Resta con me
by Ayòbàmi Adébáyò
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Yejide e Akin sono giovani e innamorati, si sono sposati subito dopo essersi conosciuti all’università di Lagos, in Nigeria. In molti si aspettavano che Akin volesse prendere numerose mogli, ma lui e Yejide sono felici, la poligamia non fa per loro, non è un desiderio, né una necessità. Quattro anni... More

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“ci sono cose che nemmeno l’amore riesce a fare”

Nel primo romanzo della giovane scrittrice, emerge con chiarezza anche se rimane fondale della scena dove si muovono i protagonisti, la Nigeria con le sue contraddizioni, in bilico tra modernità e tradizione, schiacciata da dittature che le votazioni democratiche non riescono ad abbattere.
Al centro della scena la giovane coppia, innamorati, giovani sposi che non riescono ad avere figli.

“Yejide. Io l’ho amata fin dal primo momento. Non c’è dubbio. Ma ci sono cose che nemmeno l’amore riesce a fare. Prima di sposarmi credevo che l’amore potesse tutto. Ma presto scoprii che non poteva sopportare il peso di quattro anni senza figli. Sotto quel peso, se è troppo grande e lo porti troppo a lungo, anche l’amore si piega, s’incrina, arriva quasi a spezzarsi e a volte si spezza del tutto. Ma anche quando ce l’hai ai piedi in mille pezzi, non vuol dire che non sia ancora amore.”



La pressione famigliare è talmente forte e l’obbligo di avere una discendenza sembra talmente necessario che il matrimonio viene trascinato in percorsi che invischiano e trascinano in direzioni che invischiano e feriscono.
Ayòbámi Adébáyò descrive una donna che è stata una bambina non amata, una donna che vuole diventare madre ma che viene annientata dalla perdita e che per proteggersi dai futuri dolori, si allontana.

Un romanzo capolavoro capace di indagare nelle pieghe dei dolori che anninenteano, nelle speranze che non vengano esaudite e nella paura che niente di positivo possa riservare il futuro.




carolcarol wrote a review
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Sally68Sally68 wrote a review
18
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Spoiler Alert
Un libro scritto da una donna per le donne. Una storia che se nella prima parte lascia anche il posto a riti, a magia, a credenze, (realismo magico) nella seconda si apre a un'infinità, intimità di sentimenti che legano una donna a un uomo, alle dinamiche di coppia, alla ricerca della maternità.
È un crescendo di sviluppi, di rivelazioni, che mi hanno sconvolta nella lettura.
Siamo in Nigeria, Akin, questo il nome della donna, dovrà passare attraverso grandi amori e dolori, non che venire a sapere di essere stata vittima di un complotto, ingenuamente illusa dall'uomo che diceva di amarla.
Libro assolutamente non banale anzi oltremodo vero e alquanto triste.

"Lui non l'avrebbe mai ammesso, ma io quel giorno sentii le sue lacrime, mi incollavano il vestito alla pancia e sancivano il mio dolore. Gettai la testa all'indietro e scoppiai a piangere forte. Gridai. Urlai. Chiesi scusa a mia figlia, la supplicai di perdonare la mia trascuratezza, la implorai di ascoltarmi, ovunque fosse. Piansi tutta la notte più forte che potei. Mi tenevo la testa e cercavo di espellere il dolore piangendo. Non sapevo allora che era impossibile."

"Ci avrei messo un po' a rendermi conto che ciascuno dei miei figli mi aveva dato tanto quanto aveva tolto. I miei ricordi di loro, dolce-amari e continui, erano potenti come una presenza fisica. E per questo, mentre un pullman mi portava ne cuore di una città che non conoscevo, mentre la mia ultima figlia moriva a Lagos e il paese era nel caos, non avevo paura perchè non ero sola"