Quello che le mamme non dicono
by Chiara C. Santamaria
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Lei ha 27 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia. Scoprirlo è uno shock, soprattutto se nell’immaginario collettivo “fare la mamma” appare un’attività totalizzante, incompatibile con libertà, sogni, ambizioni

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Tiziana RoTiziana Ro added a quotation
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Tutti ti dicono cosa fare, i consigli non richiesti sono la pioggia sul bagnato della tua inesperienza.
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Oggi scopro che è inevitabile innamorarsi dei propri figli. Sono la madre che mi aspettavo: un concentrato di limiti e imperfezioni, con tratti infantili e continue ribellioni. Ma sono anche come non avrei mai immaginato di essere: responsabile, attenta, premurosa. Il fatto è che, crescendo, fa crescere anche me. Non per le cose che faccio –sono ancora un disastro su molti aspetti- ma per le domande che mi pongo. Per le capacità che tira necessariamente fuori da me a ogni febbre, ogni pianto, ogni difficoltà. E per come è diventata essenziale, centrale nella mia vita. Non al mio posto, ma insieme a me. Vicina, più vicina di tutto
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Oggi scopro che è inevitabile innamorarsi dei propri figli. Sono la madre che mi aspettavo: un concentrato di limiti e imperfezioni, con tratti infantili e continue ribellioni. Ma sono anche come non avrei mai immaginato di essere: responsabile, attenta, premurosa. Il fatto è che, crescendo, fa crescere More
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Se tra la maggior parte delle conoscenti mamme non ho trovato alcun sostegno, da parte delle donne online ho trovato una solidarietà e un senso di coalizione inaspettato, fortissimo. Se dovessi dire dove sono le mamme reali, quelle capaci di declamare il loro amore sconfinato per i loro bambini così come il loro odio profondo per le vacanze coi nonni, ecco, direi che si trovano in rete.
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Se tra la maggior parte delle conoscenti mamme non ho trovato alcun sostegno, da parte delle donne online ho trovato una solidarietà e un senso di coalizione inaspettato, fortissimo. Se dovessi dire dove sono le mamme reali, quelle capaci di declamare il loro amore sconfinato per i loro bambini così More
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Non esiste un così, ogni storia è a sé.
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Non esiste un così, ogni storia è a sé.
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[...] se c'è qualcosa che ho imparato è che la vita con un bambino è in costante evoluzione, non si fa in tempo a dire "le cose stanno così" che è già tutto diverso.
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[...] se c'è qualcosa che ho imparato è che la vita con un bambino è in costante evoluzione, non si fa in tempo a dire "le cose stanno così" che è già tutto diverso.
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Lo ammetto: ho guardato la tv per bambini. E' stato un letale misto di curiosità e forte spirito di consumismo e, proprio durante una timida esplorazione dei canali a lei dedicati, è accaduto il dramma: mia figlia ha scoperto i Teletubbies.
Lo show inizia con un'immagine che spero non mi appaia mai in sogno: un sole con la faccia di un bambino che ride. Ma non ride felice, tipo solletico. Ride inquietante, tipo film dell'orrore. E gli occhi! Ma glieli avete mai guardati? Vi dico solo una cosa: Guardate. Gli. Occhi. Ora provate a spegnere la luce, mettere i Teletubbies e non cagarvi sotto. In confronto The Grudge è Hello Spank.
La loro canzoncina idiota ipnotizza i minori con nenie che, probabilmente - viste le inequivocabili somiglianze dei protagonisti con l'omino di Roswell - ascoltate al contrario inneggiano alla dominazione aliena. Le loro movenze sono di poco superiori a quelle del truzzo medio al Pacha di Ibiza, infatti a volte pogano anche, ma di panza. Abitano un prato verde evidenziatore dove le uniche creature presenti sono terrorizzati e teneri coniglietti, che insieme alla patata al forno costituiscono il loro pasto medio.
I nostri eroi sono quattro:
quello viola con la borsetta e la voce da uomo, che sta per fare outing
quello rosso che balbetta e si nasconde, che è sociopatico
quello giallo sempre felice, che si fa di LSD
quello verde che parla come il figlio di Darth Vader e un Alvin Superstar.
Vorrebbero rappresentare tutte le razze, in realtà appaiono tutti pallidini tranne quest'ultimo, che ha la carnagione grigio-marrone come quel mio amico che fumava una stecca di Marlboro rosse al giorno.
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Lo ammetto: ho guardato la tv per bambini. E' stato un letale misto di curiosità e forte spirito di consumismo e, proprio durante una timida esplorazione dei canali a lei dedicati, è accaduto il dramma: mia figlia ha scoperto i Teletubbies.
Lo show inizia con un'immagine che spero non mi appaia mai in
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Arrivati a questo punto i libri normali finiscono, giusto? La bambina ha compiuto un anno, la mamma ha fatto pace coi demoni che occupavano in pianta stabile il suo cervello e vissero tutti felici e contenti.
Il mio racconto potrebbe concludersi qui, con un finale commosso e sentiti ringraziamenti. La verità è che, già che ci sono, volevo condividere con voi qualcosa dei mesi successivi, perché è allora che inizia a diventare tutto molto più divertente. Dopo lo shock del test positivo, le difficoltà della gravidanza e la depressione dei primi mesi, è una liberazione poter parlare del dopo. Perché è molto meglio del prima, non c'è partita. Dopo l'anno è tutta un'escalation positiva.
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Arrivati a questo punto i libri normali finiscono, giusto? La bambina ha compiuto un anno, la mamma ha fatto pace coi demoni che occupavano in pianta stabile il suo cervello e vissero tutti felici e contenti.
Il mio racconto potrebbe concludersi qui, con un finale commosso e sentiti ringraziamenti. La
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Come non citare il celeberrimo Anghingò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore? Riassumendo: sesso. Sesso di gruppo. Sesso di gruppo con animali. E non è nei dvd che vostro marito tiene sotto alla Playstation, è nel cd del vostro bambino!
Mi sfugge un po' la dinamica della cosa, e soprattutto perché in seguito il dottore si ammalò, se era la figlia quella che andava a bestie.
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Come non citare il celeberrimo Anghingò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore? Riassumendo: sesso. Sesso di gruppo. Sesso di gruppo con animali. E non è nei dvd che vostro marito tiene sotto alla Playstation, è nel cd del vostro bambino!
Mi sfugge un po' la dinamica
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No, non sono mai stata brava negli addii. Anzi, li detesto. Sono addiopatica. Mi riempiono di tristezza, inadeguatezza, insicurezza, pessimismo e fastidio.
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No, non sono mai stata brava negli addii. Anzi, li detesto. Sono addiopatica. Mi riempiono di tristezza, inadeguatezza, insicurezza, pessimismo e fastidio.
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Procedure di sicurezza per l'abbandono della navicella madre

