Quello che non uccide
by David Lagercrantz
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Millennium - Vol. 4

Da qualche tempo "Millennium" non naviga in buone acque e Mikael Blomkvist, il giornalista duro e puro a capo della celebre rivista d'inchiesta, non sembra più godere della popolarità di una volta. Sono in molti a spingere per un cambio di gestione e lo stesso Mikael comincia a chiedersi se la sua visione del giornalismo, per quanto bella e giusta, possa ancora funzionare. Mai come ora, avrebbe bisogno di uno scoop capace di risollevare le sorti del giornale insieme all'immagine - e al morale - del suo direttore responsabile. In una notte di bufera autunnale, una telefonata inattesa sembra finalmente promettere qualche rivelazione succosa. Frans Balder, un'autorità mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale, genio dell'informatica capace di far somigliare i computer a degli esseri umani, chiede di vederlo subito. Un invito che Mikael Blomkvist non può ignorare, tanto più che Balder è in contatto con una super hacker che gli sta molto a cuore. Lisbeth Salander, la ragazza col tatuaggio della quale da troppo tempo non ha più notizie, torna così a incrociare la sua strada, guidandolo in una nuova caccia ai cattivi che punta al cuore stesso dell'Nsa, il servizio segreto americano che si occupa della sicurezza nazionale. Ma è un bambino incapace di parlare eppure incredibilmente dotato per i numeri e il disegno a custodire dentro di sé l'elemento decisivo per mettere insieme tutti i pezzi di quella storia esplosiva che Millennium sta aspettando.

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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Stranieri (quasi) seriali - 23 feb 20
Ero decisamente restio ad acquistare la continuazione del Millennium di Larsson, sia per le polemiche suscitate al tempo sia perché Larsson era Larsson e Lagercrantz non so chi sia. Ma la collana di Repubblica meritava attenzione. Poi capita che sul volo da Seattle verso casa ce ne sia la trasposizione cinematografica, che devo dire, nel suo genere, non è neanche fatta male. Allora leggiamone, magari senza farci venire troppi pensieri nascosti, cercando di abituarsi a chiamarlo Millenium 4, anche se non ci si riesce molto bene. Visto che ho parlato anche del film, dico subito che è una decente trasposizione, con il solo difetto di far passare più velato il ruolo dei Servizi Segreti americani, essendo un film pagato con soldi statunitensi. Venendo al testo, diciamo che le figure di Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist escono abbastanza coerenti con quelle dipinte dal compianto Larsson. In realtà, sono già talmente ben delineate che è difficile farle pendere verso altro. Il giornalista è svagato, inappagato, con il suo buon rifugio nell’amante Erika, e solo se pungolato, si mette alla caccia di un buon reportage, che alla fine riuscirà a scrivere. Lisbeth è forse un po’ più dark in alcuni tratti, e sembra più debole nel finale. Tuttavia, ha il solito piglio combattivo verso gli uomini che maltrattano le donne. Ed anche verso quelli che trattano male i bambini. L’impianto generale vira verso uno dei problemi cruciali del mondo attuale, il controllo delle informazioni e lo spionaggio attraverso i sistemi informatici di ogni tipo. Il giornale “Millennium” è in crisi di vendita e sta per essere fagocitato da un grande gruppo editoriale di tipo berlusconiano. Ma a Blomkvist arriva una dritta, di prendere contatto con un tecnico informatico svedese tornato in patria dopo un breve periodo presso una grande industria americana (legata al Pentagono, ovvio). Frans Balder, il tecnico, è venuto anche per prendersi cura del figlio autistico, ma prima di riuscire a parlare con Mikael viene ucciso, presente il figlio. Mikael cercava Frans anche perché aveva saputo che Lisbeth lo aveva aiutato nel criptare i dati delle sue scoperte, scoperte che avrebbero consentito di penetrare in tutti i sistemi informatici mondiali, operando uno spionaggio d’alto livello. Così si scatena una lotta, sul lato giallo per capire che ci sia dietro la morte di Frans. Sul lato “action” per salvare il piccolo dalle rappresaglie dei cattivi, pentitisi di averlo lasciato in vita. Che il piccolo autistico ha due elementi fuori dell’ordinario: capacità matematiche, con l’abilità di scomporre grandi numeri nei loro fattori primi di base, e capacità artistiche, che disegna con una proprietà e precisione assoluta. Fortunatamente, Lisbeth riesce a rapire il piccolo prima che venga ucciso. E Mikael, che capisce il suo intervento, si mette anche alla sua ricerca che erano anni che la nostra eroina era scomparsa, in questo aiutato dall’ex tutore di Lisbeth, Holger Palmgren (altro cammeo ben riuscito). A questo punto intervengono anche i Servizi Segreti americani, che hanno avuto da parte di Lisbeth una intrusione nei loro superprotetti sistemi. Quindi, nel suolo svedese abbia la lotta tra diverse forze contrastanti, almeno in apparenza. Gli americani che vogliono i programmi di hackeraggio, i cattivi che vogliono uccidere il piccolo testimone, i buoni che cercano di salvare il salvabile. Il lato abbastanza poco nuovo in questo panorama è che ben presto scopriamo che i cattivi sono guidati da una donna, che si rivela essere Camilla, la sorella gemella di Lisbeth, quella che è rimasta con il padre, e si è votata al male, in modo specularmente antagonista alla nostra eroina. Questa parte sembra essere un po’ appiccicata, che ci risiamo alle solite, con il risalire tutto alle turbe infantili, alle cattiverie del padre, ed alle storie già viste in finale di trilogia. La storia in sé non potrà che finire bene, almeno per il piccolo, ed anche per il giornalista che uscirà con un mega scoop dove verranno fatte rivelazioni sorprendenti, che ricollegheranno molti dei puntini del grande rompicapo iniziale. Rimane il dubbio che Camilla riesca a fuggire, e sia pronta ad altre lotte titaniche tra il bene ed il male. Rispetto ai temi classici di Larsson, c’è sempre la denuncia del lato cattivo del mondo, prima, nei testi originali, partendo soprattutto dal risorge dei fascismi in tutta Europa. Qui con la denuncia del ruolo corrotto dei Servizi Segreti di tutti i paesi (ed in un momento in cui escono fuori le magagne russo-americane con Putin-Trump in prima fila, e le piccole rogne italiche di Salvini e compagnia, ciò non ci fa meravigliare più di tanto). Sul lato scrittura, il libro stenta a decollare nella prima parte, quasi Lagercrantz avesse un timore di affrontare un compito forse più grande di lui. D’altra parte, prima di questo il suo grande successo era la biografica del calciatore Zlatan Ibrahimovic! Poi si rilassa, prende un buon ritmo ed una buona scrittura, forse con l’unica pecca di scivolare troppo spesso in tecnicismi matematico-informatici, che a me hanno divertito, ma non so se siano graditi al grande pubblico. Vedremo e capiremo in futuro se alla fine il buon David ha imparato la lezione di Stieg, visto che sono usciti almeno altri due capitoli della serie. Per finire, ad uso dei cultori delle titolazioni, ricordo che il titolo viene dalla prima parte di una citazione di Nietzsche, che recita :”Quello che non uccide, fortifica”. Mi ricorda uno dei più interessanti libri del mio amato Isaac Asimov, “Neanche gli dei”. Anche quello citazione del grande pensatore, che però continuava: “Neanche gli dei, contro la stupidità, possono nulla!”.
Alespepe Alespepe wrote a review
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