Revolutionary Road
by Richard Yates
(*)(*)(*)(*)(*)(3,902)
Frank e April Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: nella storia della giovane famiglia felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, fin... More

MariaLuisa's Review

MariaLuisaMariaLuisa wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Terribilmente realistico

La coppia: lui intellettuale con mille dubbi esistenziali, che cita Sartre e si adatta, al momento, a fare lo scaricatore di porto; lei aspirante attrice.

Si sposano giovanissimi, hanno due bambini e vanno a vivere in un quartiere residenziale alla periferia di New York, nella strada del titolo, che vorrebbe essere simbolica del loro modo di essere, del loro rifiuto delle convenzioni, della banalità e della mediocrità, delle loro aspirazioni a vivere qualcosa in più di una piatta quotidianità fatta di tendine pulite e pranzetti della domenica. 

In realtà i due di rivoluzionario hanno ben poco. Lei si ritrova casalinga, attrice a tempo perso in una compagnia di dilettanti con scarso successo, lui impiegato nella grande ditta dove lavorava il padre. In trecento pagine di libro si assiste alla lenta ed ignara trasformazione dei due in tutto ciò che hanno sempre vituperato, e nella caduta in pieno in tutti i luoghi comuni che tentavano di rifuggire. Così le discussioni intellettualistiche con l’unica coppia amica a loro affine si trasformano in serate passate a spettegolare sui vicini; lui si abbandona al tradimento con una segretaria, e lei con l’amico di famiglia, come nei più triti dei cliché; finché il progetto che da tempo desiderano attuare, quello di trasferirsi a vivere a Parigi, darà il via ad una serie di incomprensioni che scateneranno la tragedia finale. 

Le incomprensioni, in una coppia dove sembra che il dialogo non manchi, ove si parla in continuazione (“ma perché dobbiamo sempre parlare di tutto?”) dice lei ad un certo punto), nascono lente e striscianti da modalità sbagliate, in cui ognuno dei due fa le cose tentando di interpretare quella che pensa sia la volontà dell’altro, e nello stesso tempo non esplicita la propria, e il dialogo ad oltranza maschera in realtà la mancanza di chiarezza di un dialogo vero. A poco a poco affiorano l’egoismo di lui, l’inconcludenza di lei, la mediocrità di entrambi, una sotterranea tensione fino a che la corda si spezza. 

La storia è terribile, come tutte le storie narrate da Yates: qui viene sancito l’inevitabile fallimento di tutti coloro che cercano qualcosa di più di una vita qualunque, di tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono detti “noi non diventeremo mai così”, di chi si sente apocalittico e non integrato, di chi crede che la propria personalità volitiva e debordante non verrà mai scalfita dall’ambiente esterno, qualunque esso sia.

MariaLuisaMariaLuisa wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Terribilmente realistico

La coppia: lui intellettuale con mille dubbi esistenziali, che cita Sartre e si adatta, al momento, a fare lo scaricatore di porto; lei aspirante attrice.

Si sposano giovanissimi, hanno due bambini e vanno a vivere in un quartiere residenziale alla periferia di New York, nella strada del titolo, che vorrebbe essere simbolica del loro modo di essere, del loro rifiuto delle convenzioni, della banalità e della mediocrità, delle loro aspirazioni a vivere qualcosa in più di una piatta quotidianità fatta di tendine pulite e pranzetti della domenica. 

In realtà i due di rivoluzionario hanno ben poco. Lei si ritrova casalinga, attrice a tempo perso in una compagnia di dilettanti con scarso successo, lui impiegato nella grande ditta dove lavorava il padre. In trecento pagine di libro si assiste alla lenta ed ignara trasformazione dei due in tutto ciò che hanno sempre vituperato, e nella caduta in pieno in tutti i luoghi comuni che tentavano di rifuggire. Così le discussioni intellettualistiche con l’unica coppia amica a loro affine si trasformano in serate passate a spettegolare sui vicini; lui si abbandona al tradimento con una segretaria, e lei con l’amico di famiglia, come nei più triti dei cliché; finché il progetto che da tempo desiderano attuare, quello di trasferirsi a vivere a Parigi, darà il via ad una serie di incomprensioni che scateneranno la tragedia finale. 

Le incomprensioni, in una coppia dove sembra che il dialogo non manchi, ove si parla in continuazione (“ma perché dobbiamo sempre parlare di tutto?”) dice lei ad un certo punto), nascono lente e striscianti da modalità sbagliate, in cui ognuno dei due fa le cose tentando di interpretare quella che pensa sia la volontà dell’altro, e nello stesso tempo non esplicita la propria, e il dialogo ad oltranza maschera in realtà la mancanza di chiarezza di un dialogo vero. A poco a poco affiorano l’egoismo di lui, l’inconcludenza di lei, la mediocrità di entrambi, una sotterranea tensione fino a che la corda si spezza. 

La storia è terribile, come tutte le storie narrate da Yates: qui viene sancito l’inevitabile fallimento di tutti coloro che cercano qualcosa di più di una vita qualunque, di tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono detti “noi non diventeremo mai così”, di chi si sente apocalittico e non integrato, di chi crede che la propria personalità volitiva e debordante non verrà mai scalfita dall’ambiente esterno, qualunque esso sia.