Shantaram
by Gregory David Roberts
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Il bus della scalcagnata Veterans' Bus Service, una compagnia di veterani dell'esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, ve... More

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serena_librieparoleserena_librieparole wrote a review
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Shantaram
🐑 Ho letto "Shantaram" molti anni prima che diventasse un caso letterario, almeno io non ne avevo mai sentito parlare quando l'ho preso in mano per la prima volta. Quando ho letto io quest'opera di Gregory David Roberts, Amazon non era ancora la potenza del consumismo che è oggi e trovare libri in lingua originale non era così facile e immediato. Non ricordo dove lo ho comprato, credo in un aeroporto o in una qualche libreria fornita di libri in versione originale; ricordo, però, di averlo preso per caso, semplicemente perché volevo leggere qualcosa in inglese e, probabilmente, mi ha convinta più di qualche altro esemplare lì presente.

🐑 Se mi è piaciuto? Sí, mi è piaciuto. Se lo consiglio? Sì. "Shantaram" è un mondo brulicante e labirintico di esperienze e incontri, di rinascite e scoperte. È underground e sfacciato al punto giusto, strabiliante e rocambolesco, con un assetto narrativo potente seppur, in alcuni punti, eccessivamente articolato. Ci sono scene e frammenti che riesco ancora oggi ad immaginare esattamente come li ho immaginati mentre lo leggevo e sensazioni e pensieri che riesco a ritrovare in qualche cassetto della memoria anche a distanza di anni. E questo significa solo una cosa: non importa quanta trama tu riesca a ricordare, quello che conta davvero sono le impronte delle sensazioni, dei pensieri, delle riflessioni e dei ricordi emotivi che la storia letta ha lasciato dietro di sé. E scusa se è poco.

🐑 La versione in italiano è pubblicata da Neri Pozza.
La GiroVagaLa GiroVaga wrote a review
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paolo frighettopaolo frighetto wrote a review
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che razza di governo, che razza di sistema può tollerare una sofferenza simile? ( p.14 )

se sapevo che questo era mio whisky e non tuo, non ero così generoso con me stesso a berlo ( p.29 )

io e il mondo non andiamo d’accordo ( p.51 )

ti ho già detto di andare a farti fottere? ( p.57 )

hanno l’aria di gente che non si masturba, ma che non pensa ad altro ( p.113 )

nei giorni terribili in cui ero costretto a lavorare per vivere ( p.118 )

alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle ( p.159 )

come tutti gli emarginati corteggiavo il pericolo, perché era una delle poche sensazioni abbastanza forti da riuscire a farmi dimenticare ciò che avevo perduto ( p.261 )

maleducazione significa che ci piace farlo anche se la gente ci dice di non farlo ( p.295 )

non sopporto i politici. è gente che ti promette un ponte anche se non c’è il fiume ( p.311 )

preferisco sempre un cipiglio sincero a un sorriso falso ( p.320 )

la contentezza è un mito che hanno inventato per farci comprare le loro merci ( p.345 )

la felicità è rara e si consuma in fretta ( p.366 )

il fardello della felicità può essere alleviato solo dal balsamo della sofferenza ( p.368 )

la sofferenza è fame, no? avere fame di qualcosa significa soffrire. niente fame, niente sofferenza ( p.377 )

digli di tornare domattina, quando sarò vivo ( p.378 )

hai un aspetto terribile. devi essere innamorato ( p.452 )

il ragazzo, a forza d’insistere con le sue attenzioni romantiche e devote, è riuscito a suscitare in lei quella che non esito a definire un’affettuosa repulsione ( p.453 )

solo un malvagio può ricavare tanto beneficio da un’opera buona. una brava persona sarebbe sfinita e di pessimo umore ( p.457 )

la felicità è un mito inventato per farci comprare cose inutili ( p.614 )

senza contare il fatto che amare una donna come letitia è una prova sufficiente del suo deterioramento menatale ( p.657 )

l’indifferenza che provavo somigliava molto a una sensazione di pace ( p.729 )

un majaihidin una volta mi disse che nel corso della vita il fato dà a ognuno di noi tre maestri, tre amici, tre nemici e tre grandi amori. ma queste dodici persone sono sempre travestite, e non possiamo scoprire la loro vera identità finché non le amiamo, le conosciamo o le combattiamo ( p.792 )

la superbia andò a cavallo e torno a piedi ( p.868 )

t’interessa tutto, ma non t’impegni in nulla ( p.895 )

l’amore, come il rispetto, non si riceve, si dona ( p.954 )

mi squadrarono come se stessero esaminando gli arabeschi sulla canna di un vecchio fucile ad avancarica ( p.991 )

sarebbe una barbarie che te ne andassi senza darmi la possibilità di corrompere almeno un poco la tua integrità ( p.1000 )

si guardava sempre attorno come se cercasse un amico in mezzo a una folla di estranei ( p.1035 )

non mi aspetto che tutti la pensino come me. in effetti è abbastanza raro ( p.1075 )

il fato ti dà sempre due possibilità. quella che dovresti scegliere, e quella che scegli ( p.1077 )

non c’è niente come un po’ di religione per metterti dell’umore giusto per fare qualche porcata, vero? ( p.1084 )

