Resoconto
by Rachel Cusk
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LauraTLauraT wrote a review
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Rumble_FishRumble_Fish wrote a review
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ChiaraChiara wrote a review
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Cosa c’è che non va in me, che disattendendo tutte le aspettative e andando controcorrente, ho trovato inconsistente e noioso questo “romanzo” (ma sono incerta se chiamarlo tale vista la sua struttura inqualificabile, senza trama, una mezza intervista a gente estratta a caso dal cilindro magico delle invenzioni, dove la pseudo giornalista, che interroga per amore di cronaca autobiografica o ascolta passivamente l’interlocutore del momento, è la stessa Cusk interpretante il proprio alter ego?).

Lo stile di scrittura è cronachista, affettato, meccanico, le riflessioni, quasi sempre sullo stesso argomento - le relazioni tra ex coniugi o conviventi, mogli e mariti o semplicemente compagni - comprendono pensieri asettici e privi di vitalità (tutti finalizzati a dimostrare l’incomunicabilità di base tra i sessi e a confermare le bugie che diciamo agli altri quanto a noi stessi), un’accozzaglia di gesti e sentimenti razionali all’eccesso, senza calore, contrastanti con l’afa opprimente di Atene, stridente con i protagonisti freddi e distaccati che la popolano.

Non ho amato nessuno dei personaggi presentati, per cui è stato difficile persino provare per loro simpatia o empatia. Forse perché più di tutto mi è mancato un beniamino, qualcuno che incarnasse pensieri autentici ed originali e che risollevasse le sorti di un’umanità troppo presa da sè stessa, indifferente e abulica.

A rendere il disagio ancor più evidente, la sensazione perenne di star leggendo qualcosa di ruminato come l’erba, sputato perentoriamente da una bocca stizzita. Con sgomento addirittura ho ritrovato frammenti di episodi casuali ben più argomentati in altri romanzi, come nel caso del racconto di una lastra di vetro frantumatasi, per eccessivo peso dell’acqua soprastante, sulla testa di alcuni invitati ad una festa e che mi ha risvegliato il ricordo di una scena ben più drammatica, ma molto, molto simile presente in “Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan scritto tre anni prima. Una coincidenza sicuramente, un particolare per molti versi ininfluente, ma tale ai miei occhi da declassare a “già sentito” tutta l’opera.

No, per me è stato un sonoro sbadiglio.
XenjaXenja wrote a review
02
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Per quello che penso della trilogia di Rachel Cusck, rimando alla mia recensione di Transiti, il primo dei tre che mi è capitato in mano:
anobii.com/books/Transiti/9788806236571/0122513a8789fab3be
Anche Resoconto è molto bello, scritto con uno stile di rara eleganza, e pieno di incontri e di storie semplici e toccanti al tempo stesso, anche se ho trovato incongrua la storia con il ‘vicino di volo’, perché mi sembra l’unico episodio, in tutta la trilogia, in cui la protagonista Faye descrive i suoi sentimenti.
L’ultimo dei tre, Onori, mi è piaciuto decisamente meno dei primi due: perché invece che raccontare semplici storie di vita vissuta, le persone che Faye incontra, questa volta scrittori, giornalisti, critici -perché ci troviamo a un convegno letterario- spesso e volentieri s’imbarcano in digressioni noiose, prolisse, sconclusionate, sulla scrittura e sulla letteratura; più di tutte, le elucubrazioni intellettuali del critico pelato.
Mi è sembrato, a tratti, confuso: questa volta non è chiaro dove è invitata Faye, al principio è scritto che siamo in Germania e siamo sul mare, quindi pensiamo ad Amburgo; poi, non si sa come, si ha invece la netta impressione di trovarsi invece a Lisbona. Però anche qui ci sono bellissimi episodi. La storia raccontata dal vicino di volo, quello che ha le gambe troppo lunghe, è forse la mia preferita fra tutte.
Concludo: la Cusk scrive meravigliosamente e ha un grande talento per raccontare le storie minime e quotidiane delle persone; mi sembra invece che si perda per strada quando le loro riflessioni si fanno troppo astratte.