Scomparso
by Joseph Hansen
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Dopo la scoperta di una macchina finita sotto a un ponte, la polizia dichiara la morte per incidente del suo proprietario, il famoso speaker radiofonico e musicista Fox Olsen, nonostante il corpo non sia stato ritrovato. Giunto sul posto per conto di una società di assicurazioni, l’investigatore Dav... More

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благородныйблагородный wrote a review
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lunatica "minoritaria"lunatica "minoritaria" wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Yellow Ice - 16 mar 13
Una scoperta tardiva, diciamo interessante, anche se con alcuni limiti. Hansen è stato uno strano tipo di scrittore americano, morto ottantenne meno di dieci anni fa. È, infatti, sempre stato in prima linea per la battaglia dei diritti degli omosessuali, e del loro riconoscimento. Sposa ventenne una signorina lesbica con la quale ha una figlia, ed insieme alla quale rimarrà fino alla di lei morte nel ’94. I suoi libri non sono molto diffusi in Italia, ne sono usciti 8 titoli su una quarantina pubblicati. E solo 3 ripubblicati dopo il 2000. Certamente, soprattutto agli inizi, non risulta un autore “facile”, anche se fa di tutto per inserire le sue storie in contesti “appealing” come direbbero i pubblicitari nostrani. Ed un autore che parla di queste cose negli anni ’70 in Italia non credo avesse molto spazio. E proprio nel ’70 invece, Hansen pubblica il primo libro delle avventure di Dave Brandstetter, un agente assicurativo apertamente omosessuale (continuo ad usare questo termine, per rispetto all’autore che aveva in odio il termine “gay”). Una quindicina saranno poi i romanzi dedicati a Dave, ed alle sue indagini. Perché l’altro lato della vicenda è inserire il contesto normale in un altro contesto “normale”: la vita violenta di tutti i giorni. In questo primo libro, non raggiunge i toni della violenza alla Dashiell Hammett ed amici investigatori vari, ma ci si avvicina. Da un lato conosciamo Dave ed i suoi tormenti (gli è appena morto di cancro il compagno ventennale Rod, ed ogni tanto ha colloqui tormentati con la sua amica Madge, ricalcata sulla figura della moglie). Dall’altro Dave viene immerso nella vicenda della scomparsa di Fox, un popolare conduttore di spettacoli radiofonici di una piccola cittadina americana, candidato a sindaco contro il potente del posto. Dave inizia le sue indagini, cercando di scoprire chi sia lo scomparso, anche perché se morto l’assicurazione deve pagare (e tanto). E lui vuole scoprire invece se sia vivo. Entrando in collisione con tutti. Con la moglie di Fox, che da tempo ha una relazione con il capo di Fox. Con il capo di Fox, che si vede finalmente la strada libera. Con il vecchio padre di lei, uno dei potenti della cittadina di Pima. Con la segretaria di Fox, che lo adora, e con il di lei ragazzo, che è geloso. Con la figlia di Fox e soprattutto il di lei marito, speranzoso costruttore rampante. Infine, last but not least, con il sindaco uscente, che vedeva in Fox una concreta minaccia al suo potere. Fox che era stato sempre un perdente, sostenuto solo dalla moglie. Ma Dave non demorde, scava che ti scava, scopre al fine che il nostro Fox era depresso da 20 anni per aver perso il suo amore di gioventù. Che inaspettatamente ritorna. Ovviamente è anche lui un uomo. E quindi, nella benpensante Pima si scatenano (o potrebbero) elementi dirompenti: nessuno, neanche il suocero o la figlia, avrebbero accettato lo “scandalo” di un illustre cittadino omosessuale. Fox allora fugge (inscenando il teatro della scomparsa, che dal titolo inglese vien più come dissolvenza in termini cinematografici, che un’immagine si muta impercettibilmente in un’altra). Da qui Dave ipotizza una buona serie di possibili finali, che in realtà poi Fox muore davvero. È stato Doug con cui ha litigato? È stato il sindaco pauroso di perdere posto e soldi? È stato il genero in cerca dei soldi dell’eredità? È stato il suocero timoroso degli scandali? È stato il geloso fidanzato della segretaria? Solo uno sarà alla fine quello vincente di finale. Nel complesso quindi una vicenda ben congeniata, anche se datata (in fondo il romanzo ha più di 40 anni). Ma gradevole che tutti i temi trattati non sono affrontati con voglia di scandali alla Busi, ma con la normale e giusta penna di uno scrittore.
“In venti anni puoi dire e fare cose che vorresti non aver detto e non aver fatto. In vent’anni puoi accumulare rimpianti a non finire. E poi, quando è troppo tardi, quando non c’è più nessuno a cui dire mi dispiace o non volevo, allora il rimpianto ti toglie il sonno, l’appetito, la facoltà di parlare, di lavorare. Vorresti smettere di vivere.” (52)