Rulli di tamburo per Rancas
by Manuel Scorza
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"Rulli di tamburo per Rancas" è una ricostruzione di fatti reali popolata da personaggi di cui tuttora si occupano le cronache. Héctor Chacón, detto il Nittalope, trasformato in leggendario bandito dall'ingiustizia, uscì dal carcere solo nel 1972, e il soffocante Recinto, incombente e mobile come un... More

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Solo mezza bocca sorrideva. Si comprovò allora la fragilità del desiderio umano
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Solo mezza bocca sorrideva. Si comprovò allora la fragilità del desiderio umano
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L'altitudine bestia,il freddo,la puttana solitudine,scoraggiava chiunque.
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L'altitudine bestia,il freddo,la puttana solitudine,scoraggiava chiunque.
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In quasi tutti i villaggi di Cerro de Pasco - e in quasi tutta la Repubblica del Perù - le terre migliori sono delle aree insultate dalle piogge maleodoranti dei bisogni pubblici. Quei terreni sono monumenti alla speranza. Il Municipio li riserva per immaginari e ripetutamente promessi edifici pubblici. Ogni volta che il Prefetto o il Deputato promettono una scuola o un ospedale, l'ottimismo del Municipio riserva un terreno. Il Consiglio Comunale e la popolazione assistono alla solenne posa della "prima pietra" degli edifici pubblici. Non si posa mai la seconda. Il più modesto villaggetto può vantarsi di dozzine di "prime pietre"; mercati, scuole, ospedali, uffici di agropecuaria, viali immaginari espongono la loro prima pietra all'ingenuità. Tutto il Perù è una prima pietra. Cerro de Pasco, capitale del distretto, vanta, naturalmente, moltissime "prime pietre" più di qualsiasi altra provincia. Ma come dice il proverbio, "nessuno sa per chi lavora."
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In quasi tutti i villaggi di Cerro de Pasco - e in quasi tutta la Repubblica del Perù - le terre migliori sono delle aree insultate dalle piogge maleodoranti dei bisogni pubblici. Quei terreni sono monumenti alla speranza. Il Municipio li riserva per immaginari e ripetutamente promessi edifici pubbl... More
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"Quel gringo Troeller è un figlio di una gran vacca!" disse furiosamente l'Alcalde, quando uscì.
Una definizione così ovvia non impedì che due giorni dopo Cerro de Pasco si risvegliasse al buio. Cerro è una città scura; la brevità del giorno, la nevicata continua, la nebbia, costringono a mantenere la luce accesa notte e giorno; e, ciò nonostante, la gente continua a perdersi nelle viuzze. Privata della fioca consolazione delle lampadine elettriche, Cerro si trasformò in un tunnel. Non era la prima volta. Molto prima dell'arrivo dell'indimenticabile barone rosso, Cerro de Pasco aveva vissuto nel buio. La luce elettrica era sconsciuta. Il logorante lavoro nelle miniere decimava la popolazione india. Per non parlare dell'epoca dello sfruttamento coloniale: un vero ossario. Non appena nata la Repubblica, i filoni indeboliti illanguidivano per mancanza di mano d'opera. Nonostante la sorveglianza, gli indios se la davano a gambe. Non rimase altro rimedio che rinchiuderli, per tutta la vita, nelle miniere. Ingaggiatori col miele sulle labbra percorrevano le province abbagliando la gente con la prospettiva di salari colossali. Pagavano anticipatamente. Sedotti da bariletti di acquavite, ammaliati da tagli di stoffa, da camicie e prefino da scarpe, i contadini si arruolavano. A Cerro de Pasco venivano immersi nelle gallerie: non riemergevano più. Le sentinelle armate bloccavano le uscite. Vivevano e morivano nelle gallerie. Di tanto in tanto i capoccia riportavano alla luce un uomo-topo: lui stesso li supplicava che lo riportassero nelle tenebre. Non ce la faceva più a soportare la luce del sole. L'unica cosa che ottennero gli uomini-topo fu l'autorizzazione a far scendere i parenti nelle viscere della miniera. Famiglie complete, cani compresi, scesero a vivere nelle grotte. Migliaia di uomini-topo lavoravano, mangiavano, fornicavano in una città sotterranea forse più vasta della stessa Cerro de Pasco. Una razza dagli occhi speciali, quella dei bambini-topo, cresceva nelle gallerie senza prestar fede alle fole di un sole diverso da quello delle torce dei tunnel. Non si potrà mai sapere quanta gente visse laggiù. Non sono sepolti nel cimitero di Cerro de Pasco, ma in un camposanto sotterraneo.
