Ritratto di signora
by Henry James
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AdrianaT.AdrianaT. wrote a review
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"Il nulla diventa un momento forte della tua vita"
Ero già mentalmente attrezzata per un impegno intellettuale alla Proust, e invece scorre via fluido; una gustosa ironia lo rende lieve e le situazioni non precipitano mai, sfumano.
I primi capitoli vanno via col piacere di una scrittura deliziosa dalla narrazione perfetta, e poi sei dentro alla storia e ne esci solo all'ultima riga.

«Delle prime pagine di Ritratto di signora, è bello dire che non succede praticamente nulla se non una cosa fantastica, cioè La Letteratura.[...]
Il nulla diventa un momento forte della tua vita.»*

Isabel ha i lineamenti armonici di Nicole Kidman, e Osmond quelli aguzzi di John Malkovich; nel film, la notevole Jane Campion, ha azzeccato quasi tutto, e credo che James l'approverebbe.

«Non vedo che male ci possa essere in questo mio desiderio di non volermi legare. Non ho bisogno di incominciar la vita col matrimonio: ci son tante altre cose che una donna può fare.»

Donna dell'Ottocento dallo spirito tendente alla libertà e all'indipendenza; è vivace, intelligente, piena di energia, curiosa e aperta alla vita. Ma poi, precocemente stanca di quella libertà appena guadagnata e bisognosa di legami, si riduce a martire piangente, sedotta e piegata come un fuscello alle volontà deviate di un dispotico maschiaccio impenitente con la complicità di donne manipolatrici e intriganti. Nell'illusione dell'esercizio di una presunta autodeterminazione, qualcosa può facilmente andare storto e l'emancipazione può attendere.

*Alessandro Baricco, I migliori anni della nostra vita: James/ Strauss
youtu.be/aBIP_mZnkUc
EnkiduEnkidu wrote a review
01
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Isabel, giovane donna americana, sbarca in Europa (per la precisione in Inghilterra) eredita una fortuna e cerca di sfidare le regole e i costumi della sua epoca, ma...

Consigliato da "Curarsi con i libri - Rimedi letterari per ogni malanno" Sellerio, come romanzo contro l'ansia, ho deciso di buttarmi dopo tanto tempo su un classico. Non me ne sono pentito, anche se affrontare un romanzo di più di 500 pagine, scritte fitte fitte, non è stato una passeggiata, soprattutto se la storia non è una di quelle che ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina anche perchè, in effetti, se così fosse, che caspita di rimedio contro l'ansia sarebbe? È stato più come sorseggiare, immerso in un magnifico giardino inglese, 500 litri di the (deteinato) una tazzina dopo l'altra.


Romantico e struggente come solo i romanzi di fine '800 sanno essere ho odiato tutti i personaggi, protagonista compresa, fino a quasi metà libro, ma il modo magnifico di descrivere e di descriverli mi ha permesso di sopportare il tutto arrivando alla fine con le lacrime agli occhi. Henry James non trascura nessun dettaglio e cesella il carattere di ognuno di loro con cura, grazia e profondità a tal punto da provare quasi pena per i "cattivi" perchè anch'essi stritolati nelle loro stesse regole sociali. Isabel è il ritratto di una donna nuova che però ha ancora molto da imparare e molte lotte da combattere per poter seguire il suo desiderio di indipendenza. La lezione più importante è sicuramente imparare e riconoscere chi la ama veramente al di là delle regole, anche le sue.

