Revolutionary Road
by Richard Yates
(*)(*)(*)(*)(*)(3,902)
With a new introduction by Richard Ford

"A deft, ironic, beautiful novel that deserves to be a classic." --William Styron

From the moment of its publication in 1961, Revolutionary Road was hailed as a masterpiece of realistic fiction and as the most evocative portrayal of the op
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Luci's Review

LuciLuci wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)
Una scrittura da brivido che illumina l’esistenza quotidiana di una famiglia della middle-class americana scomponendola nei suoi piccoli riti, nella ordinata e ritmica sequenza di giornate sempre troppo uguali. E’ il racconto di una vita mediocre e di una continua e pressante tensione a sfuggirvi. Ritmi, abitudini, comportamenti, schemi che ricorrono sempre uguali a se’ stessi e che si svolgono all’interno di scenografie consuete, già immaginate e precostituite che lontano dal tranquillizzare i protagonisti, li rendono infelici in una sensazione di perenne costrizione che solo l’alcool riesce ad alleviare. Risultato di tale tensione è il ricorso immaginario a nuove possibilità inventate per azzerare tutto “tutta la lenta, arida agonia del Quindicesimo piano sarebbe stata amputata dalla sua esistenza, come un tumore tolto al suo cervello; e che sollievo sarebbe stato!“ e dar vita finalmente ad un nuovo inizio. Sembra emergere dalle pagine un fremente desiderio di purificazione, di pulirsi di dosso l’appiccicume di una mediocrità comunque quotidianamente scelta e non imposta. Ogni strategia individuata per uscire fuori dalla rete di un tempo e di uno spazio già deciso, programmato e organizzato, guida i protagonisti in un senso di grande ma effimera euforia: sembra quasi vederli sollevarsi e volteggiare guardando dall’alto la propria vita, felici di non sentirsi più così incastrati, così piccoli ed insignificanti.. purtroppo per poco. Concentrarsi sulla direzione dello sguardo sembra essere fondamentale nel romanzo: uno sguardo lungo che sorpassa e inghiotte la realtà, anche le cose potenzialmente belle, sacrificandola ad una immaginata, creduta finalmente vera, oasi ritemprante e creatrice in cui le passioni e le capacità possono trovare realizzazioni, in cui è possibile finalmente trovare la propria strada ed avere pace. La finestra panoramica restituisce la cruda verità di una tensione vana: osservandola attraverso si vede spesso solo buio e il riflesso di un io non troppo piacevole.
È un libro che non concede nulla al lettore.. nel corso della lettura la tensione diventa sempre più forte e l’effetto si amplifica attraverso le immagini di una normalità agghiacciante che tutto inghiotte.. sentimenti, emozioni, follia.
Scrittura magistrale.
LuciLuci wrote a review
02
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Una scrittura da brivido che illumina l’esistenza quotidiana di una famiglia della middle-class americana scomponendola nei suoi piccoli riti, nella ordinata e ritmica sequenza di giornate sempre troppo uguali. E’ il racconto di una vita mediocre e di una continua e pressante tensione a sfuggirvi. Ritmi, abitudini, comportamenti, schemi che ricorrono sempre uguali a se’ stessi e che si svolgono all’interno di scenografie consuete, già immaginate e precostituite che lontano dal tranquillizzare i protagonisti, li rendono infelici in una sensazione di perenne costrizione che solo l’alcool riesce ad alleviare. Risultato di tale tensione è il ricorso immaginario a nuove possibilità inventate per azzerare tutto “tutta la lenta, arida agonia del Quindicesimo piano sarebbe stata amputata dalla sua esistenza, come un tumore tolto al suo cervello; e che sollievo sarebbe stato!“ e dar vita finalmente ad un nuovo inizio. Sembra emergere dalle pagine un fremente desiderio di purificazione, di pulirsi di dosso l’appiccicume di una mediocrità comunque quotidianamente scelta e non imposta. Ogni strategia individuata per uscire fuori dalla rete di un tempo e di uno spazio già deciso, programmato e organizzato, guida i protagonisti in un senso di grande ma effimera euforia: sembra quasi vederli sollevarsi e volteggiare guardando dall’alto la propria vita, felici di non sentirsi più così incastrati, così piccoli ed insignificanti.. purtroppo per poco. Concentrarsi sulla direzione dello sguardo sembra essere fondamentale nel romanzo: uno sguardo lungo che sorpassa e inghiotte la realtà, anche le cose potenzialmente belle, sacrificandola ad una immaginata, creduta finalmente vera, oasi ritemprante e creatrice in cui le passioni e le capacità possono trovare realizzazioni, in cui è possibile finalmente trovare la propria strada ed avere pace. La finestra panoramica restituisce la cruda verità di una tensione vana: osservandola attraverso si vede spesso solo buio e il riflesso di un io non troppo piacevole.
È un libro che non concede nulla al lettore.. nel corso della lettura la tensione diventa sempre più forte e l’effetto si amplifica attraverso le immagini di una normalità agghiacciante che tutto inghiotte.. sentimenti, emozioni, follia.
Scrittura magistrale.