Sister Carrie
by Theodore Dreiser
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Sprovvista di mezzi economici e culturali ma fermamente decisa a farsi strada nella febbrile Chicago fin de siecle, la giovanissima Caroline Meeber, chiamata in famiglia con il nomignolo non del tutto affettuoso di "sister Carrie", è disposta a ogni cosa pur di raggiungere il successo. Così, da povera operaia in una fabbrica di scarpe, diviene l'amante prima di un commesso viaggiatore, poi del direttore di un lussuoso locale, salendo senza troppi scrupoli i gradini della scala sociale verso una fortunata carriera di attrice. "Sister Carrie", romanzo d'esordio di Theodore Dreiser, apparve nel 1900 alquanto in sordina, con una tiratura di sole mille copie. Eppure quest'opera "immorale", destinata a segnare il destino della narrativa novecentesca americana, conobbe in seguito un enorme successo commerciale grazie a una seconda versione, frutto di un capillare lavoro di revisione e quasi di autocensura operato dall'autore (spinto dalle reazioni scandalizzate del pubblico e della moglie dell'editore), che ne limò "sconvenienze" ed "eccessi", aggiungendo effusioni sentimentali e un finale malinconicamente consolatorio. Introduzione di Riccardo Reim.

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Pio Francesco TartagliaPio Francesco Tartaglia wrote a review
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GermanaGermana wrote a review
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The best is yet to come
Considerato “immorale” alla prima pubblicazione nel 1900, Sister Carrie racconta la storia di una ragazza di campagna del Wisconsin che si reca a Chicago in cerca di fortuna.
Tra alterne vicende e svolgendo lavori faticosi e sottopagati, Carrie riuscirà nell’intento di assicurarsi una vita confortevole prima attraverso un commesso viaggiatore, grezzo e innamorato, poi attraverso un uomo dell’upper class, infelicemente sposato, George Hurstwood, destinato a rovinarsi completamente per lei.
La vicenda raccontata nel libro ricalcava la storia di una delle sorelle dello stesso Dreiser; l’abilità dello scrittore fu trasformare una storia particolare che conosceva da vicino in un modello universale di donna, descrivendo la parabola della vita americana e la vacuità dell’american dream.
E se alcune parti, in cui l’autore commenta l’azione, sono noiose e pedanti, se lo stile non è uniforme e la bellezza del libro non è continua, rimangono insuperabili le descrizioni di Carrie appena arrivata a Chicago, lo sforzo per non soccombere ad un destino di povertà, l’alternarsi di sogni, speranza e desolazione lungo tutto il romanzo.
Documento realistico e potente dell’America del tempo, con la descrizione mirabile di Chicago e New York a fine secolo e l’impatto dell’economia capitalista, Dreiser descrive con rara sensibilità e acume anche le classi sociali con le loro convenzioni e i loro tratti distintivi.
Il divario tra gli uomini senza scrupoli che accumulano grandi fortune e le grandi miserie delle periferie urbane, un mondo in cui la forza dell’istinto o del bisogno determinano gli sforzi dell’uomo e non motivazioni alte o grandi ideali, lo rendono un libro più che mai attuale.
Le pagine finali del romanzo, con l’ascesa di Carrie e la parabola discendente che condurrà Hurstwood alla povertà e alla morte, rappresentano in maniera più che mai efficace tutta la meraviglia e il terrore della vita.

Curiosità: è considerato dalla Modern Library tra i 100 libri più influenti in lingua inglese.

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