Saghe della vinlandia
by Gísli Sigurđsson
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Le Saghe della Vinlandia sono tra le opere più interessanti del ricco medioevo letterario islandese. Esse narrano di spedizioni verso terre sconosciute e della scoperta del continente americano da parte dei navigatori vichinghi all’alba del secondo millennio.
Pagine poco note della storia europea in cui ritroviamo lo spirito, i timori, le aspettative e le alterne fortune degli antichi viaggiatori nordici, intrepidi esploratori capaci di solcare ogni mare.
L’edizione è impreziosita, oltre che da un saggio introduttivo, da mappe, glossari e da un testo inedito in italiano, il Racconto dei Groenlandesi.

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ilsegretodelboscoilsegretodelbosco wrote a review
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Le Saghe della Vinlandia raccolgono i racconti di viaggi, spedizioni e uomini che, al tempo dei Vichinghi, hanno avuto a che fare con le terre americane.
Non si tratta di storie inventate, ma di testimonianze postume basate su memorie di tempi passati, trasmesse oralmente e, solo dopo decenni se non addirittura secoli, trascritti.
E’ fuori di dubbio che si tratti di eventi accaduti realmente, ma altresi che non rispecchino esattamente lo svolgimento dei fatti.
Come è noto, l’Islanda venne occupata stabilmente da genti provenienti da Norvegia, Irlanda e Isole Britanniche solo dopo l’870. Poi, attorno alla fine del I millennio, furono i Vichinghi a raggiungere per primi la Groenlandia, quindi da lì, il nord del continente americano. Dopo alcuni anni di tentativi di colonizzazione, vennero cacciati dai nativi e così si dovette aspettare 500 anni ancora.
Quando Eirikr il Rosso giunse in Groenlandia, vi trovò tracce di presenza umana, quella di genti provenienti dalla Vinlandia. Che si trattasse di una terra con uva selvatica è confermato dal fatto che, quando arrivarono i francesi nel Golfo di San Lorenzo, quasi 500 anni dopo, diedero il nome di Ile de Bacchus ad una località oggi vicina alla città di Quebec.
Sulla penisola di Terranova, attorno al 1960, furono scavate abitazioni del tutto simili a quelle usate dai Vichinghi in Islanda e Groenlandia, che restano ancor oggi le evidenze archeologiche più importanti riguardo la loro presenza nel Nord America.
La parte centrale di quest’opera è il testo che racconta di antiche rotte e di viaggi durati a volte anni,.
Si sa che Eirikr il Rosso trascorse tre anni ad esplorare la Groenlandia e alla fine reclamò per sé la zona agricola migliore di quella terra.
Il lettore deve avere tenacia nell’andare oltre nomi impronunciabili e ancor meno possibili da ricordare, come nel caso dell’incipit di “Eirikr Saga Rauda” (la Saga di Eirikr il Rosso)…”C’era una volta un re guerriero di nome Oleifr, che era conosciuto come il Bianco. Era figlio del re Ingialdr, figlio di Helgi, figlio di Olafr, figlio di GuðrØðr, figlio di Halfdan Gambabianca, re delle genti dell’Upland norvegese…”
…Ecco, se si ha questa tenacia, si possono cogliere fra le pagine perle davvero preziose.