Ristorante al termine dell'universo
by Douglas Adams
(*)(*)(*)(*)(*)(5,427)
Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista vicino a un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligente, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene

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Julie DemarJulie Demar added a quotation
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- Ma... la Fine Dell'Universo? Ci perderemo il momento più bello.
- L'ho già visto. Fa schifo - disse Zaphod -nient'altro che un gnab gib.
- Uno che?
- Uno gnab gib , il rovescio del big bang. Su, venite, sbrighiamoci.
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- Ma... la Fine Dell'Universo? Ci perderemo il momento più bello.
- L'ho già visto. Fa schifo - disse Zaphod -nient'altro che un gnab gib.
- Uno che?
- Uno gnab gib , il rovescio del big bang. Su, venite, sbrighiamoci.
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"Io decido solo del mio Universo" continuò tranquillamente il vecchio. "Il mio Universo sono i miei occhi e le mie orecchie. Tutto il resto è supposizione."
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"Io decido solo del mio Universo" continuò tranquillamente il vecchio. "Il mio Universo sono i miei occhi e le mie orecchie. Tutto il resto è supposizione."
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"Come faccio" disse il vecchio "a sapere se il passato non sia tutta un'invenzione studiata apposta per giustificare la discrepanza che c'è tra le mie percezione sensoriali immediate e la realtà della mia mente?"
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"Come faccio" disse il vecchio "a sapere se il passato non sia tutta un'invenzione studiata apposta per giustificare la discrepanza che c'è tra le mie percezione sensoriali immediate e la realtà della mia mente?"
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Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti) che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui?
A ben analizzare, si vedrà che: a) chi più di ogni altra cosa desidera governare la gente è, proprio per questo motivo, il meno adatto a governarla; b) di conseguenza, a chiunque riesca di farsi eleggere Presidente dovrebbe essere proibito di svolgere le funzioni proprie della sua carica, per cui: c) la gente e il suo bisogno di essere governata sono una gran rogna.
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Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti) che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui?
A ben analizzare, si vedrà che: a) chi più di ogni altra cosa
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È noto che esiste un numero infinito di mondi, per il semplice fatto che esiste uno spazio infinito atto a ospitarli. Non tutti però sono abitati. È chiaro quindi che il numero dei pianeti abitati è finito.
Qualsiasi numero finito diviso per l’infinito da un quoto così vicino a zero, da essere praticamente zero, perciò la popolazione media di tutti i pianeti dell’Universo è praticamente inesistente. Il discorso che vale per la popolazione media vale anche per la popolazione in assoluto, per cui è lecito affermare che qualsiasi persona si incontri, di tanto in tanto, è solo il frutto di un’immaginazione malata.
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È noto che esiste un numero infinito di mondi, per il semplice fatto che esiste uno spazio infinito atto a ospitarli. Non tutti però sono abitati. È chiaro quindi che il numero dei pianeti abitati è finito.
Qualsiasi numero finito diviso per l’infinito da un quoto così vicino a zero, da essere praticamente
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Un grande animale del genere bovino si avvicinò al tavolo di Zaphod Beeblebrox. Era grosso, con occhi acquosi, piccole corna e sulle labbra qualcosa che poteva assomigliare a un sorriso accattivante.
– Buonasera – disse, accovacciandosi in terra. – Io sono il principale piatto del giorno. Vi sono parti del mio corpo che vi interessano particolarmente? – Borbottò e farfugliò qualcosa tra sé, si mise in una posizione più comoda e osservò Beeblebrox e gli altri con aria tranquilla.
Arthur e Trillian fissarono l’animale stupefatti. Ford Prefect scrollò le spalle, Zaphod Beeblebrox invece lo scrutò famelico, con l’acquolina in gola.
– Forse preferite un pezzo di spalla? – disse la bestia. – Un bel brasato al vino bianco?
– Ehm, un pezzo della vostra spalla? – disse Arthur, inorridito.
– Ma certo, signore – rispose felice l’animale. – Non posso certo offrire la carne di un altro.
Zaphod scattò in piedi e cominciò a palpare con aria di apprezzamento la spalla del piatto del giorno.
– Ma anche il posteriore è ottimo – mormorò la bestia. – Ho fatto ginnastica e mangiato un mucchio di cereali, perciò c’è tanta buona carne, qua di dietro. – Emise un lieve grugnito, bofonchiò qualcosa tra sé, ruminò un po’, poi riprese il discorso.
– O preferite lo stufato al brasato? – chiese.
– Vuoi dire che questo animale vuole veramente che lo mangiamo? – disse Trillian, rivolta a Ford.
– Io? lo non voglio dire proprio niente – replicò Ford, con sguardo vitreo.
– Ma è orribile – esclamò Arthur. – È la cosa più abominevole che mi sia mai toccato di sentire.
– Che cosa c’è che non va, terrestre? – chiese Zaphod, esaminando l’enorme deretano dell’animale.
– C’è che non voglio mangiare una bestia che mi sta davanti agli occhi viva e che mi invita a mangiarla – disse Arthur. – È disumano.
– È sempre meglio che mangiare un animale che non vuole essere mangiato – disse Zaphod.
– Non è questo il punto – protestò Arthur. Poi ci pensò un attimo e disse: – E va be’, forse è proprio il punto, ma adesso non ho nessuna voglia di pensarci. Perciò mi limiterò a... ehm... a mangiare un piatto di insalata.