AngelinaAngelina wrote a review
015
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I grandi romanzi non si possono riscrivere
A volte si rilegge per scoprire se, mentre il libro riposava da anni nello scaffale, qualcosa della storia è cambiato, se il/la protagonista è riuscita a migliorare la sua sorte. Se lo potesse fare, migliorerebbe, in un certo senso, anche la nostra.
Mi piacerebbe che il libro, nel tempo, mutasse, ma non succede mai.
Riecco perciò l'ineffabile Isabel Archer andare ancora una volta incontro alla propria rovina con pervicacia, nella quasi assoluta cecità perché, per lei e per gli altri personaggi, la vita è una costruzione che non si abbatte anche quando risulta scomoda e perfino orrenda.
Le vicende si svolgono nell'ambito dell'alta borghesia, fra l'America, l'Inghilterra e l'Italia, e la giovane donna, bella, ricca, apparentemente emancipata commette l'errore fatale di sposare Gilbert, un cacciatore di dote la cui unica "nobiltà " è il gusto per le cose belle.
Come ripugna quest'uomo, come si odia la sua segreta amante madame Merle a mano a mano che la lettura prosegue.
Forza, ribellati, vorremmo così incitare la nostra eroina, ma per lei un errore va pagato fino alla completa distruzione di sé.
James scava nella psiche dei personaggi con la crudeltà di un minatore, come se la materia vivente non fosse altro che terra e pietra.
Dopo anni, il romanzo non è mutato e non si può riscriverlo così come non si può riscrivere una vita vissuta. Tuttavia si vorrebbe credere , sperare, che la conclusione aperta lasci, almeno al lettore, una possibilità di ribellione.
Trenette65Trenette65 wrote a review
11
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daviddavid wrote a review
07
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Henry James - Ritratto di signora
Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Lo metto sicuramente nella mia top ten. Da tanto non mi capitava di essere così rapito ed affascinato da un autore, ma soprattutto da un suo libro.

La prima cosa che mi ha profondamente colpito di questo Ritratto di signora è lo stile di scrittura di James, così pulito, così apprezzabile dal punto di vista estetico, una vera delizia per chi legge, quasi si stesse gustando un delizioso e prelibato piatto gourmet. Tutto, dai paesaggi fino alle descrizioni dei protagonisti, ha uno stile impeccabile, una finezza di linguaggio che raramente ho letto. La cosa però che sorprende è che, accanto a questa pulizia stilistica, James non lesina alcune "battute di spirito" che smussano ogni tanto la perfezione. Infatti il romanzo è incentrato sulle vicende di Isabelle Archer e di tutto il mondo che le ruota attorno, ma quello che lo rende vincente è il modo in cui James narra, cioè dal punto di vista di un biografo che può da un lato riportare le vicende con dovizia di particolari, dall'altro si può lasciare andare ogni volta che desidera divagazioni/dissertazioni/commenti (più o meno sarcastici) sui suoi personaggi. Tutto ciò risulta estremamente gustoso e godibile e devo dire che sicuramente dà una marcia in più a questo libro. Accanto però allo stile meraviglioso ci sono anche ambientazioni estremamente suggestive; Parigi, Firenze, Roma hanno un fascino particolare quando vengono descritte dalla penna di James ed ovviamente, grazie al suo stile, ne escono tremendamente affascinanti.

Ovviamente però un libro non si legge solamente per gusto estetico, ma anche per il resto. Il resto è altrettanto bello e meritevole, nel senso che le figure tratteggiate dall'autore sono tutte molto interessanti ma soprattutto è la storia che scorre come un fiume in piena in maniera impetuosa, incessante, senza un attimo di sosta o di respiro e condita, come detto sopra, da tutta una serie di commenti fuori campo dello scrittore che permettono di accrescere il lato introspettivo e psicologico dei personaggi (soprattutto della controversa Isabelle Archer).

