Ristorante al termine dell'universo
by Douglas Adams
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Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista vicino a un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligente, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Perfect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo. Alla ricerca di un ultimo angolo caldo dove poter gustare una buona cena, e dove il cibo "letteralmente" parla. L'irresistibile seguito di Guida galattica per autostoppisti , un capolavoro della science fiction del ventesimo secolo.

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È un fatto curioso, e al quale non si sa bene quanta importanza attribuire, che circa l’ottantacinque per cento dei mondi abitati della Galassia, primitivi o progrediti che siano, abbiano inventato tutti un liquore chiamato ginnan tonnix, o gii–N’N–T’Nix, o jinand–o–nics, o mille altri nomi che sono soltanto variazioni fonetiche sul tema. I liquori stessi non sono esattamente uguali; si va dal gi–nant–o–nnigs sivolviano, che è semplice acqua servita a una temperatura lievemente superiore a quella ambiente, allo tzjin–anthony–ks gagrakackano, che è capace di uccidere una mucca alla distanza di cento metri. Ciò che appare strano, oltre alla somiglianza dei nomi, è il fatto che questi drink siano stati inventati e battezzati prima che i mondi su cui li si beveva entrassero in contatto con altri mondi.
Cosa si può dedurre da un tale fenomeno? Che il nome “ginnan tonnix” sia entrato in circolazione su innumerevoli pianeti che si trovavano in condizioni di totale isolamento contrasta con le teorie della linguistica strutturale. I vecchi linguisti strutturali si indispettiscono mica male quando i giovani linguisti strutturali pongono insistentemente l’accento sulla faccenda. I giovani linguisti strutturali sono profondamente pungolati da questo mistero, e stanno alzati fino a tarda notte per studiare, convinti di essere vicini alla scoperta di qualcosa d’estremamente importante. Finché non diventano anche loro col tempo dei vecchi linguisti pronti a indisporsi con i giovani. La linguistica strutturale è purtroppo una disciplina triste, dove regnano contrasti e divisioni, e la maggior parte di coloro che se ne occupano sono troppo inclini ad affogare i loro problemi, la sera, in viski–an–zoda.
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È un fatto curioso, e al quale non si sa bene quanta importanza attribuire, che circa l’ottantacinque per cento dei mondi abitati della Galassia, primitivi o progrediti che siano, abbiano inventato tutti un liquore chiamato ginnan tonnix, o gii–N’N–T’Nix, o jinand–o–nics, o mille altri nomi che sono More
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