Senza via di scampo
by Georges Simenon
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Se "la vecchia" ha proprio con lui, Vladimir, un rapporto così speciale, è perché loro due si somigliano: provano entrambi un profondo disgusto per tutto quanto li circonda, e la medesima pietà per se stessi. Due mascalzoni infelici, intrisi di amarezza e di cinismo, questo sono. Perciò, lasciando gli scrocconi a vagare annoiati nella grande villa, Jeanne Papelier si ubriaca insieme a lui; finisce sempre che si mettono a piangere, e poi vanno a letto insieme. Sono anni che Vladimir ricopre il duplice ruolo di amante e di domestico; e che si occupa dell'Elektra, lo yacht attraccato nel porticciolo di Golfe-Juan, insieme a Blinis, russo bianco come lui, con il quale ha diviso l'esilio e la miseria prima che trovassero la gallina dalle uova d'oro. Un equilibrio apparentemente perfetto, che si romperà allorché farà la sua comparsa una donna giovane e bella, la figlia della vecchia Papelier - una che non ha nulla a che fare né con quella ricchezza né con quell'abiezione.

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60 + 2 in other languages
AdiburAdibur wrote a review
014
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Costa Azzurra, fine anni ’30. Vladimir, il protagonista del romanzo, è un profugo russo che vive su uno yacht perennemente attraccato al molo. Riveste il ruolo di capitano anche se capitano non è, e si occupa dell’imbarcazione insieme al suo amico e compagno di avventure Blinis. La proprietaria è Jeanne, una ricca signora francese, pluridivorziata e costantemente attorniata da uno stuolo di ospiti che vivono da parassiti alle sue spalle sfruttando la sua ospitalità e le sue ricchezze. Ospiti di cui tuttavia lei non può fare a meno per arginare la sua angosciante solitudine. Occasionalmente Vladimir si presta a farle da amante ed entrambi cercano in questo rapporto malato un riparo dalla solitudine senza peraltro trovare appagamento. L’equilibrio, già precario, viene spezzato dall’arrivo della figlia di Jeanne, che si stabilisce sullo yacht allacciando un legame d’amicizia e forse d’amore con Blinis. Vladimir ne è sconvolto, comincia a provare invidia e gelosia per l’amico tanto che ordisce una trappola a suo danno facendolo accusare ingiustamente di furto. Il senso di colpa, il vero protagonista del romanzo, però comincia a rodergli la coscienza intrappolandolo in un turbine di angoscia, sofferenza, tormento che invano cerca di placare con solenni ubriacature. In un crescendo di tensione si giunge al climax della vicenda e quindi al deludente epilogo che lascia insoddisfatti e interdetti i lettori, almeno a mio giudizio.
La scrittura di Simenon è sempre raffinata ed evocativa, i dialoghi sono efficacissimi e le atmosfere che l’autore sa creare sono indubbiamente sofisticate, ma in questo romanzo è la trama ad essere insufficiente. È esile e a tratti risulta improbabile, soprattutto nel finale. Al mio quindicesimo Simenon non posso che assegnare un voto appena sufficiente. Peccato!
Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
1131
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#27

Solo a giochi fatti, è ovvio, le ore assumono tutta la loro importanza
L’apertura è da Simenon classico, lo svolgimento invece non ha la stessa precisione coinvolgente. Siamo in Costa Azzurra ci sono uno yacht, un bar, una villa e si fatica a capire dove i vari personaggi agiscano. Ci vogliono una manciata di pagine per acquisire l’informazione che Jeanne Papelier è la padrona di quasi tutto, ma non dei propri comportamenti viziati dall’alcool. Lei vive in villa, due uomini (Vladimir e Blinis) vivono sullo yacht ormeggiato occupandosi di manutenerlo e passano la maggior parte del tempo a bere nel bar del porto. Vladimir si è venduto come capitano senza averne i titoli, è diventato l’amante della dispotica Jeanne Papelier, una che pur di contornarsi di persone a cui far mostra di sé, mantiene una serie di sfaccendati sovvenzionandoli con denaro, cibo, alcool e male parole. Jean ritiene che Vladimir le sia affine, bevono insieme fino a stordirsi, spesso passano dall’euforia alle lacrime prima di accoppiarsi selvaggiamente. L’equilibrio si rompe quando la giovane figlia di Jeanne pretende di andare ad abitare nello yacht ormeggiato e inizia a simpatizzare con Blinis. Il capitano invidioso non tollera la loro intimità e per interromperla si rende protagonista di una falsa delazione che porterà al licenziamento del collega e amico. Questo atto finirà per condizionare tutti quelli futuri compiuti da Vladimir, incapace fin da subito di accettare moralmente l’infamia di cui si è reso protagonista. Un romanzo più nero e meno appassionante di numerosi altri. Non mancano le bevute colossali e i colpi di scena, manca invece l’alchimia degli Intrusi, dei complici, della chambre bleue, del gatto, delle luci… insomma se non avete mai letto Simenon non sarebbe questo il romanzo da cui consiglierei di partire.
Winston SmithWinston Smith wrote a review
112
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Ornella MancinOrnella Mancin wrote a review
01
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Sally68Sally68 wrote a review
04
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Spoiler Alert
Già dopo poche pagine, Simenon riesce a immergerti nei luoghi e nelle sfaccettature dei personaggi.
Se i luoghi (Costa Azzurra) sono suggestivi lo sono meno i personaggi che ruotano intorno a questa vicenda.
Abbiamo una ricca signora dell'alta borghesia, Jeanne Papelier, viziata, con tre matrimoni alle spalle, insoddisfatta, spesso ubriaca, la quale si consola con un domestico russo, tutto fare di nome Vladimir, il quale insieme al suo amico Blinis, vengono assunti dalla stessa, solo raccontando un sacco di bugie.
Vladimir a sua volta, passa gran parte della sua giornata in un bar del porticciolo, bevendo whisky mentre dovrebbe controllare "Elektra" lo yacht, di proprietà di Jeanne, dove da qualche giorno soggiorna la figlia.
Vladimir, per gelosia, commetterà una scorrettezza verso il suo amico Blinis, il quale di conseguenza verrà licenziato e mandato via.
Col passare dei mesi però Vladimir non riesce a non pensare all'amico e inizia a sentirsi in colpa e ad avere nostalgia del passato e del tempo passato insieme.
Le cose poi precipiteranno …..
Il finale, che sembrava mettere le cose a posto però secondo me non lo fa fino in fondo...anzi, per me mette in discussione anche le buone azioni fatte poco prima. Un finale che ti stupisce ma che non mi ha soddisfatta a pieno.
Ogni volta è un piacere immergersi nella delicata scrittura di Simenon, leggere di come riesca ad entrare nell'animo umano e scandagliarlo nelle sue infinite sfumature, in questo caso anche in quelle meno belle,