Risposta a una lettera di Helga
by Bergsveinn Birgisson
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Bjarni ha novant'anni e vive da solo nella sua fattoria in Islanda quando decide di rispondere in un fiato all'unica lettera ricevuta da Helga, il suo grandissimo amore perduto. La sua risposta è questo romanzo. Helga e Bjarni si sono amati di una passione torrida, travolgente, e hanno tadito i rispettivi consorti senza rimorsi; poi si sono separati e a lui sono rimasti i rimpianti, le vampe di desiderio e un binocolo con il quale spiarla, perché lui e Helga sono sempre stati vicini di casa. Tra macchinari da riparare, bestiame da accudire e pesci da essiccare si è consumata la vita di Bjarni, tutta dedita al lavoro fisico eppure fervidissima di immaginazione, sogni, fantasticherie. E al centro c'è stata sempre e solo lei, Helga, con il suo corpo, i capelli, il dono della bellezza e dell'energia. Un canto d'amore e rimpianto che attraversa una vita in perfetta comunione con la natura e si condensa in una lettera struggente.

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8
GresiGresi wrote a review
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Esiste qualcosa di più orribile che aspettare che la vita trascorra?


Spesso mi sorprendo a pensare a quanto forte ed intrinseco sia il sentimento dell’amore. Si vivono viaggi incredibili, indelebili, memorabili, che si tratti di finzione o realtà, immaginando mentre torno dal lavoro di assistere a ciò che precedentemente avevo visto nelle pagine dei libri. Pur non essendo ingenua e sognatrice come un tempo, emozionarsi dinanzi ad una storia drammatica, intensa, sentita e coinvolgente come quella descritta in questo romanzo è stato davvero inevitabile. Tutto finisce come inizia, all’improvviso, e quando io stessa mi sorprendo a tirare le somme, sento di dare come risultato esattamente un unità.
Poi mi imbatto in romanzi come quello di Risposta a una lettera di Helga, che attraversando le crepe del mio animo ha colpito dritto dritto al mio cuore, con semplici parole che hanno parlato molto più di quel che sembra, taciuto nel momento del bisogno, trascinata sull’onda del necessario tramutatosi talvolta in vette di estrema follia o necessità. Il suo autore, in pratica, mi abbordò immediatamente, poiché mai avrei pensato che protagonista di tali vicende fosse esattamente lui, soggiogato e in balia di eventi in cui il rimorso, il pentimento, l’abbandono, l’adulterio coincise con la depravazione. In ognuno di noi è riposta una parte silente che prevale nell’uomo, quando meno se lo aspetta. Il romanzo esplica esattamente questo: un breve lapsus di > che ha corroso l’amore, quel forte legame che unì l’autore alla sua focosa consorte. E mettendo tutta la forza e le ambizioni necessarie per realizzare dal nulla una storia che non ha nulla di speciale ma di estremamente intimo, sulla soglia dell’età adulta, tornò col desiderio di voler fare un tuffo nel passato. Se al presente è così è solo perché nella misura in cui si fu trovato, dovette prendersi le sue responsabilità con l’intenso desiderio di un bambino che contempla la vetrina di una pasticceria.
In una manciata di ore, tali lettere che non hanno un destinatario in particolare- se non la sua stessa anima, affinchè qualcosa potesse andare al suo posto -, le sorti della sua storia d’amore con Unni, giunto intatto grazie alla clemenza del tempo, mi indussero a vedere con i miei occhi quanta bellezza si celasse fra le sue parole. Così forti e inarrestabili, semplicemente toccandole con la punta di una mano, cogliendo la loro magia in ogni forma e sfaccettatura. Conservate come il più prezioso dei ricordi, snodate come un invisibile filo bianco, tra stalle putrescenti, campagne soleggiati, paesaggi miti e tranquilli, senza tuttavia sapere con esattezza ciò che accadde.
Una raccolta epistolare estrapolata dalle sabbie del tempo, che mi ha reso fortunata e contenta di aver letto. Un piccolo sogno, delicato, intenso, confortante e confortevole che il tempo ha restituito al suo autore, che ha percorso mediante la sua passione per la letteratura. Forma distorta di amore, che si crogiola nel silenzio, non parla mai direttamente del passato, ne delle cose su cui si ha riposto malinconia, sofferenza, sacrificio.
DediDedi wrote a review
04
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With or without you
... ma prima, molto prima, l'aveva già detto Ovidio "Ego nec sine te nec tecum vivere possum", a dimostrazione di quanto siamo "vecchi" noi uomini "moderni", come diceva il mio coltissimo professore di latino e greco.
E il passato, sotto forma di tradizioni anche letterarie, di sacro rispetto per la natura, è uno dei due temi che permeano il romanzo; l'altro, senza dubbio, è l'amore.
Entrambi sono radicati nel protagonista, ne costituiscono la sua ossatura psicologica e sono allo stesso tempo fonte di gioia immensa e di dolore, inestricabile binomio nella vita dell'ormai novantenne Bjarni che, in una lettera tardiva alla sua donna Helga, riflette su di sé e sul mondo, sui cambiamenti. Non è un reazionario, Bjarni: c'è equilibrio nel suo modo di guardare a ciò che di buono il nuovo ha portato, c'è entusiasmo per il nuovo rappresentato dall'esuberanza della gioventù; ma con la stessa lucidità vede quanto si è perso in senso umano, quanto manchino, nel mondo moderno, la mano di chi lavora, l'impronta che ognuno dava nel lavoro artigianale, l'identità di sé nel manufatto. La vita in città è per lui la somma di questa perdita che, con sguardo aperto sul futuro, crede sarebbe diventata anche la perdita dell'amore.
Un amore fortissimo, carnale nel senso più animale della parola perciò autenticamente spontaneo, un amore che non lo abbandonerà mai per tutta la sua lunga esistenza, un amore che si trasformerà presto in diuturna sofferenza.
Ma la scelta non era possibile per quest'uomo, lo dice anche, a un certo punto della lettera-narrazione, attribuendo tale possibilità solo ad Helga.
E' stata una bella lettura, mi ha colpito per l'originalità e per le atmosfere; talvolta mi ha, per così dire, scioccata (mi riferisco a certi dettagli legati al lavoro di Bjarni), in un'occasione mi ha fatto sorridere non poco, ma nella stessa occasione mi ha fatto riflettere su come si possano considerare in modo così naturale la vita e la morte.