Sette brevi lezioni di fisica
by Carlo Rovelli
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«Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato». Tale è il presupposto di queste «brevi lezioni», che ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravità quantistica, sulla natura del tempo e della mente.

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MauriziaMaurizia wrote a review
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Non avrei mai pensato che i fisici fossero visionari, visionari più dei filosofi e dei poeti in un eterno tentativo di imbrigliare l’universo lambiccandosi il cervello per dimostrare attraverso formule ed equazioni che tutto è esatto e dimenticano che l’equazione può dimostrare che una cosa è uguale all’altra ma c’è sempre una terza a cui non sarà uguale e una quarta, una quinta e così all’infinito…
In Newton e Laplace minuscoli e freddi sassolini vagano eterni lungo traiettorie precise di uno spazio geometrico immutabile. E‘ questa la tensione ideale verso il raggiungimento di un scopo, percorso del tempo lineare determinato da una forza di gravità? Improvvisamente le cose cambiano, lo spazio si inclina e non sappiamo più se sia una forza ad attrarre le cose o il precipitare è insito nella massa stessa, viviamo in un campo elettromagnetico le cui onde arrivano dovunque, riempiono lo spazio che vibra come la superficie di un lago. La gravità come l’elettricità deve essere portata da un campo, deve esistere un campo gravitazionale analogo a quello elettrico, dunque, lo spazio di Newton e il campo gravitazionale sono la stessa cosa. Lo spazio non è più un luogo in cui esistono le cose, ma spazio e materia sono la stessa cosa e non solo lo spazio si incurva ma anche il tempo e il tempo passa più veloce in alto che in basso e lo spazio è in continua espansione.
L’atomo non è più la parte più piccola della materia ma la materia stessa conterrà come grumi di energia fotoni, particelle di luce. Lo spazio è fatto di quanta che non sono nello spazio ma sono fatti di spazio, atomi di spazio. Tutti si muovono seguendo un ritmo e un movimento di danza proprio indipendentemente dai propri vicini. Il mondo ordinato di Newton e Laplace è diventato un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce ed uno svanire di effimere entità. Materia e spazio sono la stessa cosa. Non ci può essere un tempo che scorre indipendentemente dalle cose. Qualcuno immagina i loop, anelli non isolati ma inanellati perché tutto è fondato sulla relazione e pare addirittura che alcuni elettroni, particelle, fotoni, protoni, quanti reagiscano solo se qualcuno li guarda. Intanto il povero Boltzman, finito suicida, aveva avuto la brillante idea di parlare di probabilità nei suoi studi al centro delle considerazioni fisiche per spiegare la dinamica del calore, probabilità che a dire il vero mi sembra certezza: non ho mai visto un corpo freddo che trasmette calore, che può riscaldare. È sempre il corpo caldo che scalda quello freddo. Sono sempre la gioia ed il calore di un amore che riscaldano. Infine il passato, il futuro e il presente sono una cocciuta illusione la fisica ha dimostrato che anche il presente è soggettivo e lo immagino che cresce e si gonfia avvolgendosi contenendo il passato e protendendosi verso un futuro che è già presente come nella spirale logaritmica di Bernouilli.
Per i Greci il rapporto della filosofia con la fisica era un rapporto naturale, oggi la filosofia necessita di un rapporto con la scienza perché i fisici di fantasia ne hanno di più, molto di più :)

E volevo ringraziare Cinthya Collu per la sua attenzione:
Hai letto questo suo bell'articolo sul Sole 24 ore? Ti metto un estratto. “La natura è la nostra casa e nella natura siamo a casa. Questo mondo strano, variopinto e stupefacente che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo non esiste e le cose possono non essere in alcun luogo, non è qualcosa che ci allontana da noi, è solo ciò che la nostra naturale curiosità ci mostra della nostra casa. Della trama di cui siamo fatti noi stessi. Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo. Lucrezio lo dice con parole meravigliose: … siamo tutti nati dal seme celeste; tutti abbiamo lo stesso padre, da cui la terra, la madre che ci alimenta, riceve limpide gocce di pioggia, e quindi produce il luminoso frumento, e gli alberi rigogliosi, e le stirpi delle fiere, offrendo i cibi con cui tutti nutrono i corpi, per condurre una vita dolce e generare la prole (II, 991-997)” Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo ad imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato. C.R.
ziabiceziabice wrote a review
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EnzoEnzo wrote a review
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