Sonata a Kreutzer
by Lev Nikolaevič Tolstoj
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Durata 4h 25m. In seguito a un’accesa discussione sul matrimonio e sui principi dell’amore, scoppiata in treno tra compagni di viaggio, un uomo confessa a uno sconosciuto la sua amara colpa. Dopo aver presentato alla moglie un affascinante e talentuoso violinista, assiste alla loro esecuzione della ... More

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Daisy (in perpetuo volo)Daisy (in perpetuo volo) wrote a review
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Nonostante la dose – letale – di misoginia, ho apprezzato la descrizione dissacrante dell'istituzione matrimoniale: l'unione "legale", consacrata e benedetta, indispensabile all'epoca (all'epoca?) per dare legittimità agli istinti sessuali e garantirsi una discendenza, che si trasforma in breve tempo in una prigione senz'aria e senza luce, nella tomba dell'amore.
Entrambi i coniugi qui sono al tempo stesso carcerati e carcerieri (“eravamo due ergastolani che si odiavano a vicenda, legati da un’unica catena, che si avvelenavano la vita ma cercavano di non accorgersene”), e la sensazione claustrofobica che ne è derivata mi è stata, confesso, in alcuni momenti quasi insopportabile. Quando T. lo ha scritto evidentemente il suo matrimonio non attraversava un momento felice, tanto che io avuto la sensazione che Pozdnysev fosse in realtà l’alter-ego dell'autore, almeno in quel periodo della sua vita. Del resto, come è noto, ebbe sempre con la moglie un atteggiamento ambiguo, di amore e odio, di forte attrazione fisica (“allora non capivamo che questo odio e amore erano lo stesso aspetto di un sentimento animalesco visto da due diverse estremità”) e al contempo di desiderio di fuga, fuga che alla fine mise pure in atto, come racconta magistralmente Vladimir Pozner in “Tolstoj è morto”.
Eppure nei suoi romanzi T. non esitò a scaraventare Anna Karenina sotto un treno solo perché aveva osato innamorarsi di un altro uomo, così come ha trasformato Natasha Rostov, da deliziosa ragazza vivace e intraprendente, in una matrona-chioccia, definitivamente sposata.
Il finale di questa “sonata” risulta perciò per il suo autore, nonostante tutto, un momento catartico (forse).
(rilettura)
Dolci FusaDolci Fusa wrote a review
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EsmeraldaEsmeralda wrote a review
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AkeBagheeraAkeBagheera wrote a review
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riflessioni e precetti morali?
Siamo di fronte ad un romanzo breve o ad un lungo racconto. Si può dividere in due parti, entrambe deliranti.
Un lungo viaggio in treno, come succede spesso in Russia in quella zarista come in quella sovietica e come in quest'altra post sovietica; le distanze enormi fanno succedere quello che succede in questo scritto.
Un uomo affetto da logorrea nervosa e pericolosa narra al suo sfortunato e inerme interlocutore i fatti della sua vite coniugale ed il dramma di cui è stato artefice, promotore e vittima.
La prima parte è noiosetta anzichenò; c'è la sua vita di scapolo alla ricerca di una moglie (come si usava un tempo, il suo tempo) e poi nella seconda parte si scatena la gelosia e la lettura si fa più intrigante ed interessante.
I pretesti per un geloso incallito non mancano e se dovessero mancare la fantasia è molto d'aiuto.
Il finale non poteva essere diverso, la morte della moglie per mano del marito, il processo ed infine l'assoluzione. Assoluzione!!! Si perché a quel tempo e nella Russia zarista l'adulterio e la vendetta dell'uomo erano considerati non punibili dalla legge (come accadeva in Italia non molti anni fa con il cosiddetto "Delitto d'onore"). Tutto il mondo è paese e tutti i paesi costituiscono il mondo.
Il libro mi è piaciuto a metà, quello che mi ha lasciato perplesso più di tutto è la postfazione dell'autore in cui parla del cristianesimo e della bontà dell'essere casti e non debosciati, dell'utilità d'una vita ascetica e volta al Cristo ecc. ecc. ecc. e qui mi fermo.
FannyFanny wrote a review
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