Shantaram
by Gregory David Roberts
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"It took me a long time and most of the world to learn what I know about love and fate and the choices we make, but the heart of it came to me in an instant, while I was chained to a wall and being tortured."

So begins this epic, mesmerizing first novel set in the underworld of contemp
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Chase Insteadman Mountbatten's Review

01
(*)(*)(*)(*)( )
[Testo italiano in fondo]
For years I felt like "I had" to read this book, but at the same time it gave me the sensation of a sickly sweet essay on western-interpreted eastern philosophy. Then one day I stepped into the original English 'version' of the book, and bought and started it at once.
In fact the story is not a sickly sweet philosophy treatise; there is on the contrary a great deal of fresh human blood flowing, towards which the main character and narrator seems inevitably attracted every time a chance occurs.
The novel is basically the true narrative of Gregory David Roberts in India, despite some quite unlikely events (at least in the close succession in which they are presented): Lin's sudden coming out from an Indian prison then fresh and ready for an important meeting after only one hour or, again, he calmly sitting in a bar just after an almost deadly fight. But they seem to be only narrative devices, and the trueness of the story can be felt at every page. The book reminded me of India more than every other thing in many years since my first and (so far) last trip there. The flavour and the people of that unique country were all in the book, unchanged.

Per anni ho saputo di "dover" leggere questo libro ma mi dava anche la sensazione di uno stucchevole trattato occidentale di filosofia orientale. Poi un giorno mi sono imbattuto nella 'versione' originale inglese, comprato e subito iniziato.
In effetti la storia non è affatto un compendio filosofico, al contrario c'è molto fresco sangue umano che scorre, verso il quale il narratore e protagonista principale sembra fatalmente attratto ogni qualvolta si presenta l'occasione.
La trama è praticamente la vera storia di Gregory David Roberts in India. Ci sono cose un po' improbabili, (almeno nella successione in cui vengono presentate) tipo il suo uscire all'improvviso da una prigione indiana e dopo un'ora essere freschissimo e pronto per un incontro importante o, ancora, essere tranquillamente seduto in un bar subito dopo un combattimento quasi mortale. Ma questi sono molto probabilmente espedienti narrativi; la storia in effetti trasuda 'verità' in ogni pagina e, in molti anni dal mio primo (e per ora ultimo) viaggio, mi ha ricordato l'India più di ogni altra cosa. Il sapore e i personaggi di quella terra unica sono tutti li, tali e quali.
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[Testo italiano in fondo]
For years I felt like "I had" to read this book, but at the same time it gave me the sensation of a sickly sweet essay on western-interpreted eastern philosophy. Then one day I stepped into the original English 'version' of the book, and bought and started it at once.
In fact the story is not a sickly sweet philosophy treatise; there is on the contrary a great deal of fresh human blood flowing, towards which the main character and narrator seems inevitably attracted every time a chance occurs.
The novel is basically the true narrative of Gregory David Roberts in India, despite some quite unlikely events (at least in the close succession in which they are presented): Lin's sudden coming out from an Indian prison then fresh and ready for an important meeting after only one hour or, again, he calmly sitting in a bar just after an almost deadly fight. But they seem to be only narrative devices, and the trueness of the story can be felt at every page. The book reminded me of India more than every other thing in many years since my first and (so far) last trip there. The flavour and the people of that unique country were all in the book, unchanged.

Per anni ho saputo di "dover" leggere questo libro ma mi dava anche la sensazione di uno stucchevole trattato occidentale di filosofia orientale. Poi un giorno mi sono imbattuto nella 'versione' originale inglese, comprato e subito iniziato.
In effetti la storia non è affatto un compendio filosofico, al contrario c'è molto fresco sangue umano che scorre, verso il quale il narratore e protagonista principale sembra fatalmente attratto ogni qualvolta si presenta l'occasione.
La trama è praticamente la vera storia di Gregory David Roberts in India. Ci sono cose un po' improbabili, (almeno nella successione in cui vengono presentate) tipo il suo uscire all'improvviso da una prigione indiana e dopo un'ora essere freschissimo e pronto per un incontro importante o, ancora, essere tranquillamente seduto in un bar subito dopo un combattimento quasi mortale. Ma questi sono molto probabilmente espedienti narrativi; la storia in effetti trasuda 'verità' in ogni pagina e, in molti anni dal mio primo (e per ora ultimo) viaggio, mi ha ricordato l'India più di ogni altra cosa. Il sapore e i personaggi di quella terra unica sono tutti li, tali e quali.