[...] La popolazione furiosa si divise tra quelli che dicevano per-che-cazzo-ci-siamo-andati-a-mettere-contro-i-gringos e quelli che sostenevano che-bellezza-finalmente-cominciamo-a-menar-le-mani. Della seconda fazione facevano parte tutti gli innamorati. L'oscurità crepitava di baci. Le ragazze uscivano per comprare il latte: tornavano con un figlio. Gli amanti benedicevano la "Cerro de Pasco Corporation". Le adultere si abituarono a farsi sostituire da un sacco di patate nel talamo coniugale per gabbare le collere dei cornuti. Grazie al pertinace carattere di Mr. Troeller, padri severi, mariti abusivi, e madri insopportabili trovarono castigo. I mariti cornuti e i padri delusi esploravano strade e piazze, inutilmente: il vento di Cerro non tollera torce. Nel suo ufficio illuminato, Mr. Troeller ignorò sempre la gratitudine di tanti cuori. Nove mesi dopo, il litigio con "La Cerro" si tradusse nell'incremento della curva demografica. Molte coppie riconoscenti sognarono di battezzare i nuovi cittadini col nome di Harry. La "Cerro de Pasco Corporation" non seppe trarne alcun vantaggio. Sarebbe bastata una distribuzione di pannolini o perfino di semplici biglietti di felicitazione. Ma alla "Casa di Sasso" non venne in mente di ricorrere a un così elementare provvedimento di relazioni pubbliche. In tal modo, "La Cerro" perse un'opportunità.
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"Quel gringo Troeller è un figlio di una gran vacca!" disse furiosamente l'Alcalde, quando uscì.
Una definizione così ovvia non impedì che due giorni dopo Cerro de Pasco si risvegliasse al buio. Cerro è una città scura; la brevità del giorno, la nevicata continua, la nebbia, costringono a mantenere
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A che cosa avrebbe condotto un processo? E improvvisamente, non si seppe mai perché, un'epidemia flagellò Cerro de Pasco. Un virus sconosciuto infettò gli occhi degli abitanti. Apparentemente, le vittime godevano dell'integrità della loro vista, ma una misteriosa oftalmia sottraeva alla percezione alcuni oggetti. Chi era affetto da tale infermità era in grado di scorgere, per esempio, le macchie del vello di una pecora a un chilometro di distanza, ma era del tutto incapace di distinguere un recinto lontano cento metri.
[...] Si mormorava che il virus veniva dalla selva. Possibilissimo. Cerro de Pasco è passaggio obbligato per i camion che trasportano frutta da Tingo Maria a Lima. Era la frutta? La gente povera, i figli dei minatori, non conoscono il sapore delle papaie e delle mele. I Notabili godono a volontà della freschezza delle pesche duracine e della dolcezza delle banane di Tingo Maria. Il virus li aveva colpiti forse per quella ragione. Il Prefetto Figuerola, il Giudice Parrales, il Comandante Canchucaja, l'Agente delle Tasse Moreyra e perfino i capi della Caserma della Guardia Civile smisero di vedere certe cose. Fortunatamente, la malattia non era grave e le attività non vennero interrotte. Le autorità, e specialmente il Prefetto Figuerola, furono additati ad esempio di virtù civica. Continuavano ad espletare le loro mansioni.
[...] ma una mattina il Prefetto Figuerola fece fermare la sua automobile alla porta dell'Hotel Francia per comprare una bellissima coperta di Ayacucho. Si scoprì così che distingueva i colori. Ma, invece, non riusciva a distinguere il Recinto. Un giorno, le squadre eressero due portoni di legno, alti sei metri e larghi quanto la strada, alle due uscite di Cerro de Pasco, sia sulla strada per Huanuco, sia su quella per La Oroya. La città si allarmò. Ma le autorità non vedevano nemmeno i portoni. Solo l'Alcalde era immune dalla malattia; forse perché era di Trujillo, o forse perché aveva l'abitudine di bere delle grandi quantità di tè, l'epidemia lo aveva risparmiato. Forte della sua immunità, fece convocare un'assemblea straordinaria solo per constatare che la metà dei consiglieri erano, purtroppo, vittime dell'epidemia. L'altra metà esitava.
[...] L'Alcalde sollecitò un abboccamento. Il Sovrintendente de "La Cerro", Mister Harry Troeller glielo fissò per quindici giorni dopo. L'Alcalde insistette e l'appuntamento venne spostato a quattro giorni dopo. La notizia si sparse. Il giorno stabilito per l'incontro, una folla di comuneros accompagnò l'Alcalde e i consiglieri. I Notabili entrarono nell'imponente "Casa di Sasso" alle sei e ne uscirono alle sei e quattordici: nemmeno a "La Cerro" era nota l'esistenza del Recinto.
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A che cosa avrebbe condotto un processo? E improvvisamente, non si seppe mai perché, un'epidemia flagellò Cerro de Pasco. Un virus sconosciuto infettò gli occhi degli abitanti. Apparentemente, le vittime godevano dell'integrità della loro vista, ma una misteriosa oftalmia sottraeva alla percezione a... More
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Il sergente Cabrera, incrollabile partigiano della candidatura unica di un Generale, futuro Presidente della Repubblica, era venuto a sapere che Remigio propagava per tutto il paese la diceria che le urne elettorali non erano altro che scatole magiche dove un voto contrario al Generale si sarebbe automaticamente trasformato in un voto favorevole al Generale. Lo scherzo costò al Niño Remigio quindici giorni di prigione.
