Quello che resta
by Pamela Aidan
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Fitzwilliam Darcy, uno dei più amati eroi romantici della letteratura di tutti i tempi, è sempre stato un enigma persino per i lettori più affezionati di Jane Austen. Ora, con il volume conclusivo della trilogia a lui dedicata, Pamela Aidan ci rivela le più minute e nascoste sfumature del tormentato animo del gentiluomo.
Sconvolto dall’inatteso rifiuto di Elizabeth alla sua proposta di matrimonio, narratoci nel secondo episodio della serie, Darcy non trova pace: i sentimenti che lo legano a lei non si sono mai assopiti e un incontro casuale con Elizabeth, in visita nel Derbyshire, gli offre un’inattesa opportunità. Nel frattempo, l’acerrimo e odiato nemico Wickham torna a farsi vivo e a tormentarlo, minacciando anche la serenità della sua amata… Sempre rispettando mirabilmente le atmosfere e lo stile della Austen, l’autrice ci regala un’occasione imperdibile per tuffarsi in quel mondo Regency che hanno imparato a conoscere, e ad amare, nelle pagine di Orgoglio e pregiudizio.

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Miss SprickMiss Sprick wrote a review
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Dopo lunghi tentennamenti, ho scelto di leggere questo volume (l'unico) della trilogia "Tutto il tuo Darcy minuto per minuto", perché sospettavo (con ragione) che non sarei riuscita a superare la dose unitaria. L'oggetto di tutte queste attenzioni, Mr. Fitzwilliam Darcy, l'uomo più sognato dell'intero universo, l'incubo dei fidanzati e dei mariti, non ci guadagna affatto, iniziando la storia nei panni di un bamboccio presuntuoso e concludendola in quelli di un uomo dal carattere eccellente al quale tutti (per prima Elizabeth, ma poi vari amici e persino un'assennatissima Georgiana) si sentono in dovere di fare la lezione; in nessuna delle due versioni ('prima e dopo la cura'), risulta in grado di suscitare nella lettrice la più piccola scintilla di entusiasmo.
È questo (parlo anche per esperienza personale…) in parte l'inevitabile risultato della minutissima introspezione al quale il nostro eroe viene sottoposto: si perde la misura di quella titanica lotta interiore tra l'orgoglio e l'amore che, con un abilissimo colpo di scena, JA fa emergere nella sua enormità solo a partire dalla famosa confessione a Hunsford; "In vain I have struggled. It will not do. My feelings will not be repressed…", sfida inarrivabile per tutte le dichiarazioni a venire (e per tutti i traduttori). Ma forse la Aidan poteva curare un po' di più questa parte della vicenda, o, almeno, evitare di lanciare il suo Darcy in un goffo tentativo di corteggiamento… e forse qua e là poteva ricordarsi che l'Autrice (quella con la A maiuscola) si era preoccupata di distribuire equamente le colpe tra il 'Pride' dell'uno e il 'Prejudice' dell'altra, e non sentirsi in dovere di punire esclusivamente il protagonista maschile.
Le parti migliori del romanzo restano a mio avviso le 'inserzioni' di personaggi e intrighi (spie, ribelli, lacché e maliarde), quelle dove il lettore non è costretto a cercar di far combaciare i frammenti di un puzzle che rischia di essere molto poco compatibile con l'immagine che tiene dentro di sé come indelebile modello. Sì, perché dal punto di vista della credibilità storica Pamela Aidan risulta sufficientemente informata e (diversamente dalla Reynolds) non fa pasticci colossali. Il che, di questi tempi, è già dire molto.
Lady AileenLady Aileen wrote a review
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Finalmente ho finito un'altra trilogia!
Breve premessa. Adoro Orgoglio e Pregiudizio pertanto sono sempre disposta ad acquistare tutto quello che in qualche modo lo riguarda. Fine premessa.
Come molti sanno Orgoglio e Pregiudizio della Austen è raccontato attraverso il punto di vista di Lizzie Bennet lasciando che i pensieri e i sentimenti di Mr. Darcy rimanessero un mistero per il
lettore. Dopo anni di lavoro, Pamela Aidan ha deciso di riscrivere interamente questo romanzo dal punto di vista di Mr. Darcy e porvi così rimedio. Ma sarà riuscita ad appassionarmi come lo è stato per l'originale? La mia risposta è Ni.
Prima di tutto, tre romanzi sono stati decisamente troppi e sinceramente avrei preferito un unico volume come lo è stato quello della Austen. Quello di mezzo può essere tranquillamente evitato perché racconta di una possibile catena di eventi che hanno ben poco di affascinante e intrigante.
Ricco di descrizioni che seppur belle e di pregio, in alcuni punti hanno reso il romanzo poco scorrevole e noioso (di qualcuna ne avrei fatta volentieri a meno).
Altra cosa che non mi ha convinto è la figura di Lizzie che compare poco o nulla (solo nell'ultimo volume è decisamente più presente) e un Darcy romantico e perso a sognare la sua Lizzie per tutto il tempo (niente a che vedere con il Darcy della Austen).
Tra tutti i volumi, l'ultimo è quello più carino ma in generale la trilogia non mi ha fatto fare i salti di gioia anche se l'idea di raccontare la storia di Orgoglio e Pregiudizio attraverso gli occhi di Darcy era interessante. Si poteva fare decisamente di meglio.