Reborn
by Miriam Mastrovito
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Una bambina venuta dal passato.
Una madre in lutto.
Un folle eroe romantico.
Un cocchiere dall’occhio di vetro.
Una storia d’Amore e Morte che vi condurrà al confine tra i mondi.

Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è pi

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Fraghi88Fraghi88 wrote a review
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RECENSIONE 'REBORN' DI MIRIAM MASTROVITO
Una bambina venuta dal passato. Una madre in lutto. Un folle eroe romantico. Un cocchiere dall’occhio di vetro. Una storia d’Amore e Morte che vi condurrà al confine tra i mondi.

Incipit

Gli occhi delle bambole ti guardano.
 Amore, odio, dolore, compassione; riflettono quello che hai dentro o ti riempiono di emozioni nuove.
Gli occhi delle bambole ti guardano e, a volte, sembrano scusarsi per non essere abbastanza vivi.


TRAMA
Da quando ha perso il marito Andrea e la figlia Martina in un incidente stradale, Elga non è più la stessa. Si è isolata dal mondo e vive di ricordi. Il suo unico diversivo è rappresentato dalle bambole reborn che crea per mestiere.
Il 9 settembre 2013, giorno in cui Martina avrebbe compiuto dieci anni, Elga realizza per lei una bambola, come avrebbe fatto se fosse stata ancora viva. A sera, la sistema nella cameretta, che ha lasciato intatta dal giorno della sua morte, celebrando così quella ricorrenza speciale.
La mattina dopo viene accolta da una strana sorpresa: una bambina che non conosce si è intrufolata in casa. Sembra avere la stessa età di sua figlia ma non le somiglia per niente.
Rea − questo il suo nome − sostiene, invece, che Elga sia proprio la sua mamma ed è la stessa cosa che affermano tutti in paese.
Quale la verità?
Per scoprirla la donna potrà contare solo su Iuri, giovane impiegato delle Onoranze funebri nonché stalker che da tempo la tormenta.
Sarà l’inizio di uno strano viaggio che la condurrà al confine tra i mondi, lì dove regna il mistero e la Morte non è che l’inizio di una vita oltre.

Link amazon
amazon.it/Reborn-Miriam-Mastrovito-ebook/dp/B00JGRWMB8

link blog autrice
miriam-mastrovito.blogspot.it
link blog dedicato al romanzo
rebornromanzo.blogspot.it


RECENSIONE

Un romanzo che inaugura il genere 'new gothic' in maniera sorprendente ed eccellente.
Conosco già come autrice Miriam Mastrovito e sapevo benissimo che non mi avrebbe deluso. Ho sentito parlare molto bene di questo suo nuovo scritto, ma poterlo leggere e assaporare in ogni sua pagina è stato davvero emozionante.
Un libro dark e gotico come piacciono a me, senza cadere nel sanguinario e nell'horror, ma una storia semplicemente fantastica e sospesa fra cielo e terra.
Un inizio sconvolgente, personaggi particolari e straordinari, un evolversi della vicenda piena di colpi di scena e di pathos, mentre la conclusione ti fa restare con la speranza nel cuore che oltre la vita terrena ci sia qualcosa di nuovo e speciale. Non tutto deve finire per forza e ci siano tante altre dimensioni da vivere, quasi riprendendo un fondo di pensiero collegabile alla reincarnazione.
Elga, la protagonista, una donna risvegliatasi dal coma dopo un violento incidente, in cui sono morti il marito e la figlia. Ha un lavoro davvero particolare: un piccolo negozio in paese dove ripara le bambole, anzi questo passatempo l'aiuta a far restare vivi i ricordi vissuti con la sua bambina. La donna continua ancora a regalarle bambole e a prepararle torte nel giorno del suo compleanno, ma una mattina accade qualcosa di impensabile. Rea, una bambina della stessa età di sua figlia compare in casa sua e da quel momento inizierà a far parte della sua vita. La ragazzina dice di essere sua figlia, tutti le credono, ma lei come madre sa benissimo che quella è soltanto una sconosciuta completamente diversa dalla sua vera Martina.
L'unico a sostenere la sua tesi è Iuri, il becchino del cimitero, che per il suo lavoro è additato ed evitato da tutti. Egli è davvero importante per la storia, perché è da sempre innamorato di Elga, ma il suo è un sentimento antico che va oltre il tempo e la storia. La donna lo rifiuta, ma piano piano finirà per accettare il suo aiuto, vista la difficile situazione in cui si trova. Nessuno le crede, tutti la considerano pazza, ma per ogni cosa c'è sempre una spiegazione più o meno verosimile.
Già, anche il personaggio di Ogma, delineato attraverso particolari fantasy davvero apprezzabili, riesce a dare una motivazione più o meno valida al tutto.
E se esistesse un guardiano che apre le porte conducibili ad altre vite fra realtà e aldilà?
Credo che questo particolare creato per questa magica storia sia molto apprezzabile per un autrice italiana esordiente. Una scrittrice valida che riesce a spaziare tra il fantasy e il gotico surreale. Un romanzo intenso e arcano, con un fondo di tristezza e disperazione dedito alla morte, ma che alla fine ci regala quella saggia speranza di continuare a credere che esista sempre un motivo in più per andare avanti.
Consiglio questo romanzo agli appassionati del genere, ma anche a chi non si è ancora avvicinato a questo tipo di letture, che sicuramente rivaluterà.

