Scrittori e amanti
by Lily King
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Casey è una ragazza di trent’anni che ha fatto un patto con se stessa: non pensare ai soldi e al sesso, almeno al mattino. Appassionata di letteratura e aspirante scrittrice, si è indebitata pesantemente per pagarsi gli studi, e ora si ritrova a vivere in una sorta di capanno degli attrezzi nel giardino di un amico e a lavorare come cameriera all’Harvard Social Club. Di recente ha perso la madre, con la quale aveva un rapporto di confidenza profonda e che rappresentava, sebbene vivesse dall’altra parte del paese, la sua unica ancora affettiva. E infine, gli uomini: reduce dall’ennesima relazione fallita in maniera inspiegabile, girovagando per librerie e happening letterari Casey incontra due scrittori che cambieranno le cose. Da una parte c’è Silas, giovane poeta gentile e sognatore spiantato quanto lei, e dall’altra Oscar, maturo padre di famiglia in lutto per la perdita della moglie, autore affermato prigioniero del proprio talento. Incapace di scegliere tra i due, Casey condurrà un ménage à trois facendo infine trionfare la scrittura e con essa la propria maturità come persona e artista.

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61PAT61PAT wrote a review
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ii wrote a review
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I sogni son desideri
Tutti cresciamo dentro ai nostri desideri.
Essi spuntano impercettibilmente come dal nulla, a volte. Rimangono silenti e poi improvvisamente ti accorgi di loro e ci devi fare i conti. Oppure esplodono come fuochi d’artificio nel sangue e possono diventare perfino dolorosi.
Alcuni desideri si compiono, altri no. Alcuni scompaiono nel tempo, si rimpiccioliscono come prugne lasciate a seccare al sole e, semplicemente, un giorno, non sono più importanti. Altri ti rimangono dentro, incastonati come un frammento di vetro nelle ossa.

Alcuni desideri non sono desideri, ma solo sogni, immagini, pensieri che hanno a che fare coi desideri ma solo di sfuggita.

Ad esempio, non so, io da adolescente ho desiderato fortissimamente che la famiglia Caulfield fosse la mia famiglia o di vivere in “Franny e Zooey”. Ma ero solo una ragazzetta di un paesino nel milanese e diventare il personaggio di un romanzo non era praticabile in nessun modo.

Questo romanzo non avrebbe dovuto piacermi. Troppi scrittori, troppi amori deludenti, troppe disillusioni e il lieto fine che non mi convince quasi mai nei libri che solitamente mi piacciono.
Ma Casey è un personaggio che, col tempo, si fa voler bene.
Sì porta in giro per il romanzo i desideri come le molliche di pane di hansel e Gretel. Li semina ovunque, a sproposito.
E forse è per quella tenerezza di vedere tanti desideri sprecati che non si può, alla fine, non volerle un po’ di bene.
Alla fine del romanzo mi sono pure commossa a un certo punto. E succede raramente.
Sarà che ho messo la mano in tasca e le mie dita hanno incontrato degli oggetti minuscoli e lisci, come semi.
Vi ho riconosciuto alcuni desideri che non ricordavo di avere.
Ho deciso, poi, di metterli in terra
XenjaXenja wrote a review
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«Lei è una scommettitrice. Ha scommesso. S’è giocata tutto quello che aveva».

«Su questo romanzo? È stata una pessima scommessa. Non riesco nemmeno a finirlo».

«Non sul romanzo. Per lei, avere successo o fallire non dipende da quello che succede con un mucchio di fogli. Su se stessa. Sulle sue fantasie. Quindi cosa vuole adesso, a trentun anni?».

«Voglio finire il libro».

Annuisce.

«E cominciarne un altro».

Ride. «Lei è una che gioca duro».

 

Libro che ricorda il classico di John Fante 'Chiedi alla polvere', perché il tema è il sogno di scrivere e pubblicare, fra mille difficoltà. L’ho trovato intenso, sincero e struggente quasi quanto quello di Fante, doloroso e felice, divertente e malinconico al tempo stesso, ma forse il mio non è un giudizio razionale perché, accidenti quanto mi assomiglia la protagonista! O meglio, assomiglia a quella che ero alla sua età o poco prima, a ventisei-ventotto anni, e facevo una vita davvero simile alla sua. Anche se gli USA, pur con tutti i problemi che sappiamo, resta pur sempre la terra dei miracoli in confronto al nostro miserabile paese, mi sono ritrovata al cento per cento fra queste pagine: che sensazione curiosa. E che nostalgia. Casey ha un sacco di problemi, come li avevo io allora, ma a quell’età tutto è ancora possibile e uscire di casa, ogni giorno, un’avventura.

 

«Be’», dice infine, «liberarsi di tutto ha i suoi bei vantaggi».

Perlustra avidamente il nulla della mia vita. «Qui dentro c’è il profumo della libertà, Casey. Non riuscirai a sentirlo finché non l’avrai perduta».

 

Ragazzi, quant’è vero: godetevela finché dura, trentenni.