Ha escrito una reseña a El molino del oso Hace 6 años

Intrigued by Bassi's previous auto biographical novels, I read with trepidation this latest creation. His raw style returns true events, perhaps with some imaginative frills, but confirm his style simple and terribly appealing. I admit that I found a bit of initial difficulties because I'm not using the Spanish language since a long time, which allowed me to dust off my memories also linked to the Caraibean sea.
The narrative extends along a time axis that spans over multiple years, in which the protagonist Antonio Ferrari, narrates in first person his experience linked to the vicissitudes of the American José Hutchinson, a painter of good fame that moved for a time to Ticino .
The story is compelling with the painter's daring vicious passions & alcoholic habit... the presence of his female muses and the strange customs of a bird that has made its nest on the plot: a Red-backed shrike.
Venturing between Ticino and the French Riviera to the slopes of St. Moritz, we follow the author's narrative curiosity that allows us to enjoy a glass of whiskey or champagne watching sunsets of amazing beauty.
The plots of the world events, make the story even more interesting, until the abandonment of the dream to "take root" to embark on board a ship that will bring José and his new woman (now wife) to discover unknown seas and bays along paths always new.
Perhaps this, linked to the life of the author, reflects disconcertingly idyllic desire to "escape" into the unknown, to forget, to discover the true essence of life, to broaden their horizons and finally embrace the thirst of Adventure.
A superb book for everyone.
And the silhouette of the ship that glides on silver waters made from crimson sunset ... certainly reveals that the "journey" has not really reached its end!
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Incuriosita dai suoi precedenti romanzi auto biografici, con trepidazione ho letto quest’ultima creazione di Bassi. Il suo stile crudo riporta fatti realmente accaduti, forse con qualche fronzolo immaginativo, ma confermano il suo stile semplice e terribilmente accattivante. Ammetto che ho riscontrato un po’ di difficoltà iniziale poiché non utilizzo la lingua spagnola da tempo, cosa che mi ha permesso di rispolverare anche i miei ricordi legati al mar Caraibe.

La narrazione si estende lungo un asse temporale che abbraccia più anni, nei quali il protagonista Antonio Ferrari, narra in prima persona la sua esperienza legata alle vicissitudini dell’americano José Hutchinson, un pittore di discreta fama che si trasferisce per un certo periodo in Ticino.
La vicenda si fa avvincente con rocambolesche passioni viziose del pittore alcoolista, la presenza delle sue muse femminili e le strani usanze di un uccello che ha fatto il suo nido nella proprietà: un’averla. Avventurandoci tra il canton Ticino e la Costa Azzurra fin sulle piste da sci di San Moritz, seguiamo incuriositi la narrazione dell’autore che ci permette di assaporare un bicchiere di whisky o champagne guardando tramonti di sorprendente bellezza.
Gli intrecci di avvenimenti mondiali, rendono il racconto ancora più interessante, fino all’abbandono del sogno di “mettere radici” per imbarcarsi a bordo di un veliero che porterà José e la sua nuova donna (divenuta moglie) a scoprire mari e baie sconosciute lungo percorsi sempre nuovi.
Forse questo, legato alla vita dell’autore stesso, rispecchia in modo sconcertante l’idilliaco desiderio di “fuga” verso l’ignoto, per dimenticare, per scoprire la vera essenza della Vita, per ampliare i propri orizzonti ed in fine abbracciare la sete di avventura.
E quella siluetta del veliero che scivola su acque argentee rese cremisi dal calar del sole… certamente ci svela che il “viaggio” non è ancora veramente giunto al suo fine!


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