Starship Troopers
by Robert A. Heinlein
(*)(*)(*)(*)(*)(1,688)

Dario Varese's Review

Dario VareseDario Varese wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
“Starship Troopers”; di Robert A.Heinlein, kindle edition

The protagonist of this well-known SF’s novel is Juan Rico who lives in a near future (compared to the sixties of the twentieth century!) in a unified and pacified world but threatened by an alien bugs-like race.
Peace and order have been obtained (and restored) after a devasting world war thanks to the initiative of some veterans who enforced a new order based on an elitist form of democracy that bestows only to "citizens” a certain set of “rights” (for example the active and passive right of voting). A “citizen” is one who has carried on the military service.

Son of a rich family, the young Rico, contrary to the opinion of his parents, chooses to enlist as a volunteer in MI (mobile infantry).
Basically, the novel tells the transformation of a frivolous eighteen young man in a real one, first through a very hard and selective military training, then as a result of the war events in which it will be involved.

From my point of view, it is very difficult to judge this novel.
One of the things that left me puzzled is that the author has spent more time explaining his political vision and the difficult path that leads the protagonist to understand it, compared to what he has told of the story itself and, of the war events.

Basically, even if utopias or dystopias are a common currency in SF, they normally form the background and not the main topic of the story. Here, on the contrary, the impression is that the personal story of the protagonist and the Bugs war are just an excuse to describe a political and philosophical alternative.

So, at the end I can say:
1) Interesting as a political and philosophical point of view (even if I am not sure I would agree!).
2) Not very engaging as a SF story.
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Juan Rico è il giovane protagonista di questo famoso romanzo di fantascienza: Egli vive in un futuro prossimo (rispetto agli anni '60 del XX secolo!) In un mondo unificato e pacificato ma minacciato da una razza aliena di insetti.

La pace e l'ordine sulla Terra sono stati ottenuti (e restaurati) a seguito di una devastante guerra mondiale grazie all'iniziativa di alcuni veterani che hanno imposto un nuovo ordine politico basato su una forma elitaria di democrazia, che conferisce solo ai "cittadini" un certo insieme di "diritti" (per esempio il diritto attivo e passivo del voto). Per acquisire lo status di "cittadino" è necessario prestare, su base volontaria, almeno un turno di servizio militare (come minimo biennale).

Rampollo di una ricca famiglia, il giovane Rico sceglie di arruolarsi come volontario in MI (fanteria mobile) contro l’opinione dei suoi genitori e, da lì in poi, fondamentalmente, il romanzo racconta la progressiva trasformazione morale di un giovane e frivolo diciottenne in un “vero uomo”, prima attraverso un percorso di addestramento militare molto duro e selettivo, poi come risultato degli eventi bellici in cui si troverà coinvolto.

Costantemente sullo sfondo, come mentore dell’aspirante cittadino si staglia la figura e il ricordo di un ex professore di liceo, insegnante di storia e filosofia morale (cattedra riservata ai soli “cittadini”, ovvero ad ex militari!) e ex ufficiale della MI al quale viene spesso demandato il ruolo di interprete e relatore dell’utopia politica proposta dall'Autore.

Venendo al mio giudizio riguardo al romanzo, devo dire che ho trovato molto difficile stabilire esattamente il mio livello di gradimento dello stesso.

Premetto che ne avevo sentito parlare fin dalla mia adolescenza (quindi quasi 40 anni fa!) come di un caso “politico” (un po’ come successe in Italia al “Signore degli Anelli” di Tolkien) che divideva regolarmente i lettori fra detrattori, appartenenti alla “sinistra” e ferventi elogiatori che, invariabilmente, orbitavano politicamente a “destra”.

In effetti, a lettura ultimata, una delle cose che mi ha lasciato perplesso è che l'Autore abbia dedicato più tempo a spiegare la sua visione politica e il difficile percorso che porta il protagonista a comprenderla in pieno, rispetto a quanto invece sia effettivamente rilevante la vicenda in sé. La trama e, in particolare la guerra galattica mi sono sembrati, infatti piuttosto irrilevanti rispetto alla presentazione del modello sociale proposto da Heinlein e la sensazione è rimasta tale anche dopo aver riflettuto sul fatto che, in fondo, le utopie e/o le distopie costituiscano spesso una “valuta corrente” in SF, normalmente utilizzate per strutturare l’ambientazione di fondo entro la quale si svolge la vicenda.

Qui, al contrario, l'impressione è che la storia personale del protagonista e la guerra degli insetti siano solo una scusa per descrivere un'alternativa politica e filosofica.

