Revolutionary Road
by Richard Yates
(*)(*)(*)(*)(*)(3,902)
Durata 12h 43m.

Frank e April Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York. Coltivano il proprio anticonformismo con ingenuità, quasi con ipocrisia; si sentono destinati a una vita creativa, magari in Europa, dove esprimere la propria passione. Ma sotto la su
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Manuela Oldani's Review

Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
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(*)(*)( )( )( )
Spoiler Alert
Che dire? Questo romanzo è sicuramente un ritratto crudele e una critica spietata dell'America degli anni '50. Non lascia molto spazio alla speranza, non c'è ottimismo: anche nei momenti in cui i personaggi si illudono, ahimé. di poter scampare alla mediocrità tra le righe si legge benissimo il fallimento che li attende. E' un romanzo che segna in modo molto netto una generazione di giovani uomini e donne (i protagonisti sono appena trentenni) appena usciti dalla Seconda Guerra Mondiale (le vicende sono ambientate nel 1955, ma si fa riferimento agli anni precedenti), descrivendone il desiderio di mostrarsi moderni e diversi dalla generazione che li ha preceduti ma impantanati nel conformismo e nell'inconscio tendere, in verità, ad una vita noiosa, prevedibile ed estremamente normale.
Frank e April Wheeler sono due personaggi dalla caratterizzazione molto riuscita, molto netta e realistica. Sono anche due persone insopportabili, a mio gusto, una coppia di persone mediocri che si credono superiori agli altri, una coppia con molti problemi sia personali sia di relazione, due persone ancora giovani che si sentono però già vecchie, che già vedono il loro futuro segnato e cercano di ribellarsi e di rendere la loro vita emozionante e atipica come l'avevano desiderata da bambini senza, d'altronde, esserne in grado. Soprattutto sono due ipocriti: ipocriti verso gli altri ma anche verso se stessi, perché si negano la verità fino all'ultimo e quando anche devono affrontarla per forza non sono capaci di sopportarne le conseguenze. Io personalmente ho un problema con chi fa tanto l'alternativo sapendo che ci sarà sempre una rete di sicurezza, che si mostra controcorrente ma scende a compromessi. Le persone oneste sanno che a volte per sopravvivere bisogna accettare la mediazione oppure, se si vuole restare fedeli a se stessi, bisogna rinunciare alla sicurezza sociale e alla "rispettabilità". E' proprio questo che i Wheeler non sanno fare: è troppo bello creare la famigliola perfetta con la casina perfetta in una cittadina adorabilmente perfetta, tranquilla e priva di criminalità, in cui i bambini potranno crescere sereni. La famiglia del Mulino Bianco e il punk non possono coesistere, non così, non con questa insoddisfazione latente, in realtà un enorme irrisolto che queste due persone si portano dietro da infanzie vissute male e mai elaborate.
Si amano Frank e April? Ma si conoscono davvero, poi, Frank e April? Si sono mai parlati davvero con franchezza, con onestà? Sanno cosa vogliono dalla vita, per poter costruire con l'altro un progetto?
Sono assolutamente d'accordo con Vonnegut che definiva questo romanzo il Grande Gatsby degli anni '50. E' anche riuscito, da questo punto di vista. Solo che a me non è piaciuto nemmeno il Grande Gatsby, non amo il genere introspettivo che insiste sull'analisi delle relazioni di coppia e, soprattutto, non sono capace di prendermi a cuore le vicende di personaggi che disprezzo (ebbene sì, parole dure ma sincere). Quindi l'inevitabile finale amaro mi ha dato gioia e finire il romanzo mi ha trasmesso un senso di liberazione. Non è il mio genere, non mi piacerà mai. Però se si ama invece quel tipo di personaggio nevrotico e l'analisi delle sue storie amorose... questo libro ha un sacco di dire.
Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
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Spoiler Alert
Che dire? Questo romanzo è sicuramente un ritratto crudele e una critica spietata dell'America degli anni '50. Non lascia molto spazio alla speranza, non c'è ottimismo: anche nei momenti in cui i personaggi si illudono, ahimé. di poter scampare alla mediocrità tra le righe si legge benissimo il fallimento che li attende. E' un romanzo che segna in modo molto netto una generazione di giovani uomini e donne (i protagonisti sono appena trentenni) appena usciti dalla Seconda Guerra Mondiale (le vicende sono ambientate nel 1955, ma si fa riferimento agli anni precedenti), descrivendone il desiderio di mostrarsi moderni e diversi dalla generazione che li ha preceduti ma impantanati nel conformismo e nell'inconscio tendere, in verità, ad una vita noiosa, prevedibile ed estremamente normale.
Frank e April Wheeler sono due personaggi dalla caratterizzazione molto riuscita, molto netta e realistica. Sono anche due persone insopportabili, a mio gusto, una coppia di persone mediocri che si credono superiori agli altri, una coppia con molti problemi sia personali sia di relazione, due persone ancora giovani che si sentono però già vecchie, che già vedono il loro futuro segnato e cercano di ribellarsi e di rendere la loro vita emozionante e atipica come l'avevano desiderata da bambini senza, d'altronde, esserne in grado. Soprattutto sono due ipocriti: ipocriti verso gli altri ma anche verso se stessi, perché si negano la verità fino all'ultimo e quando anche devono affrontarla per forza non sono capaci di sopportarne le conseguenze. Io personalmente ho un problema con chi fa tanto l'alternativo sapendo che ci sarà sempre una rete di sicurezza, che si mostra controcorrente ma scende a compromessi. Le persone oneste sanno che a volte per sopravvivere bisogna accettare la mediazione oppure, se si vuole restare fedeli a se stessi, bisogna rinunciare alla sicurezza sociale e alla "rispettabilità". E' proprio questo che i Wheeler non sanno fare: è troppo bello creare la famigliola perfetta con la casina perfetta in una cittadina adorabilmente perfetta, tranquilla e priva di criminalità, in cui i bambini potranno crescere sereni. La famiglia del Mulino Bianco e il punk non possono coesistere, non così, non con questa insoddisfazione latente, in realtà un enorme irrisolto che queste due persone si portano dietro da infanzie vissute male e mai elaborate.
Si amano Frank e April? Ma si conoscono davvero, poi, Frank e April? Si sono mai parlati davvero con franchezza, con onestà? Sanno cosa vogliono dalla vita, per poter costruire con l'altro un progetto?
Sono assolutamente d'accordo con Vonnegut che definiva questo romanzo il Grande Gatsby degli anni '50. E' anche riuscito, da questo punto di vista. Solo che a me non è piaciuto nemmeno il Grande Gatsby, non amo il genere introspettivo che insiste sull'analisi delle relazioni di coppia e, soprattutto, non sono capace di prendermi a cuore le vicende di personaggi che disprezzo (ebbene sì, parole dure ma sincere). Quindi l'inevitabile finale amaro mi ha dato gioia e finire il romanzo mi ha trasmesso un senso di liberazione. Non è il mio genere, non mi piacerà mai. Però se si ama invece quel tipo di personaggio nevrotico e l'analisi delle sue storie amorose... questo libro ha un sacco di dire.