Ha escrito una reseña a Jinetes en el cielo Hace 5 años

The narrative vitality of Morales transported me to a dizzying pace, typical of the auto-biographical style, within the always very current reality of war for power in Central America.
Revolutions, corruption, protests, drugs and oligarchy... political and social problems that are rampant since several decades in the Central and South American countries, have also been objects of movies (I remember eg. the bloody "Salvador" by Oliver Stone).
I admit that it is thanks to the Swiss-Guatemalan writer Tito Bassi, that I approached with growing curiosity the literature that handles this topic.
The decline and the social and economic inequality, are the foundation of the plot on which the author inserts, page after page, a vibrant and disarming precariousness of the human being.
It is not fiction: it is well known that Guatemalans political parties receive 50% of their funding through corruption, of which ¼ elite of the rich and businesses and a further ¼ by criminal organizations.
Consequently Morales manages to give voice and make palpable through of the “narrating I” of the journalist Fabian Algara, the statement that "Guatemala is the perfect nation to commit electoral crimes without consequences" (source: CICG).
The story runs along well-defined paths: on the one hand the political and social situation with the various local actors (government, guerrilla and militia) on the other the characters with their weaknesses, obsessions and compulsions. As the coil unwinds, we enter as Theseus into a labyrinth in which at every page we are confronted with more new details that take us back in time, revealing subtle questions about the characters and their own existences.
It does not miss the development at international level (with the presence of the CIA, Mossad, UN and governments of other countries), then the storyline becomes more tangled and the reader has to increase his attention to avoid being misled.
The scenes of rough cruelty are described with methodology but without overpowering or lower to the macabre (only in a few descriptive scenes of decapitation I felt some discomfort).
In the scenes of sexuality in which is clearly the male protagonist who emphasize his feelings by represent the intercourse; the author keeps his narrative really gentle and sensually delightful.
In this novel I particularly loved Morale’s lexicon, the research of linguistic accuracy, the descriptive expressiveness... that allowed me to integrate myself as a careful observer in the plot of this very realistic story!
Through the pages, you can feel the deep love of the writer to his native land, his attention addressed to the ethno-social differences which, throughout central America, are the reasons of political conflicts (see his work "A Brief historia intercultural de Guatemala ").
Intrigued by the title of the novel, I then heard on youtube "Jinetes en el cielo" by Pedro Vargas... that, with a hint of malice, allowed me to understand the obsession of the protagonist Brenda Santisteban for storms!
Now that Fabian Algara has published his accusing biography... I have a couple of personal questions for the writer, I hope that fate will one day grant me this privilege.
Jinetes en el cielo is a very nice novel that will please also a discerning and critic reader!

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La vitalità narrativa di Morales mi ha trasportata ad un ritmo vertiginoso, tipico dello stile auto-biografico, all'interno della sempre attualissima realtà delle guerre di potere in centro America.
Rivoluzioni, corruzione, proteste, narcotraffico, oligarchia... problemi politici e sociali che da parecchi decenni dilagano nei paesi centro e sud Americani, sono anche stati oggetti di film (ricordo ad es. il sanguinoso "Salvador" di Oliver Stone).
Ammetto che è grazie allo scrittore svizzero-guatemalteco Tito Bassi, che mi sono avvicinata con sempre maggiore curiosità alla letteratura che tratta questa tematica.
Il declino e l'ineguaglianza sociale ed economica, sono alla base della trama sulla quale l'autore inserisce, pagina dopo pagina, una palpitante e disarmante precarietà dell'essere.
Non è finzione: è risaputo che i partiti politici guatemaltechi ricevono il 50% dei loro finanziamenti attraverso la corruzione, della quale ¼ dall'élite dei ricchi e commerci e un ulteriore ¼ dalle organizzazioni criminali.
Conseguentemente Morales riesce a dar voce e rendere palpabile, per mezzo dell'io narrante del giornalista Fabian Algara, l'affermazione che "il Guatemala è la nazione perfetta per commettere crimini elettorali senza conseguenze" (fonte: CICG).
La storia si sviluppa lungo percorsi ben definiti: da una parte la situazione politico-sociale locale con i vari attori (governo, guerriglia e milizia) dall'altra i personaggi con le loro debolezze, ossessioni e pulsioni. Man mano che la matassa si srotola, ci addentriamo come Teseo in un labirinto nel quale ad ogni pagina siamo confrontati con sempre nuovi particolari che ci riportano nel tempo svelando sottili chiarimenti sui personaggi e sulle loro esistenze.
Non manca lo sviluppo a livello internazionale (con le presenze della CIA, Mossad, ONU e governi di altri paesi), quindi l'intreccio narrativo diventa più ingarbugliato e il lettore deve accrescere la sua attenzione per non lasciarsi traviare.
Le scene di ruvida crudeltà sono descritte con metodologia ma senza prevaricare o abbassarsi al macabro (solo in un paio di scene descrittive di decapitazione ho provato un certo fastidio).
Nelle scene di sessualità, dove chiaramente è il protagonista maschile dell'io narrante che mette a luce il suo percepire nel rappresentare gli amplessi, egli mantiene la sua narrativa davvero delicata e sensualmente piacevolissima.
In questo romanzo di Morales ho apprezzato particolarmente il suo lessico, la ricerca dell'accuratezza linguistica, l'espressività descrittiva... che mi ha permesso di inserirmi come osservatrice attenta nella trama di questa storia estremamente realistica!
Attraverso le pagine, si percepisce il profondo amore dello scrittore per la sua terra natia, la sua attenzione rivolta alle differenze etnico-sociali che, in tutto il centro-America, sono alla base dei conflitti politici (vedi la sua opera "Breve historia intercultural de Guatemala").
Incuriosita dal titolo del romanzo, ho quindi ascoltato su youtube "Jinetes en el cielo" di Pedro Vargas... che, con una punta di malizia, mi ha permesso di comprendere l'ossessione della protagonista Brenda Santisteban per i temporali!

Ora che Fabian Algara ha pubblicato la sua biografia accusatrice... avrei un paio di domande personali da rivolgere all'autore, spero che il destino voglia un giorno concedermi questo privilegio.
Un romanzo molto bello che saprà compiacere anche un lettore esigente e critico!


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