Se i gatti scomparissero dal mondo
by Genki Kawamura
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Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell'annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di piú di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr'ore in piú di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c'è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi.

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Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
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Un piccolo romanzo che dà tanto da riflettere su quelle che sono le cose importanti della vita. Un po' Faustiano, un po' vicino a un altro romanzo giapponese letto poco tempo fa, Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa, questa piccola chicca va riletta in un momento in cui potrò gustarmelo con calma. E comunque Lattuga e Cavolo sono due nomi stupendi per dei gatti.


Quando potevo ancora telefonare a mamma ero troppo impegnato a scorrere lo storico delle chiamate in arrivo per farlo. In altre parole, davo la priorità a quello che mi trovavo davanti agli occhi anziché a quello che era veramente importante. Accidenti a me, come avevo vissuto fino a quel momento? Ero stato talmente assorbito dalle piccole faccende di tutti i giorni che avevo perso il mio tempo senza dedicarlo alle cose e alle persone che per me contavano veramente. E la cosa piú spaventosa era che non mi ero nemmeno mai accorto di stare perdendo tempo prezioso. Se solo mi fossi fermato per un momento a osservare la mia vita con distacco! Avrei capito immediatamente a chi avrei dovuto rivolgere le mie telefonate.


Eravamo una famiglia, forse avevamo dato per scontato che saremmo sempre stati insieme e non avevamo mai messo in dubbio che le cose avrebbero potuto prendere una piega diversa. Cosí poco alla volta abbiamo smesso di chiederci come stavamo e abbiamo cominciato a inseguire esclusivamente le nostre ragioni, sicuri che tanto l’altro ci sarebbe sempre stato. Ma sbagliavamo.

Avevamo scambiato la famiglia per un dato di fatto, ma la famiglia non è qualcosa che esiste a priori, la famiglia è qualcosa che si crea. Io e te eravamo due persone distinte legate unicamente dal sangue. Ci siamo voluti bene, abbiamo cercato l’uno l’affetto dell’altro, ma tutt’a un tratto ci siamo accorti di avere imboccato due sentieri completamente diversi e di essere ormai distanti.



LauraTLauraT wrote a review
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