Sette minuti dopo la mezzanotte
by Patrick Ness
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Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Connor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Connor si aspettava l'entità fatta di tenebre,

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Nekkina93/72Nekkina93/72 wrote a review
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"La vita non è facile da affrontare nemmeno per un adulto, ma quando sei un ragazzino di 13 anni costretto ad affrontare la vita adulta troppo presto, è impensabile.

Conor all’età di 13 anni deve affrontare diverse situazioni per niente facili, ne a scuola ne a casa.

A scuola viene tormentato dai bulli e inizialmente non riesce a difendersi e tanto i professori ovviamente non vedono mai i bulli, ma la vittima rispondere.

A casa deve affrontare due situazioni: la madre malata di cancro, che a fatica si regge in piedi e quindi si occupa di tutte le faccende domestiche lui.

E un incubo terribile che è apparso nello stesso momento della malattia della madre, che non fa altro che tormentarlo ogni singola sera sette minuti dopo la mezzanotte.

Questo mostro che un secondo prima sembra un albero qualunque, un attimo dopo lo afferra tra le sue grinfie e lo tormenta.

Inizialmente Conor non capisce cosa vuole e da dove sia arrivato, nemmeno chi sia, vorrebbe solo che andasse via e una parte di se finge che non sia reale.

Peccato che poi trova le sue tracce sul pavimento della casa.

Nel mentre deve affrontare il dolore di vedere sua madre soffrire in quel modo, senza poter far nulla per aiutarla a star meglio.

Intorno a se le persone inizieranno pian piano a fargli capire che forse la situazione non finirà bene, anche alcune situazioni intorno a lui, ma Conor è entrato involontariamente nella fase di negazione.

Tanti piccoli segnali che una parte della mente di Conor li capta.

Ma la parte più grande del cervello, quella che non vuole e non riesce a pensarci, a crederci, li nega.

Rilegandole in fondo al cervello, trovando ogni scusa plausibile, vedendo solamente quello che lui vuole vedere.

La sua mente nega il concetto che forse lei potrebbe morire, e quindi “attacca” chiunque prova a “svegliarlo”.

Respingendo involontariamente anche quelle poche persone vicino a loro.

Poche visto che il padre li ha “abbandonati” quando si è risposato e si fa vedere e sentire poco.

Conor ha responsabilità che uno della sua età non dovrebbe avere e ha già sofferto tanto come uno della sua età non dovrebbe mai soffrire.

Eppure la vita è ingiusta.

Un giorno si ritrova a dover vivere momentaneamente con la nonna, con la prospettiva che potrebbe essere per molto tempo.

Allo stesso tempo deve affrontare continuamente i bulli, mentre il dolore e la sofferenza per la madre crescono sempre di più.

Mentre la paura si fa sempre più soffocante e lo trascina sempre di più nelle tenebre del dolore.

Il mostro continua a tormentarlo, iniziando anche a raccontargli tre storie e in cambio vuole solo una cosa, che Conor lo voglia o meno: la verità.

Ma quale verità si domanda Conor?

E perché deve per forza stare li ad ascoltare un mostro che lo tormenta?

Quando ha tanti pensieri per la testa che lo tormentano?

Ma che lo voglia o meno, dovrà iniziare ad affrontare i suoi sentimenti, le sue paure più profonde e la nuda e cruda verità.

Per giorni, settimane intere sarà dilaniato in due.

Perché entrambe le parti, quella razionale e quella che invece non fa altro che creare illusioni per proteggersi, si scontreranno.

Cercando di combattersi l’un l’altra.

Ma la vita non aspetta il nostro cuore, i nostri desideri e i nostri tempi.

La vita arriva, nuda e cruda e ti presenta la sua scelta davanti.

E non puoi far altro che urlare, disperarti, sentire quel magone allo stomaco, quell’impotenza che ti prende quando ti rendi conto di non poter combattere contro l’inevitabile e provare ad imparare ad affrontare le conseguenze e il resto della vita.

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Questo non è una storia semplice e facile da leggere.

E’ una storia profonda, toccante, che ti prende e ti distrugge.

Una storia che parla di sentimenti veri e reali.

Un dolore profondo che in molti conoscono.

Un dolore che puoi sentire completamente se l’hai provato in prima persona e che puoi provare ad immaginare se ancora hai avuto la fortuna di non provarlo.

Perché il dolore, la sofferenza e lo stato d’animo di Conor escono dalle pagine e ti si avvolgono intorno.

Puoi toccare con mano il suo dolore e vorrei solamente stringerlo e dirgli che comprendo tutto.

Comprendo il dolore.

Comprendo le urla, la disperazione.

Comprendo la voglia di spaccare tutto, distruggere ogni cosa che trovi davanti a te e urlare finchè hai fiato in gola.

Comprendo cosa vuol dire avere la verità davanti, ma aver creato un muro di illusioni che ti permettono di andare avanti e sperare che andrà diversamente.

Quella speranza vana che ti fa credere che andrà meglio.

Che non può essere vero, ma allo stesso tempo rendersi conto che se la mente ha già capito, il cuore annebbia la ragione creando e mostrandoti solamente quello che vuoi vedere.

Fino a quando non puoi fare altro che arrenderti all’evidenza.

Ed è in quel momento che il dolore più forte della tua vita ti assale e pensi che non potrai sopportare a lungo un dolore così devastante e schiacciante.

Un dolore che ti far stare così male da non respirare.

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Uno stile scorrevole, coinvolgente, potente, mai noioso e che avvolge il lettore completamente.

E’ un romanzo scritto a quattro mani involontariamente.