– Posso esortarvi a prendere in considerazione il mio fegato? – disse la bestia. – A quest’ora dovrebbe essere tenerissimo e molto nutriente, perché sono mesi che mi sottopongo a una dieta abbondante e ipervitaminica.
– Un piatto di insalata – disse Arthur, con enfasi.
– Un piatto di insalata? – grugnì l’animale, rivolgendo ad Arthur un’occhiata di rimprovero.
– Non vorrete dirmi per caso che faccio male a prendere un piatto di insalata? – disse Arthur.
– Be’ – disse l’animale – conosco molte piante d’insalata che non esiterebbero a rispondervi di sì. Ed è proprio per questo che alla fine, per porre un rimedio al problema, si è deciso di allevare un animale che volesse veramente essere mangiato e fosse in grado di dirlo chiaramente, senza mezzi termini. Ed eccomi qui, infatti. Fece un piccolo inchino.
– Allora io prendo un bicchier d’acqua – disse Arthur.
– Senti – disse Zaphod – vogliamo mangiare, non filosofare.
Quattro bistecche di prima qualità, per favore. E in fretta. Sono cinquecentosettantaseimila milioni di anni che non mettiamo qualcosa
sotto i denti.
L’animale si alzò faticosamente in piedi, con un lieve grugnito soddisfatto.
– Un’ottima scelta, signore, se mi consente. Davvero ottima. Vado subito a spararmi.
Si giro e strizzò l’occhio Arthur con aria amichevole.
– Non preoccupatevi, signore – disse. – Sarò molto umano con me stesso.
Si diresse verso la cucina con passo tranquillo. Pochi minuti dopo arrivò il cameriere con quattro enormi bistecche fumanti.
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Un grande animale del genere bovino si avvicinò al tavolo di Zaphod Beeblebrox. Era grosso, con occhi acquosi, piccole corna e sulle labbra qualcosa che poteva assomigliare a un sorriso accattivante.
– Buonasera – disse, accovacciandosi in terra. – Io sono il principale piatto del giorno. Vi sono parti
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La Guida Galattica per gli autostoppisti è un volume indispensabile a tutti coloro che sono ansiosi di capire la vita in questo universo infinitamente complesso e caotico.
Se infatti non può prendere di essere utile e aggiornata in tutte le materie, per lo meno afferma inequivocabilmente che, quando è inesatta, lo è in maniera definitiva. E ciò è assai rassicurante. Nei casi di grossa discrepanza è dunque sempre la realtà che sbaglia.
Tale era il succo del cartello, che diceva: LA GUIDA GALATTICA È INFALLIBILE. È LA REALTÀ, SPESSO, A ESSERE INESATTA.
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La Guida Galattica per gli autostoppisti è un volume indispensabile a tutti coloro che sono ansiosi di capire la vita in questo universo infinitamente complesso e caotico.
Se infatti non può prendere di essere utile e aggiornata in tutte le materie, per lo meno afferma inequivocabilmente che,
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Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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È un fatto curioso, e al quale non si sa bene quanta importanza attribuire, che circa l’ottantacinque per cento dei mondi abitati della Galassia, primitivi o progrediti che siano, abbiano inventato tutti un liquore chiamato ginnan tonnix, o gii–N’N–T’Nix, o jinand–o–nics, o mille altri nomi che sono soltanto variazioni fonetiche sul tema. I liquori stessi non sono esattamente uguali; si va dal gi–nant–o–nnigs sivolviano, che è semplice acqua servita a una temperatura lievemente superiore a quella ambiente, allo tzjin–anthony–ks gagrakackano, che è capace di uccidere una mucca alla distanza di cento metri. Ciò che appare strano, oltre alla somiglianza dei nomi, è il fatto che questi drink siano stati inventati e battezzati prima che i mondi su cui li si beveva entrassero in contatto con altri mondi.
Cosa si può dedurre da un tale fenomeno? Che il nome “ginnan tonnix” sia entrato in circolazione su innumerevoli pianeti che si trovavano in condizioni di totale isolamento contrasta con le teorie della linguistica strutturale. I vecchi linguisti strutturali si indispettiscono mica male quando i giovani linguisti strutturali pongono insistentemente l’accento sulla faccenda. I giovani linguisti strutturali sono profondamente pungolati da questo mistero, e stanno alzati fino a tarda notte per studiare, convinti di essere vicini alla scoperta di qualcosa d’estremamente importante. Finché non diventano anche loro col tempo dei vecchi linguisti pronti a indisporsi con i giovani. La linguistica strutturale è purtroppo una disciplina triste, dove regnano contrasti e divisioni, e la maggior parte di coloro che se ne occupano sono troppo inclini ad affogare i loro problemi, la sera, in viski–an–zoda.
Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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È un fatto curioso, e al quale non si sa bene quanta importanza attribuire, che circa l’ottantacinque per cento dei mondi abitati della Galassia, primitivi o progrediti che siano, abbiano inventato tutti un liquore chiamato ginnan tonnix, o gii–N’N–T’Nix, o jinand–o–nics, o mille altri nomi che sono More
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E che dire dei raggi che permettevano il trasferimento di materia?
Una forma di trasporto nella quale si provvedeva a scomporre totalmente il corpo, atomo per atomo, a lanciare questi atomi attraverso il sub–etere, a rincollarli insieme proprio quando cominciavano ad avvertire per la prima volta il gusto della libertà, non poteva che essere assurda.
Già molte persone prima di Arthur Dent l’avevano pensata così, e si erano addirittura spinte fino a comporre delle canzoni sull’argomento. Ecco qui di seguito quella che soleva cantare la folla fuori della fabbrica di congegni teletrasportatori della Società Cibernetica Sirio, su Mundolieto III.