Insomma un libro che consiglio a tutti di leggere almeno una volta nella vita. Ci vuole ovviamente pazienza perché le pagine sono molte, perché il ritmo è si buono ma non stiamo parlando di un thriller o di un giallo. Però Ritratto di signora è un capolavoro, un gioiello non troppo pubblicizzato che meriterebbe di essere letto ogni tanto anche solo per assoporarne la bellezza.
SlideawaySlideaway wrote a review
03
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Spoiler Alert
Come non resistere al fascino del "cattivo"
Per farmi rimettere in gioco con un classico della letteratura ci è voluta una pandemia, ultimamente per mancanza di tempo e di concentrazione non mi ero mai dedicata all'impresa. Ero quasi convinta di aver ormai letto tutti I Classici che avrebbero avuto qualcosa da dirmi: grande errore perchè la letteratura sa sempre dare delle sorprese e, anche se questo romanzo non diventerà mail mio preferito, mi ha comunque dato delle soddisfazioni. Sicuramente non sono state le prime 150 pagine a colpirmi, le ho trovate abbastanza lente, non fosse per la presentazione del personaggio di Ralph che è stata approfondita e utile alla lettura successiva. Premetto che almeno parzialmente conoscevo la trama del romanzo e quindi, mentre leggevo di questa Isabel che rifiutava gli uomini più innamorati e galanti del pianeta, mi chiedevo cosa l'avrebbe fatta capitolare successivamente per un uomo non molto virtuoso. Nella parte iniziale del romanzo la protagonista non appare particolarmente simpatica, quasi viene spontaneo dispiacersi per gli uomini che ha rifiutato e che continueranno a rincorrerla per tutto il romanzo. Dopo molte pagine il romanzo è diventato più avvincente con l'entrata in scena di Madame Merle e successivamente di Gilbert Osmond, ma anche con la descrizione dei viaggi di Isabel, che vanno a toccare Firenze e Roma, scenari che vengono descritti tanto bene da sembrare di esserci immersi. Ho cercato nel testo la risposta alla mia domanda iniziale e penso che neppure Isabel sia stata in grado di spiegare come mai avesse scelto di sposare Osmond, mi sono quindi data l'unica risposta possibile: Isabel si era innamorata. Gli uomini diversi, ma allo stesso modo rispettosi, che si erano in precedenza proposti a lei non le avevano suscitato questi sentimenti, mentre un uomo senza ricchezze, senza professione, affascinante ed enigmatico era riuscito a colpirla al cuore. La parte del romanzo successiva al matrimonio è quella più interessante, si legge in ogni riga la delusione di Isabel, il suo tormento interiore e la disperazione che prova nel non sentirsi amata da suo marito. Viene descritto con maestria il potere che Osmond esercita su di lei, un controllo dettato anche dalla necessità di Isabel di punirsi per aver fatto la scelta sbagliata, infrangendo tutte le speranze di felicità che aveva avuto. Alla protagonista è capitato quello che a tanti succede, innamorarsi dell'apparenza di qualcuno: di uno sguardo, dei modi eleganti, dell'intelligenza e della tenerezza con cui Osmond si prendeva cura della figlioletta. Solo successivamente diventa evidente la crudeltà di questo personaggio, la sua intenzione di possederla e di elevare sè stesso proprio grazie a questo possesso. Come ci comunica l'autore più volte, Osmond avrebbe potuto scegliere una donna solamente ricca e invece l'aveva voluta anche intelligente, in modo da poterla mostrare alla società come un suo trionfo. Anche per lui però ci sarà solo infelicità, perchè Isabel, seppur rispettosa del marito, riesce ad evadere dalla prigione in cui l'aveva avvolta, osando disobbedirgli. Molto interessante come James descrive la sensazione di Isabel di non poter rendere felice il marito con nessuna delle sue scelte, sia seguendo i desideri di lui, sia opponendosi ad essi. Al termine del romanzo sorge la riflessione sull'importanza della libertà che, in quel periodo storico, difficilmente poteva essere prerogativa di una donna: Isabel aveva tentato di non farsi ingabbiare in relazioni che sentiva di non volere, finchè è arrivato il sentimento, seppure falsato, a distoglierla dal suo obiettivo.
Finalmente nel finale, nell'ultima conversazione con Ralph emerge l'autenticità di Isabel, che riesce ad andare oltre le regole che si era autoimposta e ad essere sincera, con il cugino e con sè stessa.