Siddharta
by Hermann Hesse
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Liberty RoseLiberty Rose wrote a review
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Spoiler Alert
Il cammino per la felicità
Tra i libri della mia formazione, ce n'è uno che ricordo sempre con piacere, che recuperai, attirata da tutto quello che avevo letto in giro e che fu come una carezza al mio spirito.
Siddhartha è in qualche modo un romanzo di formazione, pubblicato nel 1922 e in Italia arrivato solo nel 1945, frutto dell'abile penna di Hermann Hesse.
Il racconto è vagamente ispirato a quello di un personaggio storico, Siddharta Gautama, davvero esistito a cavallo tra il VI e il V secolo dopo Cristo, conosciuto anche come il Buddha.
Il romanzo racconta la vita di un giovane indiano, figlio di un bramino, insoddisfatto e inquieto, che vive alla ricerca della via verso la realtà più profonda della felicità e che un giorno decide di abbandonare la casa paterna per trovare se stesso e per scoprire il mondo.
I temi tipici dei romanzi di formazione si mescolano con i capisaldi del buddhismo orientale, quali il riconoscimento del desiderio come fonte del dolore e la soppressione della brama di vivere come strada per raggiungere il Nirvana.
Lo stile di Hesse è caratterizzato, pur nella sua semplicità, da un insite di prosa e lirismo, veicolo di temi quali la ricerca di sé, il rifiuto dei beni materiali, l'inquietudine spirituale, invitando il giovane lettore a cercare la propria strada verso la saggezza. Le suggestioni della religiosità indiana si mescolano alla sensibilità culturale europea realizzando un'opera insuperata, semplice nella lingua ma ricchissima di spunti di riflessione.
eddy64eddy64 wrote a review
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“So pensare. So aspettare. So digiunare”
Ho riletto Siddharta a distanza di trent’anni dall’ultima volta. Hermann Hesse è stato lo scrittore che, a metà degli anni 80, ha acceso in me la passione per i libri, trasformandomi da lettore sporadico in sistematico o forte (come direbbero le statistiche di marketing), insomma di quelli che ancora oggi terminato un libro ne iniziano un altro, hanno sempre una buona scorta, e non si sono stufati di leggere, esplorare, conoscere..
Cosa dire ancora di Siddharta, un libro diventato un cult per molte generazioni di giovani, una versione orientale di Sulla strada di Keurac, un libro notissimo anche su Anobii con circa 1.700 recensioni?
Siddharta, almeno nella prima parte dove si racconta la sua gioventù, è un po' troppo perfettino, con quella sua aura di superiorità, di predestinato… e tutto gli riesce facile: convince con la sua caparbietà il padre brahmino a lasciarlo andare con i Samana, poi decide di immergersi nella samsara della vita e alla bella Kamala, che lo inizierà alle arti amatorie, risponde di aver imparato a pensare, aspettare e digiunare e questo basta, il resto sono bazzecole da apprendere; il mercante lo prende con sé e per Siddharta il commercio è solo un gioco, dove non importa perdere denaro e guarda distaccato gli uomini bambini cercando di comprenderli, di capire il loro affannarsi. Meglio in tarda età, quando dopo essersi fatto travolgere dalla samsara, è diventato un barcaiolo come Vesudeva ed entrambi alla sera meditano seduti sulla riva del fiume che ride degli uomini; per gli abitanti della zona sono riveriti e rispettati come saggi, ma anche considerati un pò tocchi…
Siddharta per tutta la vita è alla ricerca di se stesso, dell’assoluto, del superamento dell’io, del nirvana, prima attraverso le dottrine e la religione, poi vivendo la vita, e infine ritirandosi per meglio comprenderla superandone gli affanni, per riderne come il fiume presso cui si siede e alla fine diventare un illuminato come Gotama, il Buddha.
Una favola, una leggenda ambientata nell’India del VI secolo a.c., dove si parla molto di religione e di filosofia e i protagonisti espongono continuamente la loro personale via verso la conoscenza perché il fine ultimo è l’illuminazione. Un racconto, scritto magistralmente, che da sì grandi sensazioni di serenità e pace interiore ma può anche annoiare un poco specie per chi come me non è appassionato di religioni orientali, altrimenti è un testo irrinunciabile. Spentisi un pò gli entusiasmi giovanili per Hesse, oggi lo giudico un buon romanzo da leggere comunque, non fosse altro che per la sua fama. Tre stelle e mezzo.