Quella sera dorata
by Peter Cameron
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Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti eamici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, inun futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solitacompilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. Èquindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto JulesGund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane OmarRezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay, e s'inpicci di faccendeche non lo riguardano. È solo l'inizio di una commedia dove nessunacombinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza.

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MariaLuisaMariaLuisa wrote a review
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Tra New York e l'Uruguay

In un posto sperduto dell’Uruguay vivono i familiari di Jules Gund, uno scrittore morto suicida dopo aver pubblicato un unico romanzo. 

Nella prima casa stanno due donne, rispettivamente moglie (pittrice), e amante del defunto, più la figlioletta che l’amante ha avuto da lui; e non è chiaro se le due donne siano legate da effettiva amicizia o solo da reciproca tolleranza per non lasciare la grande dimora che comunque hanno entrambe ereditato. 

Nella seconda casa, un mulino, vive il fratello dello scrittore, un anziano omosessuale, con un giovane compagno dai tratti asiatici. 

Il protagonista, Omar Razaghi, è un giovane ricercatore universitario americano a cui è stata promessa una cospicua borsa di studio per scrivere una biografia di Gund. Razaghi, spinto dalla fidanzata Deirdre, energica e risoluta, si reca in Uruguay di persona per ottenere quell’autorizzazione alla biografia che i familiari di Gund, per lettera, gli avevano negato. Un incidente fa sì che il giovane si trattenga a lungo in quel posto in capo al mondo, allorché Deirdre, avendo intuito che il fidanzato, maldestro e inconcludente, sta per essere usato e manipolato da quella “gabbia di matti”, senza peraltro riuscire ad ottenere la desiderata autorizzazione, lo raggiunge in Uruguay a sua volta, per dargli man forte. 

Ma qui, proprio quando il lettore comincia a credere che l’opposizione alla biografia celi un dramma familiare (e anche se qualcosa in effetti c’è), il romanzo esce dai binari, prendendo una piega ed un epilogo inaspettati, anche se forse annunciati, mettendo in discussione la vita del protagonista, i suoi bisogni, le sue aspirazioni. 

Il romanzo spiazza il lettore. Fino a tre quarti non succede quasi nulla, e predominante è l’atmosfera lenta e oziosa che costituisce lo stile di vita bizzarro di una bizzarra “famiglia”, forse abili manipolatori, in quel posto ai confini del mondo, poi avviene un brusco cambiamento di prospettiva. 

E la pittrice Caroline, che dopo anni di solitudine riesce con facilità estrema a ricostruirsi una vita nella fredda New York, alle soglie della sessantina, trovandosi pure un marito, porta forse con sé tutto il fascino di un mondo capace di cambiare la vita a chi vi si introduce di soppiatto.

Il libro è bellissimo.

Se il titolo italiano può essere mediocre, riferendosi all'unico momento "romantico" nella storia, quello originale, The city of your final destination, è però troppo rivelatore.

La versione cinematografica del 2009, seppure godibile e con un immenso Anthony Hopkins, non rende pienamente giustizia al romanzo.

MimigneMimigne wrote a review
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AnnuskaAnnuska wrote a review
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barbarabarbara wrote a review
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