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Il sergente Cabrera, incrollabile partigiano della candidatura unica di un Generale, futuro Presidente della Repubblica, era venuto a sapere che Remigio propagava per tutto il paese la diceria che le urne elettorali non erano altro che scatole magiche dove un voto contrario al Generale si sarebbe au... More
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Niente è più debilitante per un essere umano che le menzogne della speranza.
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Niente è più debilitante per un essere umano che le menzogne della speranza.
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Da dove cavò fuori il Personero l'idea che la professione di un giudice è quella di esercitare la giustizia? Mah! I Notabili di Rancas decisero quindi di reclamare.
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Da dove cavò fuori il Personero l'idea che la professione di un giudice è quella di esercitare la giustizia? Mah! I Notabili di Rancas decisero quindi di reclamare.
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Il Recinto continuò ad avanzare. Dopo essersi inghiottito quarantadue colli, ottanta picchi, nove lagune e diciannove corsi d'acqua, il Recinto dell'est serpeggiava alla volta del Recinto dell'ovest. La pampa non era infinita; il Recinto sì.
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Il Recinto continuò ad avanzare. Dopo essersi inghiottito quarantadue colli, ottanta picchi, nove lagune e diciannove corsi d'acqua, il Recinto dell'est serpeggiava alla volta del Recinto dell'ovest. La pampa non era infinita; il Recinto sì.
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Nel 1900, nessuno avrebbe potuto immaginarselo. "La Compagnia", che pagava lauti salari di due soles, fu accolta con gioia. Una moltitudine di mendicanti, di profughi dalle fazendas, di abigei ravveduti, invase Cerro de Pasco. Solo qualche mese dopo si notò che il fumo della fonderia assassinava gli uccelli. Un giorno ci si avvide che, oltre a tutto il resto, faceva anche cambiare il colore dei cristiani: i minatori erano variopinti; il fumo propose varianti: facce rosse, facce verdi, facce gialle. E se una faccia blu si univa in matrimonio con una faccia gialla, ne nasceva una faccia verde. In un'epoca in cui l'Europa non aveva ancora scoperto le estasi dell'impressionismo, Cerro de Pasco godette di una specie di carnevale permanente. Come è logico, molti si spaventarono e se ne tornarono nei loro paesi. Cominciarono a correre voci. La "Cerro de Pasco" fece affiggere un bollettino su tutte le cantonate: il fumo non faceva male. E in quanto ai colori, la trasformazione era un'attrattiva turistica unica. Il Vescovo di Huanuco sermoneggiò che il colore era una garanzia contro l'adulterio. Dall'unione di una faccia arancione con una faccia rossa, non sarebbe mai potuta nascere una faccia verde. La città respirò di sollievo. Un ventotto di luglio il Prefetto proclamò, dall'alto della tribuna, che andando di quel passo ben presto gli indios sarebbero diventati pallidi. La prospettiva di potersi trasformare in uomini bianchi sgominò ogni dubbio. Ma chi continuava a lamentarsi era la categoria dei contadini: nelle loro terre, sia in quelle blu che in quelle gialle o di altri colori, le sementi non attecchivano. Qualche mese dopo - 1904 - la "Cerro", pur sottolineando l'evidente ipocrisia di coloro che affermavano che il fumo avvelenava la terra, si dichiarò disposta ad acquistare i poderi in questione al solo scopo di tacitare le rimostranze. E in effetti comprò l'Hacienda Las Nazarenas del Convento de Las Nazarenas: 16.000 ettari. In tal modo, nacque la "Sezione Allevamento" della "Cerro de Pasco Corporation". Ma il Recinto di filo di ferro de Las Nazarenas non si fermò lì: poco dopo rinchiuse l'Hacienda Pachayacu, e poi l'Hacienda Cochas, e poi la Puñascochas, poi la Consac, poi la Jatunhuasi, poi la Paria, poi la Atocsaico, poi la Puñabamba, poi la Casaracra, poi la Quilla. La "Sezione Allevamento" cresceva e cresceva.
Verso il 1960, la "Cerro de Pasco Corporation" possedeva più di cinquecentomila ettari. La metà di tutte le terre del distretto. Nel mese di agosto del 1960, vuoi perché si fosse ammattito dopo una marcia che durava ormai da mezzo secolo, vuoi perché fosse stato colto da un attacco di soroche, il Recinto non riuscì più a fermarsi. Nella sua pazzia, anelò tutta la terra. E cominciò a camminare, a camminare.
Un giorno, un treno fuori itinerario si fermò alla stazione facoltativa di Rancas.
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Nel 1900, nessuno avrebbe potuto immaginarselo. "La Compagnia", che pagava lauti salari di due soles, fu accolta con gioia. Una moltitudine di mendicanti, di profughi dalle fazendas, di abigei ravveduti, invase Cerro de Pasco. Solo qualche mese dopo si notò che il fumo della fonderia assassinava gli... More