LuLu wrote a review
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Shantaram
Un viaggio lunghissimo attraverso le esperienze molto forti vissute dal protaginista, in fuga dalla sua vita precedente.
Molto bella ed appassionante tutta la prima parte che porta ad immergerci in un mondo, l'India, affascinante e controverso. Sembra di percorrere con il protagonista le vie di Mumbay, vedere i colori, sentire il calore e respirare l'odore, quello che "Karla un giorno lo chiamò il peggiore buon profumo al mondo". Affascinanti e puntuali le descrizioni delle persone che incontra nel suo viaggio, in particolar modo quelle legate all'indimenticabile guida e amico Prabaker con il suo sorriso travolgente, la parentesi nel piccolo villaggio che lo trasforma in "Shantaram", così come il suo vissuto nello slum come medico improvvisato, a contatto con persone meravigliose che pur nel "nulla" e nella sofferenza sanno regalare "tutto" e sorridere alla vita.
Cruda l'esperienza della prigione indiana che colpisce allo stomaco e difficilmente si dimentica.
Meno coinvolgente a mio avviso tutta la parte dedicata alla partecipazione alla guerra in Afghanistan e al suo ritorno in India con lo scontro tra le bande rivali per la conquista del territorio.
Non amo particolarmente i libri così lunghi, anche se da un punto di vista stilistico è ben scritto e ciò lo rende scorrevole. Scritto in prima persona dall'autore con il sapore della biografia/non-biografia, perché documentandomi ho scoperto un po' a malincuore che molte vicende non sono mai accadute oppure sono state " rivisitate" in chiave romanzesca.
LuLu wrote a review
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Shantaram
Un viaggio lunghissimo attraverso le esperienze molto forti vissute dal protaginista, in fuga dalla sua vita precedente.
Molto bella ed appassionante tutta la prima parte che porta ad immergerci in un mondo, l'India, affascinante e controverso. Sembra di percorrere con il protagonista le vie di Mumbay, vedere i colori, sentire il calore e respirare l'odore, quello che "Karla un giorno lo chiamò il peggiore buon profumo al mondo". Affascinanti e puntuali le descrizioni delle persone che incontra nel suo viaggio, in particolar modo quelle legate all'indimenticabile guida e amico Prabaker con il suo sorriso travolgente, la parentesi nel piccolo villaggio che lo trasforma in "Shantaram", così come il suo vissuto nello slum come medico improvvisato, a contatto con persone meravigliose che pur nel "nulla" e nella sofferenza sanno regalare "tutto" e sorridere alla vita.
Cruda l'esperienza della prigione indiana che colpisce allo stomaco e difficilmente si dimentica.
Meno coinvolgente a mio avviso tutta la parte dedicata alla partecipazione alla guerra in Afghanistan e al suo ritorno in India con lo scontro tra le bande rivali per la conquista del territorio.
Non amo particolarmente i libri così lunghi, anche se da un punto di vista stilistico è ben scritto e ciò lo rende scorrevole. Scritto in prima persona dall'autore con il sapore della biografia/non-biografia perché documentandomi ho scoperto un po' a malincuore che molte vicende non sono mai accadute oppure sono state " rivisitate" in chiave romanzesca.
LuLu wrote a review
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Shantaram
Un viaggio lunghissimo attraverso le esperienze molto forti vissute dal protaginista, in fuga dalla sua vita precedente.
Molto bella ed appassionante tutta la prima parte che porta ad immergerci in un mondo, l'India, affascinante e controverso. Sembra di percorrere con il protagonista le vie di Mumbay, vedere i colori, sentire il calore e respirare l'odore, quello che "Karla un giorno lo chiamò il peggiore buon profumo al mondo". Affascinanti e puntuali le descrizioni delle persone che incontra nel suo viaggio, in particolar modo quelle legate all'indimenticabile guida e amico Prabaker con il suo sorriso travolgente, la parentesi nel piccolo villaggio che lo trasforma in "Shantaram", così come il suo vissuto nello slum come medico improvvisato, a contatto con persone meravigliose che pur nel "nulla" e nella sofferenza sanno regalare "tutto" e sorridere alla vita.
Cruda l'esperienza della prigione indiana che colpisce allo stomaco e difficilmente si dimentica.
Meno coinvolgente a mio avviso tutta la parte dedicata alla partecipazione alla guerra in Afghanistan e al suo ritorno in India con lo scontro tra le bande rivali per la conquista del territorio.
Non amo particolarmente i libri così lunghi, anche se da un punto di vista stilistico è benscritto e ciò lo rende scorrevole. Scritto in prima persona dall'autore con il sapore della biografia/non-biofgrafia perché documentandomi ho scoperto un po' a malincuore che molte vicende non sono mai accadute oppure sono state " rivisitate" in chiave romanzesca.