solo per sapere come va a finire: ne elenco solo alcune, ma la scelta è stata difficile.
- “Decisi che da grande lo avrei sposato, perché capii che l’uomo giusto era quello che risparmiava alla propria donna lo spettacolo inesorabile del mondo che fa il suo corso”
- [dopo uno scampato pericolo] “Erano felicissimi e si ripromettevano di provare gioia e gratitudine per qualsiasi cosa in futuro, per il semplice fatto di esistere ancora. Ad esempio si ripromettevano di gioire appieno dello spettacolo offerto dal sole mattutino tra i rami dei meli. Se lo erano già ripromessi più volte, magari quando una tegola li aveva mancati o quando erano scampati a una brutta diagnosi su una possibile malattia. Ma dopo un breve periodo di gioia e gratitudine capitava sempre che si rompesse una conduttura idrica o arrivassero le spese condominiali, e allora la gioia e la gratitudine si annacquavano in fretta, nessuno era grato di esistere, tutti si irritavano perché esistevano pure le condutture rotte e le spese condominiali, e i raggi del sole tra i meli potevano andare a farsi benedire”
- “Era felice di poter spiegare qualcosa in un periodo in cui le spiegazioni attendibili scarseggiavano, non perché nessuno volesse darne, ma perché nessuno ne aveva”
- “Ci saranno momenti in cui ti chiederai se hai fatto almeno una cosa giusta nella vita […] In genere è una domanda che emerge molto tardi nella vita. Non so se a quel punto io e Selma ci saremo ancora. Perciò te lo dico adesso: quando sarà il momento, quando questa domanda farà capolino e non ti verrà subito in mente una risposta, ricordati che hai dato tanta felicità a me e a tua nonna, così tanta da bastare per una vita intera”
- “ – Ora siamo completamente soli – dissi. […] – Nessuno è solo finché può parlare al plurale – sussurrò”
(Lo so: rileggerle ora così, fuori dal contesto, non rende loro giustizia, sembrano sdolcinate. Ma non è così leggendole nel corso di questo romanzo multiforme. Come l’okapi, l’animale che sembra un puzzle tra la zebra, il tapiro, la giraffa e il capriolo e che quando appare in sogno a Selma è presago di morte imminente. E come la vita).
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Amo follemente Tiffany McDaniel, e quest'anno ho scoperto Jesmine Ward. Ed ecco che arriva anche lei , Mariana Leky e queste tre lady mi hanno catturato il cuore. La loro scrittura creativa è un qualcosa che davvero non si può spiegare in nessuna recensione del mondo. Le loro storie e i loro libri sono qualcosa di tremendamente bello e quando gli occhi scorrono sulle parole, i miei occhi si trasformano in due cuorini. Certamente c'è Amore ma per lo più sono storie sofferte, sempre al limite. Favole nere e racconti surreali sono l'anima delle loro voci. Dove la maggior parte delle volte la voce narrante è quella di una bambina/o e così la fantasia si trasforma in magia e parole e storie e fiabe da raccontare......
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La piccola Luise è la voce narrante ma
Selma la nonna è la vera protagonista del libro. Selma può prevedere la morte e quando sogna un opaki, qualcuno del villaggio muore entro ventiquattr'ore. E così inizia questa bellissima fiaba, che subito mette addosso quella curiosità famelica che ti fa divorare in libro, fatto di belle parole e storie straordinarie. La bizzarra comunità di Westerward è in subbuglio, succedono le cose più strane, chi lascia lettere d'addio, chi svela segreti , chi confessa verità nascoste, chi dichiara il proprio amore inconfessato ... chiunque è pronto a compiere le ultime volontà ed ad aspettare l'angelo nero che bussa alla loro porta.
Selma saggia e forte si occupa della nipote visto che i genitori sono praticamente assenti. Assieme a loro l'ottico, il bottegaio, Palm, Martin, Frederick, Elsbeth, Marlies formano un stramba famiglia allargata che ci faranno sorridere e sognare tra Mon Cherì, parole rivolte al vento, lettere incompiute, consigli che fanno cacare, passeggiate nel bosco alle sei e mezza di sera, meditazioni ambulanti e sogni premonitori ....
Questo libro è sicuramente tra i libri più belli letti quest'anno e non solo. Tra poco uscirà anche nel grande schermo....
Non perdetevi questa gioia.
Se anche voi volete far "entrare un pò di mondo nella vostra vita" *, dovete assoltamente leggere questo prezioso libro. Vi do la mia parola, non ve ne pentirete.
* varie citazioni nel libro.
fatinafatina wrote a review
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ilRiccioilRiccio wrote a review
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