Riverside - Vol. 1
by Bianca Rita Cataldi
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Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.

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3
Chiara A.Chiara A. wrote a review
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3 stelle per RIverside
La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la trama di Riverside è stata la curiosità di scoprire cosa l’autrice, Bianca Rita Cataldi, avesse in serbo per il lettore. Si presenta come un lavoro molto valido e con tutte le carte in regola: 120 pagine, primo libro di una trilogia avvolta in un misterioso gioco del tempo con una giovane protagonista, Amabel, e un ermetico ragazzino sedicenne con un ruolo cruciale nella storia, Damian. Una scuola abbandonata (o forse no) nelle vie di Riverside fa da sfondo alla vicenda, ospitando tra le sue aule segreti, rivelazioni e chissà quale sconvolgente verità.
Il libro scorre velocemente, quasi senza accorgersene si arriva alle ultime pagine, la lettura è piacevole e l’idea è notevole ma una leggerezza, che sembra tingersi di superficialità, si insinua tra una virgola e l’altra, andando così a ledere i punti forti del romanzo. Dilemmi esistenziali e riflessioni profonde sulla vita si alternano a citazioni che stonano (come il riferimento a Chuck Norris) attraverso uno stile di scrittura estremamente semplice, forse troppo in alcuni punti.
Sin dalle prime pagine, il romanzo getta il lettore nella mischia senza fornirgli punti di riferimento cui potersi aggrappare nella tormenta: siamo catapultati letteralmente nella storia e cresce automaticamente un senso di straniamento rispetto a quanto stiamo leggendo, tanto da farmi venire il dubbio che stessi leggendo il secondo numero di una saga già iniziata. Dopo un inizio per direttissima, il romanzo sembra riprendersi nella parte centrale dove la storia prende piede e la suspense porta il lettore a voltare una pagina dopo l’altra per scoprire cosa capiti ad Amabel, incontrando personaggi strambi e sui generis ma pur sempre simpatici, come Rachel, amica di Amabel, o il bibliotecario della scuola, ma anche figure contorte ed inquietanti, come Megan, amica di Damian. Segue poi una sorta di ricaduta, infatti quanto detto per l’incipit vale anche per il finale: troppo brusco e diretto, quantomeno necessitava più spazio per potersi abituare all’idea della conclusione.
Assegno tre stelle al romanzo perché l’idea e l’intreccio mi hanno colpito e sono originali, anche se qualcosa di Riverside mi riporta al mondo del bianconiglio e dello stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie; è la messa in atto del potenziale che non mi ha convinto in tutti i punti, soprattutto l’ambiguità del rapporto tra Damian e Amabel a metà tra lo smaliziato e l’ingenuo.
Traspare infine dalle pagine un amore per la musica - sono molti i riferimenti all’interno del testo - e per lo studio classico, la presenza del latino è insolita e rara all’interno di un romanzo per ragazzi.
Auguro in ogni caso molta fortuna all’autrice, giovanissima e piena di coraggio nell’affrontare il mondo crudo e brutale della critica con le sue pubblicazioni.
antoinette87antoinette87 wrote a review
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→ Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: thebookishteapot.blogspot.de/2016/02/recensione-riverside-di-bianca-rita.html

Regno Unito e note di mistero con un tocco di vintage sono sempre una buona premessa per me. E' per questo motivo che ho iniziato a leggere Riverside di Bianca Cataldi, ma dopo un paio di pagine ho avuto come l'impressione che qualcosa mancasse, o che - al contrario - ci fosse qualcosa di troppo.

La protagonista Amabel, una ragazza venticinquenne come tante laureata in economia (questo fatto viene svariate volte ripetuto all'interno del libro, come a marcare un'importanza anche se a mio avviso non è rilevante), viene inspiegabilmente sbalzata al di fuori del suo mondo per atterrarne in un altro completamente identico nei luoghi e nei tempi ma totalmente diverso circa le persone che si ritrova attorno.
Come abbia fatto, e quale sia stato l'elemento scatenante affinché si verificasse questo viaggio inter-dimensionale (o come vogliamo chiamarlo) non ci è dato a sapere... almeno in questo primo volume. Ed è proprio codesto uno degli elementi che rendono tutto il libro traballante. [...]