FRANCESCA GHIRIBELLI
FradigFradig wrote a review
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GcapotortoGcapotorto wrote a review
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D'Ascani FedericaD'Ascani Federica wrote a review
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Martina e Andrea sono morti da due anni, ma il ricordo che Elga conserva di loro è vivo e presente in ogni suo giorno. Anche dopo il coma, soprattutto da quando è tornata a casa, vivendo tra le stesse mura che hanno conosciuto la felicità dei loro giorni assieme. Martina, la sua bimba dai capelli ramati e boccolosi, e Andrea, marito esemplare e dall'amore profondo, erano tutto ciò che rendeva le giornate di Elga degne di esser vissute. Martina, più di Andrea, in effetti. Ed è per questo che la donna continua, imperterrita, a perseguire nella tradizione di festeggiare il compleanno della sua bimba, confezionandole le bambole che tante ha amato e farcendo le torte che era solita divorare, felice e contenta nell'amore che le era stato riservato. Portare avanti quella tradizione è un po' come continuare ad averla vicina. E la bambola reborn dai capelli neri e gli occhi azzurri che le ha confezionato quest anno è semplicemente meravigliosa, tanto che Elga quasi immagina l'espressione estasiata della bimba nello scartare la scatola di velluto in cui è incartata. Questo evento non avverrà mai, ma Elga trae conforto solo dal pensiero dell'immaginazione, l'unica cosa che gli è rimasta da vivere in una realtà scomoda e densa di solitudine. Non ha chiesto lei di rimanere incolume all'incidente. E non ha chiesto lei di avere una sorta di stalker che la segue ovunque vada, inconsapevole, forse, del dramma che la sta logorando da due anni e che non accenna minimamente a regredire. Perché Elga è sola e vuole rimanere tale. Nessun amico, né conoscente, né parente a girarle intorno. Solo lei e il suo universo fatto di bottega e bambole reborn. Ma la notte del compleanno di Martina accade qualcosa. Elga, nel sonno, avverte davvero la presenza di Martina e, nonostante il terrore che l'evento evoca, piange di gioia, anche se il profumo che avverte non sia della sua bambina. No, non è di zucchero filato misto a vaniglia. Somiglia all'odore della terra bagnata. Ma non importa, in fondo. La manina che le stringe il braccio nel buio è reale, è della sua piccola, non è immaginazione. Non è immaginazione...
Strisciante, vagamente soffocante e decisamente inquietante. Ecco come inizia uno degli horror moderni più belli tra quelli letti ultimamente. Perché Reborn è un horror, è bello ed è decisamente un romanzo da leggere, godere e divorare. Non può esser letto centellinando pagine, non ne da possibilità alcuna. Fin dall'inizio ne appare chiaro il fascino, non lasciando adito a dubbi di sorta. Una bambola... Cosa c'è di più inquietante di una bambola? Solo una bambina sconosciuta che penetra in casa scardinando ogni certezza fin a quel momento acquisita. Non è un caso che la maggior parte dei film horror di successo abbiano per protagonisti bambole e bambini. Ma questa mia affermazione non vuole assolutamente lasciar intendere una trama scontata o priva di originalità, al contrario. Proprio per la dura prova in cui si cimenta Miriam Mastrovito, talentuosissima autrice poliedrica emergente che ho imparato a conoscere nel tempo, fin dai suoi albori con “L'ultimo rap”, il romanzo Reborn rappresenta una perla che credo abbia davvero il dovere di figurare in alto nelle classifiche. Il linguaggio estremamente colto ma mai ridondante, lo stile narrativo sciolto e capace di avvincere e catturare, i personaggi credibili e perfettamente descritti affascinano il lettore rendendolo vittima di un'assuefazione dalla quale è quasi impossibile fuggire. Si odia, si ama, ci si emoziona e si spera: Reborn è un caleidoscopio di sensazioni molteplici. Al di là, poi, dell'aspetto orrorifico dell'opera, oltretutto, ciò che è mirabile è l'alto tasso di riflessioni a cui è portato il lettore durante il procedere della storia narrata. Il libero arbitrio, l'ineluttabilità degli eventi e l'esistenza di Dio contrapposta a un Caos in grado di far credere cose del tutto prive di fondamenta sono solo alcuni degli argomenti importanti trattati. L'amore familiare, poi, viene smembrato e analizzato in maniera quasi chirurgica, svelando dinamiche impossibili da descrivere ma reali, purtroppo attuali e per nulla facili da digerire. Le violenze sui minori, la psicologia infantile e le fratture di una mente messa alla prova dal fato fanno da cornice, infine, a un romanzo completo, ben scritto e dannatamente giusto. L'ho adorato, non ho molto altro da dire, anche perché rischierei di anticipare scene ed eventi che hanno l'obbligo di esser letti. Mirabile la scena della bambina colta da doppia personalità nella sua stanza, il fotogramma alla IT in cui il bacio d'amore diventa un bacio d'orrore... L'ho divorato in un giorno e mezzo e, dico la verità, ho provato quasi la voglia di averlo scritto io! È raro mi accada una cosa simile, ma sono sincera. La Mastrovito ha dato prova di essere una grande autrice e non vedo l'ora di leggere un suo nuovo horror, decisamente un genere in cui questa meravigliosa scrittrice sa muoversi davvero con grazia e inaudito talento.