Sopravvissuta ad Auschwitz
by Emanuela Zuccalà
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La storia quasi romanzesca di Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute ad Auschwitz. Bambina ebrea nell'Italia fascista, a 13 anni viene arrestata con il padre e deportata nel campo di sterminio. Qui, ridotta a uno scheletro, per ben tre volte riesce a superare la selezione per la vita o la morte. Liberata nel 45 riesce a tornare a Milano. Nel 1990 decide di diventare testimone pubblica della Shoah perchè la memoria della storia resti accesa per il futuro.

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MiriamMiriam wrote a review
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MonnalisaMonnalisa wrote a review
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Testimone indispensabile
Liliana Segre è una Senatrice della Repubblica Italiana. Lo è diventata il 19 gennaio del 2018 grazie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ne ha riconosciuti gli “altissimi meriti nel campo sociale“. Questo libro, pubblicato nel 2005, quindi molto prima che la Segre divenisse Senatrice, descrive, tra le altre cose, quali siano gli altissimi meriti che alla Segre tutti riconosciamo. Nel 1990, infatti, Liliana Segre sente l’urgenza di divenire una testimone della sua esperienza di sopravvissuta: “… ho iniziato a testimoniare per un debito non pagato. Lo dovevo a tutte le vite che ho visto spezzare intorno a me, ai giovani che non sono mai diventati adulti. […] Sono sempre stata convinta che, se per un caso mio papà fosse tornato vivo al posto mio, non ci sarebbe stato più un minuto della sua vita disponibile ad altro che non fosse ricordare. E’ in nome dei miei che sono diventata una testimone. Sarebbe molto più comodo non parlare più di quel periodo, starsene a casa propria senza mettersi davanti a una telecamera o a una folla di ragazzi“. Ecco, dunque i meriti sociali della Segre: aver scelto, a un certo punto della sua vita, di dedicarsi al racconto, alla testimonianza, all’educazione alla memoria. Chi meglio di lei, uscita viva da Auschwitz, può permettersi di spiegare, soprattutto ai più giovani, l’orrore della deportazione, della vita nel lager, del lavoro forzato e del destino che non l’ha voluta morta?

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lankenauta.it/?p=17040
NiculetNiculet wrote a review
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IdrenoIdreno wrote a review
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YusyYusy wrote a review
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Valery CricketsValery Crickets wrote a review
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Questo libro raccoglie la testimonianza di Liliana Segre, deportata da Milano ad Auschwitz nel gennaio ’44 col padre quando lei era appena tredicenne.
Farà ritorno a casa nell’agosto del 1945, sola, dopo aver superato anche la “marcia della morte” verso la Germania.
Il suo racconto si concentra su cosa vuol dire tornare alla normalità dopo aver subito esperienze difficilissime e situazioni di vita all’estremo: la femminilità completamente cancellata da un anno di prigionia e l’indurirsi del carattere per non soffrire; i problemi a relazionarsi con chi non sa cosa vuol dire essere stata deportata; poi accorgersi di essere amata e corteggiata, lo scoprirsi di nuovo donna e diventare madre dando alla luce tre figli; costruire così una famiglia nella serenità e vivere fino in fondo la vita, che è una cosa bellissima.
Ammetto che la mia curiosità MORBOSA avrebbe trovato “soddisfazione” se il racconto si fosse soffermato anche sui dettagli più intimi di vita quotidiana all’interno del campo di concentramento, ma questo per fortuna non avviene per volere stesso di Liliana che ritiene appunto cosa non opportuna e di cattivo gusto...
Vi consiglio questo libro e soprattutto di ragionare sulla frase seguente di Liliana, che sono sicura vi farà vivere tutto in maniera diversa e più consapevole:


“Non dite mai non ce la faccio più quando siete stanchi di studiare o di qualsiasi altra cosa, perché non è vero. Il corpo umano e la mente sono talmente forti e straordinari da riuscire a compiere autentici miracoli; la vita è un bene così meraviglioso e irripetibile da spingerci a fare qualsiasi cosa pur di conservarlo.”