Romance
by Chuck Palahniuk
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La felicità è una bomba a orologeria e il mondo un luogo disseminato di candele profumate, lucine difettose e prese elettriche sovraccariche pronte a far divampare un incendio. O perlomeno questo è il mondo dei personaggi di Palahniuk, che non cede mai al sorriso di plastica del pagliaccio americano e nemmeno al grande sogno degli eroi venuti dalla provincia. Ma scava più a fondo e vede la desolazione dietro le coppie felici, l'astuzia perversa dei bambini, la crudeltà dei figli e l'egoismo dei genitori, le bugie che cementano i matrimoni più di qualsiasi promessa nuziale. I suoi adolescenti sono compulsivi consumatori di show televisivi a premi dove il pubblico succhia LSD da francobolli di Hello Kitty e i partecipanti possono vincere tutto fino a morire. Sono ragazzini disturbati che provano un nuovo tipo di sballo, l'elettroshock con defibrillatore, oppure desiderano raggiungere il padre morente solo per potergli raccontare un'ultima barzelletta crudele. Sono adulti grassi che sposano modelle ritardate, lavoratori dalle personalità di scimmia o coyote, e donne che sposano uomini che non sono una cima "con lo stesso spirito con cui si può assumere un dipendente a tempo indeterminato".

Chuck Palahniuk torna al racconto breve dispiegando alla massima potenza tutti i suoi poteri di narratore, e noi lettori siamo assolutamente felici che non li usi a fin di bene.

All Reviews

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steam engeniussteam engenius wrote a review
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Spoiler Alert
www.scaffalivirtuali.altervista.org
É una raccolta di racconti così diversi tra loro che ho avuto difficoltà nello scegliere il genere, allora semplicemente ho risolto escludendoli tutti. I racconti sono circa una ventina, tutti molto brevi tranne uno, in cui si chiudono gli omosessuali in un istituto specializzato nel curare la loro "malattia" (l'autore è dichiaratamente omosessuale). Per lo più i racconti lasciano davvero molto poco, si dimenticano quasi tutti in fretta nonostante tocchino argomenti tanto cari a questo autore. Per lo più sesso, presente in molte storie in modo diretto ed esplicito o indiretto, come nella storia di un ragazzo che usa il suo pene per creare una disgustosa colonia di batteri e quant'altro, che finiscono col renderlo un mutante. Le storie che mi hanno veramente trasmesso qualcosa, però, sono solo due. La prima è quella di un uomo che viene attirato ed imprigionato nei condotti delle fogne della città, un'esperienza raccapricciante non solo per la sorte che gli capita, ma perché lì trova le spiegazioni dell'abbandono di suo padre quando era solo un bambino e pensa che questa stessa triste sorte, senza alcuna motivazione apparente, potrebbe essere riservata anche a suo figlio. La seconda è quella che riguarda un cavallo, diventato famoso per aver avuto un rapporto sessuale con un uomo causandone la morte per emorragia interna. L'animale viene visto come un assassino, ma la figlia ne è innamorata, è consapevole della storia dell'animale ed è una fredda affarista. Due storie pesanti ma belle, che trasmettono emozioni profonde. Troppo poco, però, in un libro di questa lunghezza. Peccato, perché a tratti l'antico genio di questo autore si mostra in tutta la sua forza.
terraterra wrote a review
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QuarziaQuarzia wrote a review
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BuendiasBuendias wrote a review
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NemseckNemseck wrote a review
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Un autore alla ricerca di se stesso
Avete presente quando, a volte, nelle classi si verifica quel particolare fenomeno di connessione fra insegnante-studente per cui il primo arriva ad aspettarsi un certo standard dal secondo? "Certo è una cosa piuttosto normale", direte voi. No. Io parlo esattamente di quel tipo di rapporto in cui il/la prof diventa un vero e proprio genitore aggiunto, con tante aspettative verso il proprio allievo da trascendere il puro esercizio professionale del rituale di voti, interrogazioni, eccetera eccetera.

Esattamente quella situazione che mi viene da chiamare "l'occhio del cercatore d'oro": lo studente non è più solo uno studente, ma diventa una risorsa dietro la quale si scorge qualcosa di più.

Ecco. Il solito pippone preparatorio per spiegare il tipo di rapporto che mi lega a Chuck Palahniuk e perché questa raccolta di racconti, "Romance", l'avrei sicuramente valutata diversamente se fosse stata scritta da qualsiasi altro autore.
Da Palahniuk io mi aspetto molto, mi sono sempre aspettato molto fin da quando ho preso in mano "Fight Club", "Survivor", "Invisible Monsters" e compagnia. Ho letto tutto di lui, ho seguito la sua evoluzione e, purtroppo, sto assistendo a quella che a mio giudizio da diverse uscite letterarie è diventata la sua involuzione.

Il punto bassissimo toccato con "Beautiful You" si riprende decisamente con "Romance", che propone una serie di storie a chiaroscuri: a tratti alcune convincono, a tratti sembra di ritrovare fra le righe la genuinità della narrativa di Palahniuk, ma in molte altre situazioni emerge la "vena" dell'ultimo periodo; quella di un autore quasi in cerca di se stesso, che per ritrovarsi arriva ad imbastire una grottesca scimmiottatura del proprio "io" dei tempi andati.

È più forte di me. Mi rendo conto che se questa raccolta la considerassi il mio primo approccio all'autore, potrei anche trovarla interessante, con spunti "hardcore" forzati senza troppi motivi, senza quel contesto con cui lui è sempre stato abile nel rivestire le proprie storie, rendendole vivide, credibili.

Palahniuk è quello studente-pepita-d'oro che ha smesso di essere pepita d'oro, è come se la vena si fosse esaurita e cercasse in tutti i modi di tornare ai fasti di un tempo senza riuscirci, forse convinto di farlo nella sua testa. Sono molto critico non perché "Romance" sia un libro brutto, pesante, che non si fa leggere, sono molto critico perché da Chuck ci si aspetta di più, molto di più.

È come ad assistere al tramonto di una rockstar, che continua a scrivere canzoni con gli stessi accordi sperando che la formula continui a funzionare, sperando che bastino quelli a far tornare la magia dei tempi andati.

rossettimarco.com/2017/06/romance-chuck-palahniuk