Quindi alla fine posso dire:
1) Interessante come punto di vista politico e filosofico; anche se non sono sicuro che sarei d'accordo riguardo all'applicazione di un tale modello politico-sociale che appare, effettivamente abbastanza “destrorso”.
2) Non molto coinvolgente come storia di fantascienza in sé (l’adrenalina non scorre!).
Dario VareseDario Varese wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
“Starship Troopers”; di Robert A.Heinlein, kindle edition

The protagonist of this well-known SF’s novel is Juan Rico who lives in a near future (compared to the sixties of the twentieth century!) in a unified and pacified world but threatened by an alien bugs-like race.
Peace and order have been obtained (and restored) after a devasting world war thanks to the initiative of some veterans who enforced a new order based on an elitist form of democracy that bestows only to "citizens” a certain set of “rights” (for example the active and passive right of voting). A “citizen” is one who has carried on the military service.

Son of a rich family, the young Rico, contrary to the opinion of his parents, chooses to enlist as a volunteer in MI (mobile infantry).
Basically, the novel tells the transformation of a frivolous eighteen young man in a real one, first through a very hard and selective military training, then as a result of the war events in which it will be involved.

From my point of view, it is very difficult to judge this novel.
One of the things that left me puzzled is that the author has spent more time explaining his political vision and the difficult path that leads the protagonist to understand it, compared to what he has told of the story itself and, of the war events.

Basically, even if utopias or dystopias are a common currency in SF, they normally form the background and not the main topic of the story. Here, on the contrary, the impression is that the personal story of the protagonist and the Bugs war are just an excuse to describe a political and philosophical alternative.

So, at the end I can say:
1) Interesting as a political and philosophical point of view (even if I am not sure I would agree!).
2) Not very engaging as a SF story.
---------------------------------------------------------------------------------------------------
Juan Rico è il giovane protagonista di questo famoso romanzo di fantascienza: Egli vive in un futuro prossimo (rispetto agli anni '60 del XX secolo!) In un mondo unificato e pacificato ma minacciato da una razza aliena di insetti.

La pace e l'ordine sulla Terra sono stati ottenuti (e restaurati) a seguito di una devastante guerra mondiale grazie all'iniziativa di alcuni veterani che hanno imposto un nuovo ordine politico basato su una forma elitaria di democrazia, che conferisce solo ai "cittadini" un certo insieme di "diritti" (per esempio il diritto attivo e passivo del voto). Per acquisire lo status di "cittadino" è necessario prestare, su base volontaria, almeno un turno di servizio militare (come minimo biennale).

Rampollo di una ricca famiglia, il giovane Rico sceglie di arruolarsi come volontario in MI (fanteria mobile) contro l’opinione dei suoi genitori e, da lì in poi, fondamentalmente, il romanzo racconta la progressiva trasformazione morale di un giovane e frivolo diciottenne in un “vero uomo”, prima attraverso un percorso di addestramento militare molto duro e selettivo, poi come risultato degli eventi bellici in cui si troverà coinvolto.

Costantemente sullo sfondo, come mentore dell’aspirante cittadino si staglia la figura e il ricordo di un ex professore di liceo, insegnante di storia e filosofia morale (cattedra riservata ai soli “cittadini”, ovvero ad ex militari!) e ex ufficiale della MI al quale viene spesso demandato il ruolo di interprete e relatore dell’utopia politica proposta dall'Autore.

Venendo al mio giudizio riguardo al romanzo, devo dire che ho trovato molto difficile stabilire esattamente il mio livello di gradimento dello stesso.

Premetto che ne avevo sentito parlare fin dalla mia adolescenza (quindi quasi 40 anni fa!) come di un caso “politico” (un po’ come successe in Italia al “Signore degli Anelli” di Tolkien) che divideva regolarmente i lettori fra detrattori, appartenenti alla “sinistra” e ferventi elogiatori che, invariabilmente, orbitavano politicamente a “destra”.

In effetti, a lettura ultimata, una delle cose che mi ha lasciato perplesso è che l'Autore abbia dedicato più tempo a spiegare la sua visione politica e il difficile percorso che porta il protagonista a comprenderla in pieno, rispetto a quanto invece sia effettivamente rilevante la vicenda in sé. La trama e, in particolare la guerra galattica mi sono sembrati, infatti piuttosto irrilevanti rispetto alla presentazione del modello sociale proposto da Heinlein e la sensazione è rimasta tale anche dopo aver riflettuto sul fatto che, in fondo, le utopie e/o le distopie costituiscano spesso una “valuta corrente” in SF, normalmente utilizzate per strutturare l’ambientazione di fondo entro la quale si svolge la vicenda.

Qui, al contrario, l'impressione è che la storia personale del protagonista e la guerra degli insetti siano solo una scusa per descrivere un'alternativa politica e filosofica.

Quindi alla fine posso dire:
1) Interessante come punto di vista politico e filosofico; anche se non sono sicuro che sarei d'accordo riguardo all'applicazione di un tale modello politico-sociale che appare, effettivamente abbastanza “destrorso”.
2) Non molto coinvolgente come storia di fantascienza in sé (l’adrenalina non scorre!).