1ª Strofa

Aldebaran ha notti dolci e molli
Algol è affascinante e insonne
Su Betelgeuse le belle donne
Ti fanno gustare cose folli.
Fanno tutto quello che ti piace
In fretta, piano, di qui, di là,
Ma se devo spezzettarmi per andarci
Allora preferisco stare qua.


Ritornello

Spezzettare, disintegrare,
Che modo assurdo di viaggiare,
Se devo disfarmi per girare in tondo
Preferisco restare sul mio mondo.


2ª Strofa

Su Sirio si sprecano gli argenti e gli ori
Così ho sentito riferire
Perciò col cacchio che continuo a dire
“Vedi Tau e poi… poi muori”.
Va bene la via che corre in piano
Va bene la via che corre in là,
Ma se devo spezzettarmi per correre lontano
Io, per me, me ne sto qua.
Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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E che dire dei raggi che permettevano il trasferimento di materia?
Una forma di trasporto nella quale si provvedeva a scomporre totalmente il corpo, atomo per atomo, a lanciare questi atomi attraverso il sub–etere, a rincollarli insieme proprio quando cominciavano ad avvertire per la prima volta il
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Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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Salve, disse l'ascensore, garrulo. Sarò il vostro ascensore, e vi accompagnerò nel viaggio fino al piano di vostra scelta. Sono stato studiato dalla Società Cibernetica Sirioper condurre i visitatori del palazzo, cioè voi, nei begli uffici della casa editrice della Guida Galattica per gli Autostoppisti. Se il viaggio, veloce e piacevole, sarà di vostro gradimento, vi andrà forse di provare anche qualcuno degli ascensori che sono stati installati di recente negli uffici dell'Istituto Fiscale della Galassia, della Omogeneizzati Boobiloo e del Manicomio Statale di Sirio, dove molti ex funzionari della Società Cibernetica Sirio saranne felici di ricevervi e di sentire le buone nuove che vengono dal mondo esterno.
- Uhm - disse Zaphod entrando - cos'altro fai, oltre a parlare?
Salgo o scendo, disse l'ascensore.
- Bene - disse Zaphod. - Noi saliamo.
O scendete, puntualizzò l'ascensore.
- Sì. Ma adesso voglio andare su, per favore.
Ci fu un attimo di silenzio.
Giù è molto bello, suggerì l'ascensore, con una punta di speranza.
- Davvero?
Fantstico, direi.
- Bene - disse Zaphod. - Adesso vogliamo salire, per piacere?
Posso chiedervi, disse l'ascensore col suo tono di voce più suadente, se avete considerato quello che potrebbe offrirvi un viaggio in giù anziché in su?
Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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Salve, disse l'ascensore, garrulo. Sarò il vostro ascensore, e vi accompagnerò nel viaggio fino al piano di vostra scelta. Sono stato studiato dalla Società Cibernetica Sirioper condurre i visitatori del palazzo, cioè voi, nei begli uffici della casa editrice della Guida Galattica per gli More