Scheletri
by Zerocalcare
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Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all'università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana. Un romanzo grafico che l'autore definisce "più efferato del solito" a cavallo tra realtà e invenzione, tra oggi e vent'anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.

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Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
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Zerocalcare Thriller edition! E d'accordo che certi suoi temi e ansie esistenziali ai thriller JE SPICCIANO casa, ma qua andiamo verso un senso più letterale del termine.

Zero trova per terra qualcosa di familiare, lo raccoglie e non capisce subito cosa sia perchè è troppo fuori posto... Cilindrico. Molliccio. Ha qualcosa che sembra ... un'unghia??? Eh si, è un dito mozzato.
Che è successo?

Per saperlo dobbiamo fare un passetto indietro, ritrovare un Calcare diciottenne con una cresta rossa in testa, alle prese con i primi giorni all'università... O meglio i primi giorni a schivarla, passando il tempo in metropolitana.
Qui conoscerà un "regazzino" di appena due anni più giovane di lui... Arloc. Per lui calcare diventerà un po' un grande amico, un po' un fratello maggiore, un po' mentore.

Non mancano i consueti temi e aspetti autobiografici: amicizie, sensi di colpa, insicurezze, inadeguatezze.
Come sempre ci si immedesima fin troppo bene nel suo "personaggio", il senso di comunanza che creano le sue pagine è sempre ben saldo. A rafforzarlo tante citazioni, a volte non più del tutto pop, quando spuntano il filosofo Noam Chomsky e anche il mio caro Emmanuel Carrère.

Oltre a queste caratteristiche che ormai si conoscono molto bene e ci si aspetta quando si apre un libro di Zerocalcare, quel che si nota meglio qui è quanto sappia costruire bene una storia, inventata o meno, con un bell'intreccio, una narrazione che gioca tra passato e presente, suspace, un tocco di Pulp tra droga e sangue, scene e situazioni molto cupe anche se vengono poi sempre alleggerite appena si gira pagina con una nuova vignetta che strappa un sorriso.

Fa sorridere che Zerocalcare si dipinga sempre come un mezzo fallito... E poi continua a confermare il suo genio con lavori come questo. Visto che si tende così tanto a immedesimarsi in lui, fa ben sperare
GgalaGgala wrote a review
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CaterinaCaterina wrote a review
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CleliaClelia wrote a review
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covadongacovadonga wrote a review
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