Sei storie della casa di ringhiera
by Francesco Recami
(*)(*)(*)(*)( )(37)

All Reviews

6
Giogio53Giogio53 wrote a review
00
Recami + 1 - 25 apr 21

Purtroppo, l’anno di edizione si riferisce alla raccolta delle sei storie, che, come racconti, sono invece stati pubblicati precedentemente, come indicato nella trama. L’unico tentativo, devo dire abbastanza riuscito, è di creare una sorta di filo rosso tra i vari testi, di modo che, pur non essendo un romanzo, si ha come l’impressione di seguire una logica temporale tra di loro. Infatti, il primo racconto si svolge nel Natale del 2011 e poi li altri procedono temporalmente tra Natali e Capodanni, fino all’agosto del 2014.

Fin dal primo racconto, il giallo sembra una variabile poco presente. In “Natale nella casa di Ringhiera” tratto da “Un Natale in giallo” del 2011, l’episodio scatenante è Amedeo che regala un fucile rumoroso al nipotino Enrico. Questi cerca di divertirsi con gli abitanti della casa di ringhiera, anche perché prima di sparare si sente una stentorea voce poliziottesca che rampogna i passanti. Ma è solo un pretesto per presentare, a chi ancora non li conosce, i vari abitanti della casa. Interesse quasi nullo.

Si avanza di poco, passando al “Capodanno nella casa di ringhiera” tratto da “Capodanno in giallo” del 2012. Anche qui, si gira e rigira sui personaggi della casa, sui propositi che loro e tutti noi si fanno l’ultimo dell’anno, per poi mescolarsi quando un tappo di champagne fa svenire Amedeo, e da lì partono le solite confuse circonvoluzioni in cui ognuno pensa che l’altro pensi ma che poi noi dice, per cui… Barboso.

Passano altri mesi fittizi, per cui si arriva al “Ferragosto nella casa di ringhiera” tratto da “Ferragosto in giallo” del 2013. Qui abbiamo il primo dirazzamento, visto che l’unico protagonista diventa l’anziano Luis, quello della BMW. Che rimasto solo nella casa, gli altri essendo in vacanza, si trova coinvolto nel salvataggio di una escort che scappa per oscuri motivi. C’è anche un piccolo scenario “osé” con la signorina che gira nuda per casa di Luis dopo… Ma mica ve lo dico, anche se un po’ meglio degli altri.

Ritorniamo verso Natale con “Scambio di regali nella casa di ringhiera” tratto da “Regalo di Natale” sempre del 2013, dove i regali di Natale preparati da Angela si mischiano a valle di una rapina banca. Divertente il cross-gift, e con qualche risvolto sempre tra il detto ed il taciuto, diventato il marchio di fabbrica di Recami. Si solleva un po’ il labbro per l’ironia.

Arriviamo a febbraio con “Festa di Carnevale nella casa di ringhiera o ‘El Bombo atomico’” tratto da “Carnevale in giallo” del 2014, il primo dove c’è un minimo di giallo. Per la festa tutti si travestono, e Amedeo ed Angela si trovano coinvolti nella ricerca di una collana trafugata in un ricovero per anziani. Il titolo fa poi riferimento ad un mega-botto preparto dai fantomatici peruviani della casa.

E finiamo ancora in estate con “Giallo a Milano (Marittima)” tratto da “Vacanze in giallo” del 2014, anche qui con un giallo: il ritrovamento di due gay morti in una pineta al mare, dove la famiglia Consonni ed Angela (pur se nascosta) passano una settimana estiva. Un po’ di ironia sui morti che si spostano, ed un finale al solito molto ridanciano (o abbastanza).

Come avete capito e come ormai siamo abituati, e sta diventando un marchio di fabbrica un po’ pesante, quello che massimamente succede nelle storie di Recami è che la gente non parla, o se parla non si fa capire, o chi ascolta prende fischi per fiaschi. Diventa alla fine un po’ troppo scontato e ripetitivo, riducendosi al minimo anche gli sprazzi di ilarità che caratterizzavano i primi libri.

Ma si sa, ormai l’ho imparato leggendone, che nelle serialità spesso si cade in trappole senza uscita. Si è costruito un personaggio (tipo Amedeo) con certe caratteristiche e non si riesce a farlo evolvere, a cambiare, nonostante tutte le sollecitazioni all’intorno. Così che alla fine tutto si sclerotizzata e le letture perdono il loro fascino. Speriamo si cambi!

“Era una lettrice cosiddetta ‘forte’, smaltendo all’incirca un libro a settimana.” (150) [ah]

“Amava regalare libri. La cosa la convinceva sotto vari aspetti. Prima di tutto c’era quello culturale: aveva sempre adorato la lettura … Il secondo motivo … era che i regali potevano essere selettivamente personalizzati … Il terzo motivo era, non c’è da vergognarsi, economico.” (150)

GG CiappiGG Ciappi wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
01
(*)(*)(*)(*)(*)
SegretantoSegretanto wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Angelo PierottiAngelo Pierotti wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )