Revolutionary Road
by Richard Yates
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Frank e April Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: nella storia della giovane famiglia felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, fin... More

AK-47's Review

AK-47AK-47 wrote a review
423
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Il romanzo definitivo sulle tensioni della coppia che diventa famiglia
Due sono, secondo me, le possibili letture di questo romanzo del 1961, giustamente assurto allo status di libro di culto. La prima lettura è prettamente satirico-simbolica, una critica a un modello di società, quella americana degli anni cinquanta, apparentemente spumeggiante e spensierata, in realtà paurosamente vuota e conformista. La seconda lettura, meno sociologica e più universale, vede i due protagonisti come rappresentanti di un momento di passaggio che tutti vivono, dalla giovinezza all'età adulta, delle responsabilità, da single a genitori e dei traumi e delle rinunce, comunque dei cambiamenti enormi che ciò porta con sé. I due coniugi Wheeler, giovane coppia con due figli che si trasferisce in una casa suburbana di New York e si dibatte tra le ambizioni di una vita diversa, piena, autentica e la realtà di una vita matrimoniale e familiare borghese che finisce con l'appiattirsi sulla quotidianità, sull'essere esattamente ciò che non si vorrebbe essere (casa-lavoro-figli, e nient'altro, divertimento stereotipato e prevedibile, alcool e infedeltà coniugale come uniche valvole di sfogo contro l'alienazione), con il fardello delle responsabilità e delle scelte obbligate ma non volute che la vita porta con sé. Ci sono due modi di reagire a un conflitto del genere: adeguarsi al sentiero già tracciato, rinunciando alle proprie aspirazioni (è ciò che i Wheeler provano a fare quando programmano di trasferirsi a Parigi, senza uno straccio di idea ma solo per cambiare aria sperando poi di trovare la propria strada) oppure ribellarsi a ciò,scegliendo una via diversa: ma per quest'ultima via non tutti sono tagliati e, se si tenta, bisogna provarci con convinzione, o le conseguenze possono essere terribili, come capita ai Wheeler. Ho apprezzato molto questo romanzo, soprattutto perché parla in modo davvero realistico, convincente, dei conflitti interiori e interconiugali che ogni coppia di persone adulte che si accinga a cessare di essere semplicemente"due fidanzati" per diventare una famiglia, con tutto quello che comporta, sperimenta sulla propria pelle. Certo, la soluzione estrema e tragica dei due protagonisti rappresenta l'esito ultimo, radicale, di un mancato adattamento: sta alla capacità dei singoli preservare il più possibile la propria unicità in un mondo e in una società che tendono a livellarle il più possibile.
AK-47AK-47 wrote a review
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Il romanzo definitivo sulle tensioni della coppia che diventa famiglia
Due sono, secondo me, le possibili letture di questo romanzo del 1961, giustamente assurto allo status di libro di culto. La prima lettura è prettamente satirico-simbolica, una critica a un modello di società, quella americana degli anni cinquanta, apparentemente spumeggiante e spensierata, in realtà paurosamente vuota e conformista. La seconda lettura, meno sociologica e più universale, vede i due protagonisti come rappresentanti di un momento di passaggio che tutti vivono, dalla giovinezza all'età adulta, delle responsabilità, da single a genitori e dei traumi e delle rinunce, comunque dei cambiamenti enormi che ciò porta con sé. I due coniugi Wheeler, giovane coppia con due figli che si trasferisce in una casa suburbana di New York e si dibatte tra le ambizioni di una vita diversa, piena, autentica e la realtà di una vita matrimoniale e familiare borghese che finisce con l'appiattirsi sulla quotidianità, sull'essere esattamente ciò che non si vorrebbe essere (casa-lavoro-figli, e nient'altro, divertimento stereotipato e prevedibile, alcool e infedeltà coniugale come uniche valvole di sfogo contro l'alienazione), con il fardello delle responsabilità e delle scelte obbligate ma non volute che la vita porta con sé. Ci sono due modi di reagire a un conflitto del genere: adeguarsi al sentiero già tracciato, rinunciando alle proprie aspirazioni (è ciò che i Wheeler provano a fare quando programmano di trasferirsi a Parigi, senza uno straccio di idea ma solo per cambiare aria sperando poi di trovare la propria strada) oppure ribellarsi a ciò,scegliendo una via diversa: ma per quest'ultima via non tutti sono tagliati e, se si tenta, bisogna provarci con convinzione, o le conseguenze possono essere terribili, come capita ai Wheeler. Ho apprezzato molto questo romanzo, soprattutto perché parla in modo davvero realistico, convincente, dei conflitti interiori e interconiugali che ogni coppia di persone adulte che si accinga a cessare di essere semplicemente"due fidanzati" per diventare una famiglia, con tutto quello che comporta, sperimenta sulla propria pelle. Certo, la soluzione estrema e tragica dei due protagonisti rappresenta l'esito ultimo, radicale, di un mancato adattamento: sta alla capacità dei singoli preservare il più possibile la propria unicità in un mondo e in una società che tendono a livellarle il più possibile.

Comments

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Ottima recensione, grazie.
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Ottima recensione, grazie.
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Sì, hai scritto un bel commento a un libro che anch’io ho apprezzato. Ben fatto anche il film
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Sì, hai scritto un bel commento a un libro che anch’io ho apprezzato. Ben fatto anche il film
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@Nood e Angelina: grazie. Sì, è un romanzo che ho sentito davvero molto, perché parla di esperienze che quasi tutti ci troviamo a vivere. Presto guarderò anche il film.
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@Nood e Angelina: grazie. Sì, è un romanzo che ho sentito davvero molto, perché parla di esperienze che quasi tutti ci troviamo a vivere. Presto guarderò anche il film.
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Hai centrato il punto: al di là della specificità del contesto sociale della società piccolo-borghese degli anni 50, il romanzo aveva colpito anche me proprio per il realismo, per così dire, spietato con cui descrive un'esperienza in qualche modo provata e condivisa.
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Hai centrato il punto: al di là della specificità del contesto sociale della società piccolo-borghese degli anni 50, il romanzo aveva colpito anche me proprio per il realismo, per così dire, spietato con cui descrive un'esperienza in qualche modo provata e condivisa.