Riposa, coniglio
by John Updike
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Nella fase conclusiva dell'era reaganiana, in un'America terrorizzata dall'Aids in cui tutto pare cadere a pezzi, Harry Angstrom si è trasferito in Florida. Ha cinquantasei anni, venti chili di troppo e deve sottoporsi a un intervento al cuore. Ha la nettissima, inquietante sensazione che la fine si stia avvicinando come un aereo in atterraggio. Eppure riesce ancora a lambiccarsi sull'incomprensibile comportamento di suo figlio Nelson, un cocainomane, e di Janice, sua moglie, che si è messa in testa di ricominciare a lavorare, alla sua età.
Ma a perseguitarlo come fantasmi sono soprattutto i rimorsi di una vita.

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8
Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
516
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– Che cosa vedi? – Una specie di vermiciattolo agitato, che non si ferma mai. – È la vita, –
Se hai già letto i primi tre libri della saga di Coniglio (*1), Updike sembra sussurrarti: “rilassati ci penso io”. Tu sai che puoi fidarti, non devi aver fretta, devi invece controllare bene nelle pieghe delle sue frasi più amare, perché lì son nascoste le verità che molti cercano e che poi non son disposti ad accettare.

Updike gode dell’apprezzamento di buona parte dei suoi colleghi scrittori, è in grado di riprodurre il flusso dei pensieri del suo personaggio come se usasse una GoPro mentale. La descrizione giunge ad un livello più elevato e diventa simbolo interiore, associazione di pensieri. Avviene con naturalezza e in modo ricorrente, viene spontaneo pensare a quegli scrittori che per una veronica riuscita si applaudono da soli, qui siamo al cospetto di uno scrittore che non tiene conto del concetto di straordinario.

Il punto del romanzo che ho apprezzato maggiormente è stato intorno a pag. 250, dopo una tornitura magistrale ho immaginato Updike alzarsi soddisfatto dalla sedia come se l’esperienza descritta l’avesse vissuta davvero. Lui non racconta di un uomo che invecchia, lui è quell’uomo è dentro quel personaggio e ormai, alla fine della saga, vi ha trascinato anche me. Il finale della seconda parte del libro è un po’ strascicato, la terza ha il torto di avere un titolo che è uno spoiler inammissibile (il titolo corretto sarebbe stato Pennsylvania/Florida), nonostante ciò, conduce ad un punto di svolta inaspettato.

(Così nei miei appunti)

Sono all’80% c’è stata una svolta, purtroppo il titolo della terza parte è troppo esplicativo, è un’anticipazione imperdonabile: non mi lasciare vecchio bastardo, tienimi compagnia almeno fin quando non tornerò a lavoro, ma anche i giorni successivi, quando mi sveglierò presto, o andrò a letto senza riuscire a prendere sonno. Coniglio sei un irresponsabile, un traditore, un sessuomane, hai fallito come genitore, come marito, come amante.. ma cazzo, chi ti ha inventato era un grande scrittore.

Questo e il libro precedente sono i migliori della saga, non posso garantire che vi piaceranno, posso solo dirvi che sarei felice di non averli ancora letti, di poterli leggere io al posto di chiunque non li apprezzerà.

Per quanti non temono lo spoiler, qui ci sono le impressioni di Julian Barnes

ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/06/02/il-mio-updike-cuore-stanco-di-un-coniglio-americano36.html

Colonna sonora:

Vaya Con Dios - (1952 cover) - Les Paul and Mary Ford

youtube.com/watch?v=jJkMV1sm8Mk

Louis Prima Just A Gigolo I Ain't Got Nobody

youtube.com/watch?v=Kkrb4h4weW4

(*1)

Rabbit, Run (Corri, Coniglio, 1960)

Rabbit Redux (Il ritorno di Coniglio, 1971)

Rabbit is Rich (Sei ricco, Coniglio, 1981)

Rabbit At Rest (Riposa Coniglio, 1990)
Minnie33Minnie33 wrote a review
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