Cara nana,
dal momento che sta per arrivare il fatidico giorno del tuo outing, vorrei ricordarti alcune semplici norme di sicurezza per l'abbandono della navicella madre:

1. Assumi una POSIZIONE AERODINAMICA. No braccine vicino al viso. No tuffo di testa a braccia tese. No a bomba. No posizione yoga del fior di loto. No "mi giro di piedi e vediamo che succede". Rimani con la tua testolina verso il basso. Non preoccuparti se durante l'uscita assume una forma leggermente siluroide, poi tutto torna normale. Forse anche la mamma.

2. A un certo punto ti troverai a passare per un tunnel molto buio e impervio, proverai una blanda depressione e senso di soffocamento. Non ti abbattere: quando sei nel tunnel e vedi una luce, SEGUI LA LUCE. Più velocemente attraversi il tunnel, meno santi la mamma tirerà giù dal calendario.

3. Capisco che il cordone - oltre a essere fonte di godurioso nutrimento - è anche un bell'accessorio, ma non per questo va indossato intorno al collo poco prima di uscire. LASCIA IL CORDONE lì dov'è, che tanto poi te lo tolgono comunque. Te ne compro uno più bello quando sei fuori, promesso.

4. Capisco l'imbarazzo di ritrovarsi improvvisamente nudi, appesi per i piedi, in mezzo a una stanza piena di gente che ti fissa. E' uno degli incubi ricorrenti di un sacco di gente. Tu non rimanere lì timida e ammutolita: per favore, STRILLA. E forte per piacere, perché la tua distrutta mamma si sarà assordata con le sue stesse urla...

Seguendo queste elementari procedure, l'outing sarà sicuro e confortevole per entrambe. Nell'attesa, goditela finché sei dentro.

Con grande stima,
la tua mamma (ma che davvero?)
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Procedure di sicurezza per l'abbandono della navicella madre

Cara nana,
dal momento che sta per arrivare il fatidico giorno del tuo outing, vorrei ricordarti alcune semplici norme di sicurezza per l'abbandono della navicella madre:

1. Assumi una POSIZIONE AERODINAMICA. No braccine vicino al
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