In quanto la storia è nata nella mente di Siobhan, ha creato i personaggi, l’inizio e la parte centrale, ma purtroppo la vita l’ha portata via troppo presto.

E così, dietro richiesta, Patrick Ness ha provato a portare a termine questa storia struggente.

Che racconta in modo reale e senza giri di parole, tutte le fasi del dolore.

Tutte le fasi di negazione che il corpo e la mente compie in automatico.

Perché il cervello quando inizia a rendersi contro che sta per soffrire troppo, entra in modalità protezione automatica ed entra nella negazione della realtà.

Perché il dolore è troppo forte da sopportare e allora fuggi via.

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Purtroppo posso comprendere in pieno Conor sia per quanto riguarda subire il bullismo, visto che ho passato i miei anni scolastici a dovermi difendere continuamente tutti i giorni, con i professori che giravano lo sguardo altrove.

Sia cosa vuol dire subire una perdita grave e importante.

Ancora adesso sto cercando di capire come fare ad affrontare un dolore così devastante.

E’ successo da poco e la persona che ho perso, il mio papà, era una delle persone più importanti della mia vita.

Avevo un legame speciale e unico, e posso comprendere tutte le fasi che passa Conor all’interno della storia, perché’ le ho vissute sulla mia pelle.

Quando inizi a renderti conto che qualcosa non va, è inevitabile entrare in negazione.

Perché non vuoi e non riesci a crederci.

Non puoi neanche pensare per un solo secondo a quell’eventualità.

E passi quei giorni o settimane in un agonia costante.

In un limbo dove non sai cosa succederà, ma allo stesso tempo lo temi, perché forse lo sai che quell’eventualità potrebbe accadere.

Ma lo neghi, illudendoti di continuo, vedendo e creandoti risposte illusorie, negando l’evidenza.

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Le tematiche affrontate in questo romanzo sono tante.

Il bullismo è una delle prime che viene mostrata al lettore, in quanto il protagonista Conor ne è vittima a scuola.

La crudeltà dei bambini e ragazzini sa essere enorme e Conor purtroppo lo vive sulla sua pelle.

E sembra quasi che nessuno se ne accorga.

Poi vengono affrontati argomenti come i legami veri e importanti, la famiglia, l’amicizia, la malattia, l’abbandono, la solitudine, la perdita, il dolore e la negazione, il lutto.

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In conclusione.

E’ un romanzo devastante.

Ti distrugge e dilania il cuore e non farà nulla per rimettere insieme i pezzi del tuo cuore rotto.

Perché è un romanzo forte, duro, reale, che affronta tutte le fasi del dolore, negazione e lutto.

Perché devi imparare ad aprire gli occhi e smetterla di mentire a te stesso davanti all’inevitabile.

Devi imparare a comprendere che anche se non vuoi, purtroppo alcune cose accadranno e devi imparare pian piano a conviverci e ad affrontarle.

Provare a superarle.

Non è facile, io sto ancora cercando di capire come fare.

Comprendo letteralmente tutte le fasi che passa Conor.

A partire dalla negazione, per passare alle illusioni, alla rabbia.

Al senso di colpa perché non ce la fai più a vivere in quel limbo logorante, che ti dilania e ti logora da dentro pian piano:

Nell’attesa.

Nell’attesa di una speranza che potrebbe non arrivare.

Nell’attesa e nella paura di sapere che l’impensabile sta arrivando.

Per poi ammettere la verità, che non vuoi che vada via, ma che purtroppo quello che tu desideri, non conta quando l’oscurità arriva.

Un romanzo da leggere, ma non da prendere alla leggera.

Vuole aiutare l’elaborazione del lutto e per una cosa mi ha aiutata davvero.

Voto: 5/5."

VittorioVittorio wrote a review
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Nonnetta Nonnetta wrote a review
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ziabiceziabice wrote a review
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Gioiellino per adolescenti e adulti
Uno dei classici tropi di libri e film a cavallo tra anni '90 e '00 è la storia del ragazzino/a che sta perdendo/perde la mamma a causa di un male incurabile. Trama facilona che dà in un attimo il là alla più classica pornografia del dolore, con più o meno lacrime napulitane al seguito.

In questo libro c'è un ragazzino con la mamma che sta morendo di tumore in ospedale, i genitori divorziati, il padre che vive in America, la nonna in carriera, i bulli che lo gonfiano come una zampogna, i compagni di scuola che lo ignorano, lui che si isola e va alla deriva, un albero-mostro che gli fa visita, un incubo ricorrente. Sentireste in lontananza le cataratte del dolore a prezzo scontato che si aprono con annesse signore che corrono per accaparrarsi i migliori affari. E invece no: l'abile Patrick Ness riesce a tenere insieme questo materiale con abilità e delicatezza senza forzare mai la mano ed anzi scompigliando spesso le carte rifuggendo la banalità, riuscendo a confezionare un racconto per adolescenti di una forza emotiva capace di scalfire anche i cuori degli adulti più insensibili.

Ecco, non classifichiamolo solo come letteratura per adolescenti, perché è un libro che ha tanto da dare anche agli adulti. Anzi, soprattutto a loro.

Appassionante fin dalle prime battute, impreziosito dalle bellissime illustrazioni dark di Jim Kay, è una lettura che consiglio caldamente a tutti. Cresce nel lettore mano a mano fino al finale catartico e latore di groppo in gola, grazie soprattutto al lavoro di sparizione operato dall'autore, davvero in stato di grazia.
Lila RiaLila Ria wrote a review
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Cecilia ZironiCecilia Zironi wrote a review
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