Ristorante al termine dell'universo
by Douglas Adams
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Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista vicino a un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligente, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Perfect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo. Alla ricerca di un ultimo angolo caldo dove poter gustare una buona cena, e dove il cibo "letteralmente" parla. L'irresistibile seguito di Guida galattica per autostoppisti , un capolavoro della science fiction del ventesimo secolo.

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E che dire dei raggi che permettevano il trasferimento di materia?
Una forma di trasporto nella quale si provvedeva a scomporre totalmente il corpo, atomo per atomo, a lanciare questi atomi attraverso il sub–etere, a rincollarli insieme proprio quando cominciavano ad avvertire per la prima volta il gusto della libertà, non poteva che essere assurda.
Già molte persone prima di Arthur Dent l’avevano pensata così, e si erano addirittura spinte fino a comporre delle canzoni sull’argomento. Ecco qui di seguito quella che soleva cantare la folla fuori della fabbrica di congegni teletrasportatori della Società Cibernetica Sirio, su Mundolieto III.

1ª Strofa

Aldebaran ha notti dolci e molli
Algol è affascinante e insonne
Su Betelgeuse le belle donne
Ti fanno gustare cose folli.
Fanno tutto quello che ti piace
In fretta, piano, di qui, di là,
Ma se devo spezzettarmi per andarci
Allora preferisco stare qua.


Ritornello

Spezzettare, disintegrare,
Che modo assurdo di viaggiare,
Se devo disfarmi per girare in tondo
Preferisco restare sul mio mondo.


2ª Strofa

Su Sirio si sprecano gli argenti e gli ori
Così ho sentito riferire
Perciò col cacchio che continuo a dire
“Vedi Tau e poi… poi muori”.
Va bene la via che corre in piano
Va bene la via che corre in là,
Ma se devo spezzettarmi per correre lontano
Io, per me, me ne sto qua.
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E che dire dei raggi che permettevano il trasferimento di materia?
Una forma di trasporto nella quale si provvedeva a scomporre totalmente il corpo, atomo per atomo, a lanciare questi atomi attraverso il sub–etere, a rincollarli insieme proprio quando cominciavano ad avvertire per la prima volta il
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